The Crossing: primo sguardo alla serie disponibile su Amazon Prime Video

Naufragi e fantascienza: ecco cosa pensiamo del primo episodio della serie disponibile in Italia sul servizio streaming in Amazon.

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Il 27 aprile una nuova serie si è aggiunta al catalogo italiano di Amazon Prime Video. Stiamo parlano di The Crossing: in onda dal 2 aprile in America su ABC, il thriller sci-fi di lostiana memoria, si aggiunge alle serie TV della piattaforma streaming di Amazon con un episodio a settimana, sia in lingua originale che in versione doppiata. Il buon pilot però cade vittima di troppi sentimentalismi che offuscano in maniera preponderante l'ottima idea di base. È ancora presto per un giudizio definitivo, questo è vero, però il primo episodio di The Crossing per ora non innova il genere, anzi non fa altro che ripetere gli stessi errori di numerosi altri prodotti dello stesso genere. Qui sicuramente c'è un sottotesto politico e sociale che desta una certa attenzione, ma sarà abbastanza? Ecco il breve resoconto del pilot.

The Crossing: i rifugiati che provengono dal futuro

Un'anonima cittadina americana deve fare i conti con il ritrovamento di alcuni cadaveri sulle sponde di un mare in tempesta, lì dove altri superstiti sono riusciti invece a raggiungere la riva sani e salvi . Di fronte a ciò, l'attonito sceriffo Jude Ellis (Steve Zahn) e l'integerrima agente della sicurezza Nazionale Emma Ren (Sandrine Holt) ascoltano una incredibile storia di vita e morte che colpirà la Terra fra centocinquant'anni. Secondo quanto raccontato dai profughi, infatti, il governo verrà rovesciato dagli Apex, un gruppo di umani geneticamente modificati che trasformeranno l'intero creato in una landa desolata di fame e distruzione. I sopravvissuti non sono altro che richiedenti asilo che, grazie a una macchina del tempo, sono fuggiti per ricostruire la loro vita e cambiare il corso degli eventi. Ma gli Apex sono già tra noi e, subitaneamente, la situazione sfugge di mano.

Amici o nemici?

Ci si domanda se ospitare i richiedenti asilo o se cercare di ignorare la minaccia che serpeggia in un mondo già sobillato da guerre interne e allo sbando più totale. Se lo sceriffo spera di redimere se stesso e ricostruire i pezzi della sua coscienza dopo un divorzio burrascoso, l'agente speciale Ren cerca di razionalizzare e analizzare la situazione. Lo stupore e il terrore che di lì a breve tutto quello in cui credono possa cambiare per sempre impedisce di ragionare con coscienza, facendo parlare il cuore e non la mente. Le buone intenzione di The Crossing però finiscono qui. Se da una parte c'è un'attenzione maniacale nel raccontare il disagio di questi rifugiati, catapultati in una zona grigia, si omette volutamente di tratteggiare la psicologia degli attori coinvolti. Il pilot non bilancia le due anime della serie, pennellando solo un trama ad alto profilo che si sgonfia subito dopo, decidendo di ignorare del tutto il background dello sceriffo, dell'agente Ren e di tutti i protagonisti - anche, certo, parliamo pur sempre solo dell'episodio pilota.

Le ansie e paure dell'America di oggi

C'è da dire però che The Crossing cattura l'attenzione perché volutamente fotografa tutte le difficoltà dell'amministrazione Trump nel fronteggiare il problema immigrazione. E forse questo sottotesto di grande impatto sociale è l'unica ragione che rende la serie ABC un prodotto da rivalutare. In un momento in cui poche sono le produzioni televisive che affrontano a testa alta i problemi che attanagliano l'America di oggi, The Crossing ha il coraggio di guardare oltre il buon senso e cercare di ovviare a una piaga della società contemporanea. Cosa è giusto e cosa è sbagliato nel mondo di oggi? La risposta è rimandata a fine stagione, sperando che The Crossing possa liberarsi dall'alone di Lost e proseguire dritto per altri lidi seriali.

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