First look Suburgatory - Stagione 1

Una teenager nata e cresciuta a New York costretta a trasferirsi in periferia!

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Una teenager e la periferia americana

Non è la prima volta che sullo schermo è protagonista una teenager allontanata dalla sua città natale, dai suoi amici e che si ritrova ad affrontare un ambiente completamente diverso da quello in cui è cresciuta. Basta pensare alle commedie Mean Girls o Clueless che hanno reso popolari Lindasy Lohan e Alicia Silverstone. La ABC ha deciso di adattare il libro Suburgatory, scritto dalla giornalista Linda Erin Keenan ed affidare l'ironico e cinico ritratto della provincia fatta di plastica ed esteriorità alla giovane Tessa.
Per riuscire nell'intento di conquistare gli spettatori, la ABC ha affidato il compito di scrivere la sceneggiatura del pilot del nuovo serial a Emily Kapnek, già autrice e produttrice per Parks and Recreation, Hung e Aliens in America. Il risultato è un mix di stereotipi, situazioni surreali e sarcasmo in grado di suscitare qualche risata ma senza brillare per originalità.

Tessa e la sua nuova vita

Tessa (Jane Levy) è una teenager nata e cresciuta a Manhattan insieme a suo padre George (Jeremy Sisto), sua madre ha invece lasciato la famiglia quando la ragazza era ancora una bambina. Il giorno in cui George trova una scatola di preservativi in un cassetto della camera della figlia decide di trasferirsi dalla metropoli ad una piccola città per offrirle uno stile di vita più calmo e stimolante dal punto di vista culturale. L'impatto con la nuova realtà quotidiana non è però dei migliori: tra vicini invadenti, ragazze super abbronzate, un esagerato uso del colore rosa, dei ritocchi estetici, della Red Bull come unico alimento giornaliero e nette divisioni sociali tra adolescenti ed adulti.
Il progetto di George dovrà quindi superare molte difficoltà per non correre il rischio di peggiorare la situazione e mantenere intatto il grande affetto che lo lega a sua figlia.

Una società ricca di stereotipi

L'episodio pilota di Suburgatory, titolo che unisce le due parole suburbs (sobborghi) e purgatory (purgatorio), introduce in poco meno di mezz'ora lo stile narrativo, registico ed interpretativo del serial. Fin dai primi minuti si pensa subito a film come Mean Girls, Clueless o Easy A e si nota la somiglianza anche fisica, forse voluta dai produttori, di Jane Levy con l'attrice Emma Stone che ha conquistato gli spettatori di tutto il mondo proprio grazie al ruolo di Olive e della sua versione contemporanea de La Lettera Scarlatta. Il personaggio di Tessa nell'esordio del serial perde il confronto diretto con le precedenti protagoniste, al limite tra commedia ed analisi sociologica apparse sul piccolo e grande schermo e non riesce a suscitare empatia. Anche il comportamento di suo padre George è difficilmente comprensibile: come è possibile che non si accorga che la realtà della sua nuova città è diametralmente opposta alla visione utopistica che lo ha convinto a trasferirsi? Una domanda che sorge spontanea dopo una delle sequenze più surreali, e forse proprio per questo più divertenti, della premiere di Suburgatory: George raggiunge al country club il suo amico Noah, vede cadere in piscina una donna che non si accorge di dove sta andando perché sta inviando un messaggio con il suo cellulare e l'uomo lo rassicura perché la buona notizia è che il silicone degli impianti al seno impedisce alla popolazione femminile di annegare. I personaggi secondari sono ritratti netti degli stereotipi sociali: la vicina impicciona, la ragazza secchiona e suo fratello ormonalmente squilibrato, le ragazze popolari al liceo dall'abbigliamento provocante e le camere da letto rigorosamente rosa, le madri svampite ed i padri assenti. Quello che manca nella sceneggiatura della prima puntata è l'uso delle sfumature, anche se la conclusione suggerisce un'apertura verso il classico “l'esteriorità non mostra la vera natura delle persone”. Tutti difetti che potrebbero però essere legati alla breve durata delle puntate (venti minuti) che non permette di sviluppare in ciascun episodio i diversi aspetti della storia e di approfondire la personalità dei personaggi.

Una regia e un cast all'altezza

Uno degli aspetti positivi di Suburgatory è la scelta del cast: Jeremy Sisto e Jane Levy hanno una buona alchimia nelle scene padre-figlia, Cheryl Hines e Carly Chaikin sembrano a loro agio nell'universo rosa del mondo femminile dei Suburbs in cui la famiglia Royce, da loro interpretata, è sempre al centro dell'attenzione. Allie Grant incarna molto bene tutte le caratteristiche della prima della classe emarginata dai compagni di scuola popolari. Lisa, Alan Tudyk e Rex Lee offrono con i rispettivi ruoli delle parentesi comiche in grado di rubare la scena ai protagonisti stessi.
La regia dei primi episodi è stata affidata a Michael Fresco, regista e produttore con grande esperienza nel campo dei serial tv (Raising Hope, Better Off Ted, My Name Is Earl, Aliens in America, O.C.), che riesce senza troppe difficoltà ad attribuire ritmo alla puntata e ad alternare le difficoltà di Tessa a quanto accade a George, equilibrando i due punti di vista all'interno dello svolgersi della storia.

Un serial potenzialmente divertente

Suburgatory cerca di utilizzare degli elementi narrativi e stilistici che in passato hanno avuto un buon successo al cinema ed in tv in chiave contemporanea, sfruttando l'effetto comico degli stereotipi e la bravura dei suoi interpreti. L'approccio satirico e un po' cinico potrebbe risultare la formula vincente del serial, ma bisognerà aspettare ancora un paio di puntate per capire se gli sceneggiatori sono riusciti a creare degli strati narrativi da sviluppare oltre alla critica sociale e antropologica alla cittadina di periferia apparentemente priva di valori e veri sentimenti.

Suburgatory - Stagione 1 Se alcuni aspetti della storia, solo accennati in questo debutto di stagione (i motivi che hanno spinto la madre di Tessa ad abbandonare la famiglia o il carattere della ragazza), verranno sviluppati adeguatamente regalando un po' di profondità alla storia, Suburgatory potrebbe diventare un appuntamento settimanale da seguire per chi cerca venti minuti di svago e leggerezza senza troppo impegno e senza risultare volgare.