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The Gift: un primo sguardo alla serie turca disponibile su Netflix

Abbiamo dato un primo sguardo alla nuova serie tv di produzione turca disponibile su Netflix, tratta dall'omonimo romanzo di Şengül Boybaş.

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Il fascino del simbolismo e la paura dell'ignoto. Stiamo parlando di due elementi ricorrenti nella storia delle produzioni televisive, e non solo. Su questo concetto, fondamentalmente, si fonda l'ossatura narrativa di The Gift, serie tv originale Netflix di produzione turca, in arrivo proprio sul gong di questo 2019 complessivamente più che valido dal punto di vista dell'universo serial TV.

Prodotta da Alex Sutherland e diretta da Ozan Aciktan, la nuova produzione Netflix, la cui prima stagione è composta dagli ormai "canonici" otto episodi, trae la sua ispirazione dall'omonimo romanzo (titolo originale Dunyanin Uyanisi) dello scrittore Sengul Boybas. Dopo aver visto il primissimo episodio, siamo pronti a riportarvi le nostre sensazioni a caldo, in attesa di completarne la visione tra una fetta di Pandoro e un bicchiere di champagne, in attesa di abbracciare un 2020 che si preannuncia roboante dal punto di vista del mondo dell'intrattenimento multimediale.

Verità nascoste

La bella Atiye (Beren Saat), giovane artista in ascesa, conduce una vita praticamente perfetta. Circondata da una famiglia ricca e potente, pur senza l'appoggio di una madre che vorrebbe vederla fare altro della propria vita, da Ozan (Metin Akdulger), un fidanzato ricco e premuroso, e dalla strampalata sorella Cansu (Melisa Senolsun), la ragazza passa le sue giornate in modo armonioso e spensierato, divisa a metà tra il suo ruolo di insegnante e la sua grande vocazione per l'arte. La sua vita, proprio nel momento in cui ogni cosa sembra prendere il proverbiale volo definitivo, sembra però costretta a cambiare, in modo fulmineo e inaspettato.

Sin dalla giovane età, infatti, Aitye riporta sotto forma di opere d'arte uno strano e misterioso simbolo, apparentemente una figura del tutto astratta ma che, inaspettatamente, si rivela essere più reale di quanto ci si potrebbe immaginare. In modo del tutto parallelo alla sua ascesa come artista, la sfera personale della protagonista inizia a subire dei forti scossoni, quando comincia a far conti con la genesi non del tutto esplicata di strane visioni, misteriosamente collegate ad un importante ritrovamento archeologico rinvenuto nel rinomato sito di Gobekli Teple (al confine con la Siria) da un team di esperti guidato dall'archeologo Erhan (Mehmet Gunsur).

Il destino di Atiye sembra essere in qualche modo legato al misterioso sito, poiché sulla fredda roccia spicca lo stesso misterioso simbolo che l'artista raffigura da una vita intera. Da questo momento inizia per la protagonista un nuovo percorso di vita che, con l'aiuto proprio di Erhan, ha come fine ultimo la comprensione di un passato misterioso e oscuro.

Sensazioni contrastanti

Pur non lasciando gridare al miracolo in termini di scrittura né sul piano dell'originalità tematica, ci piace sottolineare quanto la visione del primissimo episodio ci abbia saputo sorprendere, in alcuni casi. The Gift non è uno show che può rivaleggiare coi pesi massimi del genere, e nemmeno ci prova, ma risulta tutto sommato valido nell'imbastire un immaginario dark fantasy con buoni spunti per il futuro. Se quell'atmosfera tipica da "soap opera" che attornia un po' tutti gli show di stampo europeo che approdano sul mercato non si riesce proprio a lavar via, è innegabile quanto, in ogni caso, qualcosa all'interno della nuova serie Netflix sembra avere le carte in regola per risultare interessante.

Le visioni di Atiye risultano suggestive e spaventose al punto giusto e danno allo show quella ventata a metà tra l'introspettivo e l'esoterico che tanto affascina buona parte della platea. A questo si aggiunge una buona direzione scenica, composta da una fotografia nel complesso valida, che sfrutta al meglio gli splendidi paesaggi in cui si sono svolte le riprese, offrendo un colpo d'occhio generale più che affascinante.

Ciò però viene controbilanciato da alcune riprese in cui la produzione mostra il fianco ad alcuni passaggi decisamente più incerti e complessivamente sottotono, che non rendono giustizia ad una direzione generale di buon livello. Il quadro complessivo viene poi "sporcato" da un cast non eccelso e in cui, tralasciando magari i due attori di spicco (in particolare la protagonista, una delle star più famose in patria), non si assiste ad interpretazioni memorabili. Accettabile il doppiaggio italiano, ma anche da questo punto di vista, secondo il nostro giudizio, si poteva fare qualcosina in più.

The Gift - Atiye Il primo contatto con The Gift è complessivamente positivo. Se da un lato è innegabile quanto non si tratti di uno show di primissimo livello sotto diversi aspetti, dall’altro è doveroso segnalare la presenza di una trama di fondo interessante e potenzialmente ricca di spunti d’interesse. I richiami al simbolismo e la forte vena esoterica sembrano funzionare, ma bisognerà capire come verranno sfruttati sul lungo andare e, soprattutto, se si eviterà di finire nel vortice dei cliché che aleggia paurosamente intorno alla scrittura dell’opera.