Ted Lasso: Prime impressioni sulla nuova stagione della comedy Apple

Ted Lasso torna su Apple TV+ e lo fa con una premiere meravigliosa, una poderosa conferma delle sue qualità seppur con vuoto difficile da colmare.

Ted Lasso: Prime impressioni sulla nuova stagione della comedy Apple
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Ted Lasso è indiscutibilmente, insieme a Mythic Quest, uno dei cavalli di battaglia principali nel palinsesto di Apple TV+. Tra l'altro due serie accomunate da diversi fattori, come ad esempio il genere - sono entrambe delle comedy che traggono la loro forza non solo dai personaggi, ma anche dalle loro peculiari ambientazioni - e un esordio per certi versi simile, sorprendente e fresco. Erano insomma prodotti su cui pochi avrebbero scommesso, magari per la buffa assurdità della trama o banali pregiudizi sul loro contesto.

Apple invece ci ha puntato molto, si è fidata delle intuizioni di alcuni storici mestieranti del settore - Charlie Day e Rob McElhenney per Mythic Quest, Bill Lawrence e Jason Sudeikis per Ted Lasso - e ha sfornato due delle migliori comedy degli ultimi anni.

Abbiamo già parlato della straordinaria seconda stagione di Mythic Quest e la domanda sorge spontanea: quell'ulteriore salto di qualità, quell'ultimo step di conferma e molto di più. sarà compiuto anche dal secondo atto di Ted Lasso? La prima puntata, disponibile sulla piattaforma Apple, sembra proprio andare in questa direzione, con un unico piccolo dubbio.

Superstizioni e racconti di cani

Già in apertura Ted Lasso compie una scelta molto curiosa: fin dalla primissima scena non siamo nella preparazione della nuova stagione dopo la dolorosa retrocessione dell'AFC Richmond. Non si vede il ritiro della squadra, non si osserva il modo in cui Ted (Jason Sudeikis) e Coach (Brendan Hunt) cercano di rivitalizzare i loro giocatori dopo la traumatica sconfitta con il Manchester City, non c'è l'accoglienza dei nuovi acquisti; anzi, la seconda stagione si apre direttamente durante una partita, a stagione già iniziata e che vede il Richmond impantanato in una lunga serie di pareggi apparentemente senza via d'uscita, dovuti anche a molta sfortuna.

Chi magari ipotizzava un inizio più calmo e rilassato per riprendere ed entrare di nuovo in contatto l'atmosfera tipica della comedy Apple dovrà allora ricredersi, ma il feeling che ha segnato il successo di Ted Lasso è ancora presente e meravigliosamente accattivante. Bastano pochi minuti, infatti, per rivedere ad esempio le straordinarie conferenze stampa di Ted, ricche di racconti che sembrano non aver nulla a che fare con le domande rivolte o i suoi bizzarri modi di dire, sempre con un sorriso stampato in faccia e la voglia di trasmettere ai suoi giocatori i giusti valori prima dell'ossessione per la vittoria.

Oppure ritornare ad ammirare i siparietti con il suo vice Coach Beard, che si lamentano ancora delle abitudini inglesi ritenute insensate. Insomma, in pochissimi minuti si torna subito nella struttura da comedy sportiva che in realtà usa lo sport solo come veicolo per affrontare problematiche universali, mescolate a momenti riguardanti più che altro le vite personali dei protagonisti.

Però in questa premiere manca qualcosa: non c'è un corrispettivo della storyline del divorzio di Ted, l'evento doloroso che l'ha spinto ad accettare un lavoro di cui non sapeva nulla pur di dare a sua moglie lo spazio che voleva. Può sembrare una banalità, me era un po' il collante della serie ed è un vuoto non facilmente colmabile senza riproporre un tedioso more of the same. Per tutto il resto, il primo episodio rimane una prova di forza e una conferma impressionante delle qualità della serie, che riesce a portare avanti con una naturalezza strepitosa altre storyline, come quella di Roy Kent (Brett Goldstein) alle prese con il suo esilarante ritiro.

Ted Lasso Il ritorno di Ted Lasso con la premiere della sua seconda stagione non fa altro che confermare le meravigliose qualità già messe in campo l'anno scorso. La comedy Apple rimane un prodotto esilarante, ricco di tante piccole follie portate dal suo straordinario protagoniste e tutte le persone che è riuscito ad influenzare. Bastano pochi minuti dopo un inizio un po' inaspettato per riprendere confidenza con il tono gioviale della serie e la sua struttura da comedy sportiva che usa il calcio come veicolo per portare avanti le sue tematiche, un insieme che funziona ancora egregiamente e che anzi sembra addirittura essere più curato di prima. Manca però l'equivalente del collante della scorsa stagione, ovvero il divorzio di Ted, che creava a cascata numerosi momenti squisitamente drammatici. Questo è l'unico dubbio sollevato dalla premiere, ma la stagione è ancora lunga e Ted Lasso sembra pronto a sorprendere ancora una volta.