Suspicion: prime impressioni sulla serie di AppleTV con Uma Thurman

Dei sospettati, un rapimento e l'era digitale: Suspicion riconferma la completa assenza di privacy che stiamo vivendo, mescolandola al genere thriller.

Suspicion: prime impressioni sulla serie di AppleTV con Uma Thurman
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Il cinema e la serialità si stanno concentrando sempre di più sulla narrazione di storie che sono non solo costruite su misura per la nostra nuova società, ma che vanno intersecandosi con attenzione al tessuto digitale che ha ormai ricoperto la nostra rete di scambi e di condivisioni. Tutto passa per filtri e telecamere, schermi e microfoni, e se Black Mirror era stata la prima serie a mostrarci la distopia che il futuro - percepito però come incredibilmente presente - ci avrebbe potuto portare, i prodotti audiovisivi hanno continuato sulla medesima via cambiando di volta in volta modus operandi e cercando attinenza o meno con la realtà.

Il fulcro però, a prescindere dalla piega verosimile o contorta che poteva prendere, è rimasto invariato. La riflessione su quella società del controllo che si è cominciata a teorizzare agli inizi del 2000 e che è diventata la scatola tecnologia in cui ogni cittadino è stato rinchiuso, diventando materiale per i racconti e giungendo sul catalogo di febbraio 2022 di Apple TV+ nella forma di Suspicion, nuova serie con Uma Thurman ideata da Rob Williams, già visto nella serialità con il lavoro svolto in Killing Eve e in The Man in the High Castle.

Un rapimento diventato virale

Sospettati di un rapimento che ha coinvolto il figlio di un'esponente degli alti vertici politici, un gruppo di uomini e donne vengono interrogati e seguiti dalla polizia che non esiterà a osservare i suoi indiziati attraverso l'utilizzo di camere a circuito chiuso e sistemi di sicurezza.

Un'indagine telematica come il crimine che è stato commesso, un ragazzo rinchiuso in una valigia da quattro individui con il volto coperto da alcune maschere raffiguranti la famiglia reale, diventato fenomeno virale su internet con la diffusione dei filmati delle telecamere dell'hotel in cui si è svolto il sequestro. Un reato che, come sempre più spesso accade, diventa fenomeno globale e digitale la cui circolazione si sprigiona sul web a macchia d'olio, mescolando fatti reali e la loro replica in versione video non riuscendo quasi più a distinguere tra pericolosità dell'atto e sua trasposizione online. Un'intuizione, quella di basare l'operazione di un crimine sulla ricostruzione e la divulgazione tecnologica, che dalle nostre prime impressioni su Suspicion ci mette di fronte a un ragionamento ben più composto e approfondito rispetto a quello davanti a cui ci avevano posto altre serie contemporanee sullo stesso tema.

Nella nostra recensione di Clickbait avevamo infatti analizzato come il solo uso dei sistemi informatici e la propagazione di contenuti video sulla rete non bastassero a creare una serie che sapesse coinvolgere e soprattutto convincere pur volendo intrigare lo spettatore. Modulando quasi gli stessi passaggi della serie su Netflix, Suspicion riesce però a rendere maggiormente attinente il racconto che sta presentando, partorendo anche qui l'idea di un ricatto che passa attraverso contenuti virali, ma che sa come persuadere costruendo adeguatamente un contorno in cui calare bene i suoi imputati.

Sospettati e vittime

Pur con una regia e una patina che ricordano molti thriller polizieschi facendo così della messinscena una copertina abbastanza anonima, la serie Apple incuriosisce presentando allo spettatore i personaggi nelle prime puntate e facendo scattare le prime domande che rimangono senza risposta nel pubblico. Un insieme di persone all'apparenza distanti l'una dalla vita dell'altra che si ritrovano lo stesso giorno e nello stesso momento a New York prima di ritornare nei dintorni di Londra.

Un'esca che se la polizia ha lanciato per smascherare i colpevoli, il prodotto della casa di Cupertino utilizza per conquistare l'attenzione del pubblico, che potrà trovare nella serie tanti criminal già realizzati, ma capace di suscitare un'attrazione in più. Con un cast che vede la partecipazione di Uma Thurman e stacca definitivamente Kunal Nayyar dal solo ruolo di Raj di The Big Bang Thoery, con Suspicion lo spettatore si fa carico dell'indagine su AppleTV+ soffermandosi a pensare sulla totale mancanza di privacy che caratterizza il ventunesimo secolo, ma anche intrattenendosi con il caso che gli viene proposto cercando a sua volta di mettere insieme i punti.

Suspicion Stagione 1 Con le sue prime puntate Suspicion ci pone di fronte alla società del controllo del ventunesimo secolo e ad un caso che sa come suscitare l'interesse dello spettatore. Un thriller dalla messinscena anonima, ma che attira comunque un pubblico che vorrà scoprire come i personaggi sospettati nello show siano collegati tra loro, potendo avanzare a propria volta le loro intuizioni, ma dovendo aspettare la fine della serie per veder smascherati i veri colpevoli.