Supergirl 5: le nostre impressioni sul primo episodio della nuova stagione

Siamo tornati nell'Arrowerse grazie a Supergirl, la prima serie a tornare sugli schermi in questa nuova stagione. Ecco le nostre impressioni in merito!

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Verità e progresso. Se volessimo riassumere più brevemente possibile il primo episodio della quinta stagione di Supergirl potremmo partire proprio da questi due concetti, che si ergono alla base della nuova avventura in compagnia di Kara Danvers (Melissa Benoist) e di tutti gli altri protagonisti dello show. Del resto, e lo abbiamo imparato già abbondantemente, le cosiddette "bugie a fin di bene" tipiche dei supereroi, che tendono spesso a celare la propria identità alle persone care - per proteggerle, sia chiaro - non funzionano sempre esattamente come dovrebbero e, in alcuni casi, finiscono col generare un risultato inatteso.

È un po' questo quel che sembra il filone narrativo del quinto corso dell'eroina di National City, che sembra avere le potenzialità di alzare ulteriormente l'asticella qualitativa dello show, dopo le discrete impressioni scaturite dalla quarta stagione, da cui gli eventi ripartono praticamente senza soluzione di continuità. È anche vero che "il nemico del mio nemico è mio amico", ma per questo ci sarà tempo per capire quanto valore effettivo si potrà dare all'affermazione.

I am Super... Kara!

Col solito ritmo cadenzato, ma allo stesso tempo fresco e gioviale, l'episodio si apre ricordandoci brevemente ciò che è accaduto precedentemente: Supergirl - o per meglio dire la sua controparte "umana" Kara Danvers - aveva abilmente smascherato il complotto ordito da Lex Luthor (Jon Cryer) e dal presidente Baker, meritandosi per tal motivo un risonante premio: il Pulitzer. Tutto sembra perfetto, e la regia compie uno sforzo (seppur minimo) doveroso per farcelo trasparire: ognuno dei protagonisti sembra finalmente avere ciò che (o chi) vuole, mettendo in scena così il classico episodio in cui, lo si sente nell'aria, prima o poi qualcosa deve accadere.

E quel qualcosa accade rapidamente. In mezzo alle risate romantiche delle neo-coppia Alex (Chyler Leigh) e Kelly (Azie Tesfai), di quella molto più particolare composta da Brainy (Jesse Rath) e Nia Nal (Nicole Maines) e al sorriso convinto di J'onn (David Harewood), si nasconde però una duplice minaccia, che fonda le proprie basi (seppur in modi e con fini completamente separati) proprio sui due valori precedentemente elencati o, per meglio dire, sulla loro mancanza.

Non è un mistero che, nel corso delle stagioni, Kara abbia fatto di tutto per tenere all'oscuro la sua vera identità di Supergirl all'amica del cuore Lena Luthor (Katie McGrath), la quale però ha scoperto autonomamente il segreto. Per tal motivo, quest'ultima ha iniziato a covare un forte risentimento nei confronti della protagonista , un sentimento di odio e soprattutto di vendetta, che sembra avere tutte le carte in regola per diventare il fil rouge di tutta la stagione o, almeno, buona parte di essa.

E Lena, lo sappiamo, ha una mente brillante, così come gli altri membri della famiglia Luthor, e per poter compiere la sua missione, sembra abbracciare con forza l'altro valore di cui parlavamo poc'anzi: il progresso. La donna, infatti, ha costruito una serie di tecnologie all'avanguardia che, lentamente, si stanno riversando con forza tra la folla, minacciando una potenzialmente infausta ripercussione, su grossa scala, nel breve tempo. Ed è qui che entra in gioco uno dei personaggi nuovi potenzialmente più interessanti e rilevanti della stagione, ossia il nuovo socio d'affari della stessa Miss Luthor: Andrea Rojas (Julie Gonzalo).

Ordem et progresso

E qui si aprono le strade di quella che potremmo definire una sorta di storia nella storia che, siamo sicuri, si intersecherà con quella principale, in un modo o nell'altro. La bella e aitante Rojas, amica di vecchia data di Lena, ha acquistato la CatCo e ha deciso di riscriverne la storia editoriale, ma non soltanto, costruendola su ideali totalmente diversi. Non più articoli di accusa, non più scoop a fin di smascherare il politico corrotto di turno ma, in onore proprio del progresso e soprattutto di quello che ad oggi consideriamo il mezzo di diffusione di massa per eccellenza, articoli acchiappaclick, storie che, in buona stanza, il lettore medio vuole sentirsi raccontare.

Una sorta di "lobotomia" generale che - tra le altre cose - comporta l'abbandono di James Olsen (Mehcad Brooks), ovviamente in disaccordo con questa concezione delle cose e che, siamo sicuri, si muove in modo stretto con le suddette IA di cui parlavamo, che prendono le sembianze, nello specifico, di lenti a contatto capaci di donare a chiunque le indossi un'immersività totale in un mondo tridimensionale in cui la realtà è esattamente quella che viene imposta in modo arbitrario.

C'è la stessa Rojas dietro a questa tecnologia, ma la mente che l'ha forgiata è quella della bella Luthor. Potenzialmente, dunque, è chiara la direzione che vuole intraprendere la serie: i vecchi amici diventano nemici, ma i nuovi nemici sono sempre dietro l'angolo. E, immancabilmente, questi ultimi (le cui mentite spoglie di una bella bambina non ci hanno ingannato) si palesano proprio sul finale dell'episodio, dopo aver generato caos durante il suo corso, ma in modo meno centrale, promettendo battaglia per il futuro, basandosi, ancora una volta sul sentimento più infimo e difficile da controllare: la vendetta. Una vendetta che, manco a dirlo, si è generata a causa di un passato turbolento, un passato di verità nascoste e, sul lungo andare, diventate veicolo di una potenziale catastrofe.

Il sentore di un (apprezzato) cambio di rotta

Queste tre storie imbastite hanno complessivamente funzionato a dovere, grazie anche ad un ritmo generale molto più dinamico e meno incerto che in passato. È chiaro, siamo soltanto al primo episodio, ma se la direzione intrapresa dallo show è questa, possiamo sicuramente tirare un grosso sospiro di sollievo.

Il merito va comunque non soltanto alla regia e alla scrittura in generale, ma anche al cast che, tra nuovi arrivi e solide conferme, riesce a mantenere un livello generale soddisfacente, grazie al solito umorismo sottile e ai momenti intimi, in cui i dialoghi e le scene "affettuose" tipiche del genere appaiono sempre sostanzialmente naturali e mai forzate. Ci è sembrata invece una piccola forzatura il modo in cui, pronti via, è stato introdotto il nuovo costume di Supergirl ("pants!", come direbbe lei), decisamente meno canonico di quello precedente e, soprattutto, tirato fuori in maniera probabilmente troppo rapida, un po' come se fosse stata una direttiva ben precisa sbrigare rapidamente questa pratica.

supergirl stagione 5 Il primo episodio della quinta stagione di Supergirl ci ha complessivamente convinto. Il ritmo generale più frenetico e il maggior focus nello snodare la trama su più fronti narrativi può funzionare a dovere, se gestito bene, e la qualità complessiva delle sotto storie imbastite sembra promettere ottime cose per il futuro. Al netto di qualche forzatura varia, ci siamo lasciati trasportare con pochi sforzi all’interno di questo nuovo viaggio, con la speranza che possa veramente essere quello della maturità per una serie che, finora, ha vissuto eccessivamente di alti e bassi.