Supernatural 15: considerazioni sul primo episodio dell'ultima stagione

Ci siamo subito fiondati sul primo episodio dell'ultima stagione di Supernatural. Ecco le nostre considerazioni in merito!

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L'inconfondibile rumore del motore della Chevrolet Impala del 1967 ci informa che il momento è giunto: l'ultimo viaggio dei fratelli Winchester è iniziato e promette di essere tanto entusiasmante quanto straziante. La quindicesima stagione di Supernatural, longevo show targato The CW ed ideato da Erike Kripke, come abbiamo già avuto modo di dirvi, avrà il delicato compito di chiudere nel migliore dei modi le vicende dei due cacciatori di demoni più famosi del piccolo schermo, chiamati ancora una volta a fronteggiare una terribile minaccia.

Inutile dirvi quanto la classica (seppur senza avvalersi dell'ausilio della storica "Carry on my wayward son") introduzione riassuntiva della stagione precedente abbia significato un violento colpo al cuore per chi è cresciuto a pane e Winchester, ma mai quanto il frame finale, che ha saputo omaggiare la serie nel migliore dei modi, giocando un po' con le emozioni degli spettatori. Una frazione di secondo, una piccola immagine "riciclata" dal primissimo episodio, ma che non lascia alcun dubbio: il tutto finisce proprio così come è iniziato. "We have job to do", ma stavolta è Sam a dirlo.

American Ghost Story

Il primo episodio dell'ultima stagione riparte proprio dall'esatto momento in cui ci eravamo lasciati nell'episodio precedente. Dopo lo scontro - fatale per il giovane Jack (Alexander Calvert) - contro Chuck/Dio (Calver Edlund), che ha mietuto in realtà un'altra "vittima", di cui vi parleremo a tempo debito, Sam (Jared Padalecki), Dean (Jensen Ackless) e Castiel (Misha Collins) sono costretti a cercare riparo nella fredda roccia delle lapidi del cimitero in cui sono rimasti giocoforza bloccati, per sfuggire all'invasione di "zombie" scatenata dall'ira del vendicativo essere superiore.

"The end is now", diceva Dio, promettendo così una nuova Apocalisse, a cui stavolta i due Winchester non avrebbero potuto scampare. E l'inizio non è esattamente dei più promettenti: l'orda di creature mostruose invade lentamente tutta l'area circostante, e probabilmente tutto il mondo, trasformando il tutto in un ammasso di sangue, paura e grida di terrore.

Nonostante tutto, gli eroi di Supernatural si interrogano su alcuni ritorni e su ciò che sta accadendo o accadrà in futuro, spaventati, certo, ma anche decisi più che mai a sgominare la terribile minaccia. Proprio quando tutto sembra perduto, in loro soccorso arriva... un demone! Si, avete capito bene, e nemmeno uno qualsiasi: Belfagor. Grazie all'apporto inaspettato, il male scatenato da Dio sulla Terra viene parzialmente smorzato, ma la realtà dei fatti è ben lungi dall'essere ottimistica: miliardi di anime dannate, fantasmi invero, pullulano senza meta per le strade, impossessandosi degli ignari passanti e terrorizzando e trucidando gli altri, generando così un vero e proprio inferno sulla Terra. L'allegro quartetto si mette subito in moto, salvando una città intera da quello che poteva prospettarsi un vero e proprio massacro, ordito in buona parte da "vecchie conoscenze" dei nostri due cacciatori. L'episodio, comunque, gioca molto anche sul futuro, che appare molto incerto. Del resto Dio è sparito subito dopo aver generato il caos, che in verità potrebbe aver destato dal sonno non soltanto i fantasmi, ma anche entità ben più minacciose, faticosamente annientate nel corso delle stagioni precedenti. Per fortuna, però, Dean e Sam sembrano avere un piano: "killing demons, hunting things... family business!".

Mr Torture!

Chiunque abbia mai guardato un episodio di Supernatural sa bene quanto i dialoghi, i confronti verbali, in particolare tra i protagonisti, siano fondamentali nell'economia dello show, e anche ora, giunti all'atto finale, il tutto non cambia. Seppur caratterizzato da un ritmo molto più frenetico, l'episodio non dimentica mai di abbracciare lo stile tipico della saga, e lo si avverte nei momenti in cui Dean, Sam e Castiel, insieme all'inaspettata new entry Belfagor, si interrogano sul futuro e sul come agire, ma anche sul passato.

Belfagor, che ha preso "in prestito" il corpo senza vita di Jack, ad esempio, elogia le persone del mondo attuale, definendole splendide e meravigliose, a differenza di quelle appartenenti alle generazioni passate, che da demone millenario sembra aver vissuto, solo per fare un esempio.

Non è Supernatural, però, senza il dramma nel dramma, e ancora una volta gli sceneggiatori ce ne hanno proposto subito uno, potenzialmente infausto ma per il momento tenuto abbastanza sotto controllo. Dopo la lotta interiore di Dean nell'ultima stagione e in generale col suo passato da torturatore (Belfagor è un suo fan, a proposito) ai tempi dell'inferno, stavolta sembra il turno di Sam, la cui - finora tenuta segreta - ferita inflitta da Dio sembra promettere risvolti importanti per il futuro. Tutto questo si lega in modo sapiente con la scelta (per ora azzeccata) degli sceneggiatori di compiere un balzo indietro nel tempo di quindici anni, con un episodio che ci ha ricordato molto le atmosfere e le situazioni della primissima stagione, a cui quest'ultima sembra volersi legare in modo forte, sia per tematiche sia per ritmi e situazioni varie.

Ciò si avverte anche dall'approccio dei due protagonisti che, a differenza delle passate stagioni, sembrano aver accettato con molta più grinta e "cattiveria" il proprio destino, senza lasciarsi sopraffare dagli eventi, per quanto ingrati possano essere. Questo, chiaramente, influisce anche sulla natura in sé dello show, più "dark " del solito e dunque più vicina allo stile intravisto nelle primissime stagioni.

Road Trip

La volontà di ritornare a quelli che definiremmo i fasti di un tempo è abbastanza forte, e la si avverte sin da subito. L'episodio, infatti, parte subito a razzo, accompagnato da una serie di brani tipici della playlist dei Winchester (come "Too Good to Be True" di Lon Rogers & The Soul Blenders, per citarne una), che tendono a spingere con forza l'acceleratore sull'asticella del ritmo. Meno dialoghi, meno introspezioni e tanta più azione, e in generale tanti passaggi veloci da un'inquadratura all'altra, fanno del primo episodio della quindicesima ed ultima stagione un vero e proprio trionfo gustativo, in cui nemmeno un piccolo passaggio risulta monotono, trascurabile o più semplicemente meno interessante.

Il tutto, chiaramente, risulta impreziosito dal solito ottimo lavoro in termini di scrittura e soprattutto interpretazione del solito trio, ma anche dal talento di Calvert che, nei panni del demone Belfagor, ha dimostrato di avere ancora qualcosa da dire nella serie. Con un piglio scanzonato e dannatamente divertente (ricorda un po' Crowley di "Good Omens"), il giovane ha contribuito fortemente alla messa in scena di un primo episodio tanto semplice quanto d'impatto, capace di far partire nel migliore dei modi quella che sarà l'ultima avventura dei fratelli più famosi della televisione.

Supernatural - stagione 15 Il primo episodio della quindicesima stagione è risultato una piacevole sorpresa. Al netto di tutta la drammaticità di fondo, si è avvertita invece una forte carica, una spinta decisa verso una dinamicità molto più marcata, riabbracciando lo stilema narrativo e strutturale delle prime stagioni. La battaglia contro l’iracondo Dio e le creature da egli scatenate sulla Terra è soltanto all’inizio, ma i Winchester vegliano già su di noi. E poi, mal che vada, c’è sempre Belfagor: dategli un cuore umano e un po’ di sale, e lui vi solleverà il mondo!