The Americans: una prima occhiata alla sesta stagione

Ritorna sugli schermi televisivi per la sesta e ultima stagione The Americans, acclamata serie TV con protagoniste due spie russe infiltrate negli USA.

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È sempre encomiabile quando la medialità riesce ad anticipare la realtà stessa di cui si fa tramite, seppur non introducendo nulla di sostanzialmente inedito. Il caso più lampante è quello di The Americans, serie TV prodotta da FX che pure nelle intenzioni iniziali non si poneva affatto questo obiettivo, essendo ambientata a cavallo fra gli anni Ottanta, cioè nell'ultimo scampolo di guerra fredda fra Stati Uniti e Russia. Eppure, a dispetto del diverso contesto storico, una serie come The Americans è riuscita comunque a inserirsi nel panorama contemporaneo, sia attraverso intelligenti campagne di marketing che strizzassero l'occhio all'attualità, sia nella narrazione di certi topoi, come l'avvelenamento di ex agenti segreti, che ricalcano il modus operandi dei servizi russi sin dai tempi del KGB. In tutto ciò, The Americans ha avuto il merito di alzare sempre più l'asticella, stagione dopo stagione, fino a questa sesta e ultima annata che chiuderà finalmente il cerchio di uno dei fiori all'occhiello di FX.

Donne militanti, e gli uomini a casa

A onor di cronaca, la prima vera stagione sottotono di The Americans è riconducibile alla sua quinta annata, ovvero la precedente, in cui la classica costruzione tensiva, tipica dei thriller spionistici, non si è risolta in alcuna soluzione narrativa, ma anzi distendendosi in prospettiva di questa sesta stagione. Sono dunque tanti i nodi che dovrebbero venire al pettine nei prossimi episodi, che si sono nel mentre fatti ancora più intricati e ingarbugliati, dato il time-skip a cui assistiamo in questa premiere. Siamo infatti nel 1987, com'è intuibile soprattutto dal poster di Wall Street di Oliver Stone affisso davanti a un cinema di Washington. Sono diversi i cambiamenti avvenuti durante questo lasso di tempo. Philip Jeggins (Matthew Rhys) sembrerebbe essersi congedato dal KGB: dopo anni di onorata carriera, ha seguito il consiglio della moglie Elizabeth (Keri Russell, peraltro compagna di Rhys anche nella vita reale), dedicandosi finalmente a se stesso e al mantenimento della propria stabilità mentale. Cosa che invece non ha fatto la stessa Elizabeth, la quale, in assenza del marito/partner, ha visto aumentare i propri impegni in quanto agente segreto sovietico. Tutto ciò si traduce in miriadi di piccole incomprensioni di coppia, resa a schermo da un'incomunicabilità acuita poi dal rapporto che entrambi i genitori hanno con i figli: da un lato Henry (Keidrich Sellati), seguito dall'occhio vigile del padre e sempre diviso fra hockey su ghiaccio e studio; e dall'altro Paige (Holly Taylor), che invece ha deciso di seguire la strada della madre, iniziando così a lavorare anche lei per il KGB.

Pericolosi avvicendamenti al potere

Va da sé che durante questo lasso temporale i cambiamenti non si sono verificati unicamente fra le mura domestiche di casa Jeggins. Quello più rilevante è avvenuto proprio in Unione Sovietica, dove Gorbachev, nel frattempo, ha preso la guida del partito comunista, avviando una serie di manovre che acuiranno la crisi sovietica, ben nascosta all'estero da oltre mezzo secolo, fino a farla implodere con la caduta del muro di Berlino nel 1989 e, soprattutto, con la dissoluzione della stessa Unione Sovietica nel 1991. Delle conseguenze che già allora, all'interno del partito, erano intuibili, nel KGB in particolare; e che in The Americans non tarderanno a manifestarsi, all'interno però di un'ottica più intimista: lo scontro fra Elizabeth, ancora serva dei servizi segreti sovietici, e Philip, nel mentre richiamato in causa da alcune voci fuori dal coro proprio per sventare questo possibile colpo di Stato. La carne a. fuoco per questa stagione è dunque davvero molta: da un lato questo è un rischio, dato che la possibilità che qualcosa finisca bruciata o persa per strada c'è, ma è d'altro canto anche una grossa possibilità per lo showrunner Joe Weisberg di riuscire a elevare ulteriormente una delle serie TV più apprezzate negli ultimi anni.