The Art of More: primo sguardo alla nuova serie disponibile su TIMVISION

È disponibile dal 16 gennaio su TIMVISION la nuova serie di Chuck Rose che ci porta nella giungla delle case d'asta newyorkesi...

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Dal 16 gennaio è disponibile su TIMVISION The Art of More, una serie televisiva ideata da Chuck Rose che ha già debuttato da tempo negli USA, riscontrando il favore della critica e del pubblico d'oltreoceano. Lo show si presenta con un cast importante, con Christian Cooke nei panni del protagonista e - tra gli altri - Kate Bosworth, Cary Elwis e Dannis Quaid. Rose ci porta a New York, nel microcosmo delle case d'asta di lusso. È qui che un giovane collezionista d'arte, ex soldato in Iraq, cerca di farsi un nome e fare carriera. Abbiamo guardato il primo episodio e siamo pronti ad analizzarlo con voi: ecco le nostre prime impressioni sulla serie, composta da due stagioni (da dieic episodi l'una).

Il riscatto dei ladri

Christian Cooke veste i panni di Graham Connor, un eccentrico e fascinoso appassionato d'arte che tenta a tutti i costi di entrare nel mondo delle case d'asta di lusso di New York: per farsi strada in un settore intricato e spietato, Connor farà appello a una serie di contatti assunti durante un servizio militare prestato in Iraq alcuni anni prima, un periodo nel corso del quale ha imparato a sporcarsi le mani con la criminalità locale. Situazioni e fantasmi che ritorneranno in futuro, e cioè nel presente in cui si svolge il racconto, in cui Graham sarà diviso tra il perseguire una nuova strada e cadere nuovamente nell'illegalità, il tutto interagendo con alcuni degli esponenti più scaltri del mondo delle case d'asta di lusso americane. The Art of More ci porta, già sin dalla prima puntata, dentro una serie di situazioni e dinamiche che ben raccontano segreti, retroscena e dettagli di un mondo complicato come quello dell'asta, una sorta di Olimpo del mercato in cui a fare da padroni sono scaltrezza, potere e inganni: Graham si ritroverà a gestire clienti complicati, mentori esigenti e acuti e - come se non bastasse - fantasmi del passato che tenteranno di sedurlo, riconducendolo su una strada pericolosa e rischiosa, paventando spinosi colpi di scena esattamente come negli ultimi minuti del pilot della serie.

Una narrazione densa, ma...

Un primo episodio, dunque, già denso di eventi e che narra le premesse di una storia che - stando solo ai primi 40 minuti - sembra avere tanto da raccontare e più di qualche spettatore da stupire. La narrazione è serrata, con buoni ritmi che spaziano da qualche flashback iniziale agli eventi ambientati nel presente, volti a raccontare con la dovuta calma e con dovizia di particolari ciò che è avvenuto in precedenza e che porta il protagonista interpretato da Christian Cooke a intraprendere una carriera nel mondo delle case d'asta nell'altissima finanza newyorkese. Una narrazione forse troppo dinamica e veloce: a risentirne è un pochino la regia e in generale il comparto tecnico, che presenta qualche buon colpo estetico ma nulla di particolarmente eccezionale. Ne risulta appiattito anche il sonoro, che propone accompagnamenti musicali monocorde e quasi ininterrotti.

Insomma, da un punto di vista meramente tecnico forse The Art of More non sarà un prodotto sopraffino, ma riesce ad ammaliare lo spettatore calandolo in un mondo fascinoso, pieno di lusso e intrighi dietro l'angolo, in una produzione che racconta temi piuttosto usuali - la truffa, il furto, il ladro scapestrato, il passato che ritorna, il riscatto - ambientandoli in un contesto specifico, quello dell'alta finanza governato dalle costosissime gare d'asta, che è la vera innovazione della serie.

The Art Of More - Stagione 2 Il primo episodio di The Art of More lascia intravedere spiragli per una buona storia: la serie di Chuck Rose riesce a calare lo spettatore in un mondo, quello sfrenato e lussuoso delle case d'asta di New York, senza stancare grazie al carisma di personaggi scaltri e intriganti, una narrazione densa al cui centro svetta la personalità del protagonista interpretato da Christian Cooke. Di un racconto così dinamico ne risente leggermente l'aspetto tecnico, compensato però dai ritmi elevati degli eventi che si svolgono nel corso del pilot. Insomma, The Art of More sfoggia tutti gli ingredienti necessari per una produzione da apprezzare in pieno, già piuttosto acclamata da critica e pubblico USA. Considerata la fruibilità in alta definizione e con doppiaggio in italiano grazie a TIMVISION, una visione a cuor leggero è da consigliare per tutti gli abbonati al servizio.

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