First look The Carrie Diaries - Stagione 1

La vita di Carrie Bradshaw prima di divenire la celebre protagonista di Sex And The City!

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Tra i tantissimi telefilm che hanno segnato gli anni '90 è praticamente impossibile ignorare il patinato Sex and the City che è stato a suo modo rivoluzionario, sdoganando il sesso sul piccolo schermo e raccontandocelo senza peli sulla lingua, nonché, cosa più importante, dal punto di vista femminile. Le emancipate protagoniste vivevano le relazioni libere da pregiudizi e condizionamenti culturali e, tra un uomo e l'altro, si godevano la Grande Mela (l'altra grande protagonista della serie, sempre presente). La serie termina nella prima metà del 2000, lasciando i fan orfani solo per poco e ritornando con due abominevoli film che nulla avevano a che vedere con il prodotto di riferimento. A 3 anni dall'ultimo sequel, per non farsi mancare proprio nulla, ecco che tocca ad un prequel sfruttare ancora il brand, ovvero The Carrie Diaries, uscito in patria il 14 gennaio di questo anno. Ah, per quei quattro gatti che ancora lo ignorassero, il tutto è basato sui libri della giornalista e scrittrice americana Candace Bushnell.

I produttori, questi furbetti!

Anche l'ultimo degli ingenui si sarebbe accorto che un prodotto come The Carrie Diaries nasce con l'esplicito intento di lucrare ancora, in qualche modo, sul marchio “Sex and the city”. Furbescamente però, i produttori, non hanno mancato di ribadirci a più riprese la diversità dei due titoli, di come questo prodotto prenda un po' le distanze dalla capostipite della serie. Tale “mossa” deve essere risultata quanto mai strategica dal loro punto di vista, lasciandogli di fatto carta bianca sul nuovo prodotto, mettendoli al riparo da eventuali critiche dovute a (più che leciti) confronti e garantendogli allo stesso tempo un minimo di seguito. Ebbene cari furboni, non potete pensare di fare una cosa che in tutto e per tutto è decisamente un prequel e poi pretendere che uno non stia lì a fare paragoni. E dinnanzi al vecchio, il nuovo inevitabilmente ci viene a perdere (in tale caso).

Trova le differenze

La prima e più evidente, nonché banale, delle differenze, è il formato. 22 minuti per l'originale e 40 per The Carrie Diaries. C'è un'ovvia ragione in tutto ciò, che ci porta ad una meno scontata diversità. Sex and the city aveva il classico formato della comedy perchè, pur non lesinando tematiche importanti e momenti “drammatici”, aveva scelto il registro della commedia, laddove invece il prequel vira decisamente verso il dramma. Differente è anche il target, per ovvie ragioni. Laddove la prima strizzava l'occhio ad un pubblico prevalentemente, ma non esclusivamente, femminile e più o meno adulto, la seconda è tagliata per un pubblico giovanissimo e avrebbe serie difficoltà ad essere apprezzata da una platea maschile. Insomma, per farla breve, Sex and the city è un telefilm “adulto” che mantiene costanti toni da commedia, The Carrie Diaries è invece senza dubbio un “teen drama”. Il primo vola via leggero, tocca leggiadramente temi tra i più disparati e pure seriosi, fa pensare, ma anche sorridere. E il secondo? Il secondo è un polpettone melenso e scontatissimo, che preme troppo sui momenti drammatici e mira ad impietosire il pubblico, mostrandoci una futura “eroina” fragile e umanissima, ma decisamente troppo tristemente lontana dalla Carrie che abbiamo conosciuto. Se quella adulta è forte, decisa, sognatrice, solare, spensierata e maliziosa, quella giovane è una teenager come tantissime, anzi, una tipica teenager televisiva, sempre afflitta da qualche tragedia personale che pare insuperabile. Come se gli americani non fossero in grado di inventare il background di un qualsiasi personaggio senza menzionare traumi, decessi e altre disgrazie. Che forse le infanzie felici non “tirino”? Senza contare che in 40 minuti sono riusciti a snocciolare in questo pilota tutti i temi più battuti (nonché soporiferi) tipici dei drammoni strappalacrime per adolescenti, ovvero droga, ribellione, conflitto genitori-figli, omosessualità, morte, tradimenti, perdita della verginità (sob!) e così via. La “prima” serie era provocante, fresca, mentre qui si è osato ben poco e non ci si allontana mai dagli schemi già esistenti. Se i coprotagonisti della serie “originale” sono altrettanto vivaci e frizzanti, lo stesso non si può dire di quelli di questo prequel, che sono pesanti e noiosi esattamente come questo pilot (e ovviamente non si allontanano dagli stereotipi più classici). E poi New York. Dove diavolo è finita la città in The Carrie Diaries? Mero sfondo.
Senza contare che il serial, ambientato negli anni '80, riproduce assai poco fedelmente quel periodo. Di “old fashion” qui c'è solo l'impianto della serie che, per gli argomenti trattati e il modo di affrontarli pare un tenn drama dei primi '90.

The Carrie Diaries - Stagione 1 Questo episodio pilota è stato insomma, a nostro avviso, un buco nell'acqua. E non bastano i magnifici occhioni sempre sgranati della Robb o il velo patinato che ritorna anche qui a salvare questo pilot. Che lo si voglia considerare come prequel o che lo si esamini come prodotto a sé il giudizio non può che essere negativo. Il paragone con Sex and the City non regge, il confronto con gli altri teen drama contemporanei non ci rivela nulla di nuovo, evidenziandone anzi i difetti e il suo anacronismo. Uno sente “il prequel di Sex and the city” e già sta lì ad immaginare scenari coraggiosi e innovativi, perlomeno alla Skins, e invece si ritrova tra le mani questa patacca. Il tempo di riprendersi in corsa ce l'ha, sta ai produttori decidere se provare a volare alto e replicare l'esperienza di Sex and the city, oppure fare di questo The Carrie Diaries un altro mediocrissimo titolo tra i tanti Gossip Girl, Pretty Little Liars ecc....