Star Trek Picard 2: una seconda stagione migliore della precedente

I trekker e i fan occasionali del franchise di Roddenberry possono mettersi l'anima in pace, Picard è tornato in ottima forma.

Star Trek Picard 2: una seconda stagione migliore della precedente
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Coloro che due anni fa hanno atteso con impazienza il ritorno di Jean-Luc Picard alla serialità televisiva sono forse rimasti scottati da uno show che non è riuscito a soddisfare le aspettative già pressanti che qualsiasi nuova serie di Star Trek porta con sé. Di fatto, dopo Discovery, il nuovo corso della saga creata da Gene Roddenberry non ha certo brillato di luce propria. Picard si è rivelata troppo lontana dai canoni nel suo tentativo di realizzare un tv drama di qualità, troppo spesso mettendo in secondo piano la sua anima sci-fi. Ne parlavamo nella nostra recensione finale di Picard e da allora non si è fatto che sperare in un rinnovato spirito che riportasse lo show con Patrick Stewart sui binari del franchise. Quel momento pare finalmente arrivato, perché nei primi episodi di Picard 2 su Amazon Prime Video si respira un'aria decisamente più fresca.

Buona la seconda

Il cambio di passo si percepisce a pelle, merito forse del rinnovato duo di showrunner composto da Akiva Goldsman e Terry Matalas. Se la prima season ci aveva messo parecchio ad ingranare qui fa piacere cominciare sul ponte di un'astronave e non una qualsiasi. Un approccio che non dimentica l'orizzontalità del drama, ma che investe di più anche sui personaggi e sulla verticalità delle dinamiche. Un'occasione non solo per rivangare il passato di Picard (non senza qualche perdonabile retcon), ma anche per approfondire la sua condizione attuale, sospesa tra un solipsismo dettato dalla sua natura e dalle esperienze vissute e un desiderio di accogliere qualcuno che sia altro da sé.

D'altronde, lo stesso Patrick Stewart prevedeva sviluppi sentimentali più sostanziosi in Picard 2 ; per il momento non siamo arrivati proprio a quel punto, ma ad un approccio sostanziale alla questione. Anche tra i personaggi secondari c'è più ordine e chiarezza, nonché spazio d'azione, con un incasellamento maggiormente definito dei comprimari, sfruttando anche meglio il buon cast a disposizione. A tal proposito i fan di The Next Generation potranno gioire perché, dopo le conferme dei mesi scorsi e i vari trailer, rivedranno in scena vecchie glorie di Star Trek come la Guinan interpretata da Whoopi Goldberg e il Q di John de Lancie - sebbene al momento non certo in maniera estesa come forse speravano, ma comunque riprendendo pienamente possesso dei propri ruoli.

Questione di tempo

A livello tematico, oltre allo sviluppo dei protagonisti menzionati poc'anzi, sapevamo che con l'arrivo di Matalas la seconda stagione di Picard avrebbe basato il suo intreccio sul viaggio nel tempo. Un tropo classico ed evergreen che ha portato sul grande schermo i migliori film sul viaggio nel tempo e che nelle nuove avventure del personaggio interpretato da Patrick Stewart trova la via per emergere grazie, ovviamente, all'intervento di Q, che scombina la realtà dei nostri protagonisti e li costringe a ricercare le cause nel passato.

Il lato positivo di questa dinamica è che nel giro di pochissimo tempo ci porta dalla Terra ad una minaccia causata da un'anomalia spaziale, fino ad una distopia del XXV secolo da sradicare tornando indietro nel tempo nei primi decenni del Duemila. Ne deriva un prologo denso di eventi e personaggi che ci fa dimenticare la stagione precedente, dimenticandosi fortunatamente a sua volta anche del corpo artificiale di Picard (merito del fatto che tutte le stagioni di Picard sono autonome?). Un sostanziale buona la seconda che genera un giusto mix tra vecchio e nuovo, con elementi che forse non mancheranno comunque di far storcere il naso ai fan più accaniti, ma che ci proiettano verso un futuro più definito anche per il nostro amato protagonista.

Star Trek - Picard La seconda stagione di Picard convince sin dalle prime battute rimescolando le carte in tavola e limando il più possibile i difetti della precedente. Con un nuovo duo di showrunner la musica cambia e abbandona gli sviluppi compassati del 2020 per proiettarci direttamente al centro dell'azione, pur non sacrificando in nessuna circostanza l'introspezione dei personaggi. Un esordio che profuma di vittoria, tra fan service fatto bene e un pizzico di retcon, nella speranza che il trend sia stabile e che ci permetta così di assistere alla grande avventura di Picard nel tentativo di salvare ancora una volta la galassia con un'incognita: il processo non finisce mai.