The Flash 6: prime impressioni sulla nuova stagione dell'Arrowverse

Il velocista scarlatto è tornato sul piccolo schermo. Ecco le nostre impressioni a caldo sul primo episodio della sesta stagione.

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Dopo la solita pausa estiva, che segna il momento in cui anche i supereroi (della CW, ovviamente), possono godere delle meritate vacanze, gli uomini (e le donne) in calzamaglia e tute di spandex più famosi dell'universo conosciuto sono pronti a fare il loro trionfale ritorno. Abbiamo già assistito al - più che valido - ritorno di Supergirl e all'avvento della novità Batwoman e, in attesa di dell'ultima stagione Arrow, che debutterà la prossima settimana, siamo saliti sul treno più veloce possibile per correre in quel di Star City, per riabbracciare l'uomo più veloce del mondo e la sua - non tanto - allegra banda di amici.

Del resto, l'ultima stagione ha lasciato delle scorie difficili da smaltire, in tutti i protagonisti in campo, tra cui spicca sicuramente la perdita della Nora del futuro ma anche - e diremmo soprattutto - la deadline fissata sulla testa di Barry (Grant Gustin), la cui fine sembra ormai abbondantemente segnata. Con queste premesse, è chiaro che la sesta stagione dello show si presenti ai nastri di partenza carica di molte incognite, ma anche con un obiettivo principale: diventare il fulcro dell'Arrowvers. Ci riuscirà? É presto per dirlo. Intanto noi abbiamo visto il primo episodio della nuova stagione e siamo pronti a parlarvene.

Black hole, dark matter...

Come da tradizione della serie, gli avvenimenti ripartono praticamente in modo continuativo rispetto alla stagione precedente, salvo compiere un leggerissimo passo in avanti (di qualche mese) prima di iniziare a tirar fuori i vari assi nella manica. Si avverte, nei protagonisti, una volontà effimera di provare a guardare avanti, di abbracciare la strada della felicità, cercando finalmente di provare a guardare il bicchiere mezzo pieno e non il contrario.

Ci hanno provato, davvero, ma è durato poco: una doppia, anzi tripla, minaccia si affaccia rapidamente all'orizzonte, spazzando via così l'armonia di tutto il team. In verità, se da un lato la comparsa di numerosi Buchi Neri rappresenta il succo dell'episodio in sé, i veri problemi hanno sembianze e vicissitudini diverse e si manifestano in modo diverso.

È doveroso però sottolineare il grande sforzo (come al solito) di tutto il team Flash nello scongiurare una catastrofe di dimensioni titaniche che, però, ad un occhio più attento appare soltanto rinviata. Nel corso dell'episodio, infatti, si entra in contatto con quello che sarà uno dei villain principali della stagione: il dottor Ramsey Rosso, interpretato da Sendhil Ramamurthy (il Suresh di Heroes, ndr). Quest'ultimo entra in contatto con Caitlin (Danielle Panabaker), sfruttando la tragica scomparsa della propria madre come pretesto per ritrovare la vecchia amica.

La volontà di Rosso, infatti, è quella di servirsi dei contatti della dottoressa Snow per poter testare quella che, potenzialmente, potrebbe risultare la scoperta della vita: la cura per il cancro, un progetto avviato, manco a dirlo, per tentare di salvare la vita al proprio genitore morente. Gli eventi, inevitabilmente, assumono una piega abbastanza scontata nella loro drammaticità, culminando con quella che a tutti gli effetti è la genesi di una nuova grande minaccia per la città, di cui il team Flash e tutti gli abitanti di Star City sono completamente all'oscuro. L'episodio dedica la scena finale all'argomento più chiacchierato e atteso dalla community: l'avvento della Crisi che coinvolgerà tutti i difensori della pace, Flash su tutti, il cui fato, ormai, sembra scolpito nella fredda roccia del destino.

Let it snow, let it snow, let it snow...

 Vi avevamo parlato in apertura, non a caso, di un forte dualismo che pervade un po' tutti i vari personaggi dello storico cast dello show di CW. Se da un lato troviamo la fazione dei "buoni", quelli cioè finalmente sereni e convinti delle loro scelte e che guardano con maggior fiducia al futuro, come Joe (Jesse L.Martin) e la sua compagna Cecille (Danielle Nicolet), il sempre più a suo agio nei panni del consigliere d'oro, Ralph (Hartley Sawyer) e l'insospettabile Cisco (Carlos Valdes), che ha preso più che bene la nuova esistenza senza i poteri di Vibe, dall'altro si contrappongono quelli tormentati, quelli cioè che non riescono a superare i traumi del passato, più o meno gravi che siano.

Parliamo ovviamente di Caitlin, ancora scossa per la perdita del ritrovato padre e soprattutto divisa dalla doppia personalità che da sempre si porta dietro, ma soprattutto di Barry e Iris, che nonostante le buone intenzioni e i sorrisi (finti), non hanno superato la perdita della loro "bambina", Nora (Jessica Parker Kennedy).

La loro repulsione diventa palese man mano che si avanza nell'episodio, in cui in più di un'occasione si avverte quella torbida area di pesantezza e di sofferenza che aleggia tipicamente intorno a chi, come loro, si è visto precludere la strada per il Paradiso. Ciò, a dire il vero, si ripercuote anche sull'atmosfera generale dello show che, già dal primissimo episodio (ma possiamo ben comprendere il perché), appare destinato a viaggiare su binari meno scanzonati e nettamente più oscuri, rispetto al passato.

Un'atmosfera decisamente più "dark", quindi, che ben si sposa con gli elementi cardine di questo primo episodio: i buchi neri, generati dall'ignaro (e geniale) Chester P. Runk (Brandon McKnight) e, la strenua corsa agli armamenti del dottor Rosso, intesi come dark matter, di cui lo Star Labs ne è una risorsa potenzialmente infinita.

The Flash is... too slow!

La natura meno allegra e spensierata con cui gli autori hanno deciso di aprire questa stagione si sposa giocoforza anche col ritmo generale dell'episodio, eccessivamente "morto" in alcuni passaggi e ridondante in altri. È chiaro che il cambio di direzione dato, con la rappresentazione di una serie di eventi molto drammatici, abbia potuto dare una scossa pesante in tal direzione, ma ci è sembrato di assistere comunque ad una puntata fin troppo lenta.

Sia chiaro, è un po' anche lo stile generale dell'emittente e dei suoi show, ma ci saremmo aspettati certamente una partenza un po' più, passateci l'allegria alquanto scontata, a "razzo", come lo è stata per Supergirl e come lo è stata anche per lo stesso The Flash, almeno sul piano dei contenuti potenziali.

In generale, comunque, si è avvertita anche una voglia di introdurre in modo forzato, forse per bilanciare le cose, dei toni comici estemporanei, ma che tutto sommato hanno portato a casa il risultato, così come a sbancare totalmente è stata la scelta di utilizzare nella serie - finalmente - lo storico brano "Flash" dei Queen, quello, per intenderci, che rappresentò la OST della serie Flash Gordon. Si è trattato di un momento veloce, proprio come il velocista scarlatto, ma siamo sicuri che i fan di vecchia data abbiano gradito non poco. 

The Flash - Stagione 6 Il primo episodio della sesta stagione di The Flash ha gettato le basi per una stagione potenzialmente imponente e ricca di spunti di interesse, su cui spicca - inevitabilmente - il fardello di Barry, destinato a soccombere per il bene dell’umanità e di tutti gli universi conosciuti. Abbiamo avuto modo di incontrare quello che sarà uno dei villain principali della serie, e abbiamo iniziato a familiarizzare con i vari protagonisti, ognuno di loro caratterizzato - più o meno - da un nuovo inizio tutto da scoprire. Abbiamo anche esplorato le sensazioni nostalgiche e inconsolabili di Barry ed Iris, il tutto però con un ritmo generale troppo blando e con sbalzi di interesse frequenti. Ci aspettiamo di ritrovare nella serie quel velo di freschezza in più, che sembrerebbe essersi lentamente smarrito a causa anche degli eventi trattati e da trattare, ma siamo comunque moderatamente soddisfatti di quanto visto. Insomma: Flash è tornato.