The Deuce 3: sulla via del porno, torna la serie con James Franco

Abbiamo visto in anteprima i primi due episodi della nuova stagione con James Franco e Maggie Gyllenhaal, in arrivo su Sky l'8 ottobre 2019.

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Fin dalla prima stagione di The Deuce, David Simon e George Pelecanos ci hanno offerto uno scorcio dell'America degli anni 70, raccontandola tramite l'evoluzione della pornografia, usata come lente per concentrarsi sull'evoluzione dei costumi e della società. Ma ora la storia imbastita dai due autori si avvia alla conclusione e in questa terza tornata la prima impressione è che, anche se gli anni passano e i tempi cambiano, le persone e la Quarantaduesima strada (vero e proprio personaggio dello show) restano sostanzialmente gli stessi.

Uno dei primi dialoghi è emblematico in tal senso: Vincent e Abby camminano per le strade sporche e pericolose di The Deuce, per poi trovare riparo in un negozio dopo essersi imbattuti in una gang criminale di ragazzini. Vince esclama "mi ricordo quando questo era un posto rispettabile" e la ragazza, con aria disillusa risponde "davvero? Cioè quando?". Eppure, le cose in superficie hanno un'altra patina, i protagonisti hanno nuovi look, la maggior parte di loro sembra avere una carriera avviata. Cosa può essere andato storto? Lo scopriremo dalla serata dell'8 ottobre, quando Sky Atlantic lancerà in esclusiva i primi due episodi di The Deuce Stagione 2, la serie con James Franco e Maggie Gyllenhaal: noi li abbiamo visti in anteprima, ecco le nostre sensazioni preliminari.

Gli anni di vuoto

Come avvenuto per la seconda stagione di The Deuce, la première di quest'anno si apre con un salto temporale, che trasporta gli spettatori a cavallo tra il 1984 e il 1985. Il nuovo decennio porta in dote alcune novità, riassunte dalla nuova sigla Dreaming, del gruppo new-wave Blondie: cocaina, videocassette e AIDS. Sono questi i tre elementi che andranno a impattare sulle vite di gran parte dei volti conosciuti in passato e di cui dobbiamo in qualche modo ricostruire l'andamento negli anni non mostrati.

Di conseguenza, il primo episodio (La telecamera ti ama) serve soprattutto a introdurre la nuova condizione dei fratelli Vincent e Frankie Martino (interpretati da James Franko), Eileen (Maggie Gyllenhaal), Lori (Emily Meade) e tutti gli altri.

Spicca, invece, l'assenza dei papponi e delle prostitute, figure centrali in passato ma diventate marginali ora che il focus si è spostato sulla produzione mainstream del porno e si assiste all'impatto avuto dall'home video su tutta l'industria.
Così, se per Frankie la produzione di filmati amatoriali può rappresentare una forma di facile guadagno, Eileen e le sue ambizioni autoriali devono scontrarsi contro un abbassamento della qualità generale. La donna, in compagnia di Harvey, si reca al CES di Las Vegas e assiste a un deciso passo indietro, che sembra polverizzare in un sol colpo ogni suo tentativo di dare una svolta al modo in cui sono girati i film per adulti. Ormai chiunque può improvvisarsi regista e presentare prodotti grezzi, privi di qualsiasi pregio artistico, che poi sono anche quelli più remunerativi.

Lori non se la passa meglio; scopriamo che fa avanti e indietro dalle cliniche per disintossicarsi e, pur essendosi lasciata C.C. alle spalle, continua a non essere davvero libera nelle sue scelte. L'essere diventata un'attrice porno professionista è stata una svolta solo all'apparenza e nel frattempo in lei cresce l'insoddisfazione, che prova a placare sniffando cocaina a più non posso. Anche per Vincent la vita sembra procedere in circolo. La sua relazione aperta con Abby vive una fase di stanca che lo porta a riavvicinarsi alla ex moglie Andrea.

La Quarantaduesima strada non fa eccezione. Dopo i propositi di riqualificazione annunciati nella scorsa stagione, scopriamo che le cose sono addirittura peggiorate e si avverte un senso di pericolo maggiore rispetto al passato.

Lo spettro della decadenza

Intanto, c'è un altro spettro che aleggia sui personaggi; l'AIDS. La malattia non viene nominata direttamente (con l'eccezione di un ragazzo sullo sfondo che chiede firme per una petizione contro un articolo del New York Post), ma vediamo il suo effetto sugli affari di Rudy, diventati meno remunerativi; su Paul, che esprime tutta la sua preoccupazione nei confronti dei clienti e desidera una maggiore consapevolezza pubblica; su Todd, che sembra averla contratta; su Bobby, allarmato per le proprie condizioni di salute e che, in panico, si reca dal medico.

Dopo aver posto le basi della stagione, il secondo episodio (Nuovi accordi) continua ad approfondire i temi presentati e mantiene il suo passo lento in attesa di dare una svolta decisiva alle storie di questi personaggi che per ora sembrano addentrarsi in una fase di regressione, di pari passo con The Deuce e il suo mancato recupero.

C'è senso di decadenza nell'aria, sembra che non ci sia più posto per i sogni, nonostante sognare sia gratis, come ci ricorda la sigla. Nel complesso, questo inizio di stagione è un ritorno in un posto conosciuto, che conferma quanto di buono visto in passato, con un cast molto valido e una narrazione che riesce a raccontarci un'epoca attraverso tante storie personali di diversa umanità. Quest'anno manca un po' l'aspetto più viscerale della strada (rappresentato dai pimp e dalle prostitute) e ci ritroviamo a osservarlo soprattutto attraverso lo sguardo dell'agente Alston (Lawrence Gilliard Jr.), ma chi ha apprezzato fino a ora la serie troverà solo conferme.

the deuce stagione 3 Nel complesso, questo inizio di stagione di The Deuce si distingue per un setting diverso, dovuto all’arrivo degli anni 80 e tutto ciò che comporta, con un cambio di acconciature e l’evoluzione della vita dei personaggi. Centrale, però, è il senso di circolarità che si avverte, nonostante la presenza ingombrante dell’AIDS. Le basi per un’altra ottima stagione ci sono tutte, al netto di una minore rappresentazione della diversità. Il modo in cui Simon e Pelecanos trasportano lo spettatore nella società americana è condito da ottimi dialoghi e supportato da prove attoriali che ancora una volta si distinguono in positivo. Non resta, dunque, che scoprire come i due autori hanno intenzione di salutare New York e i suoi abitanti.