The Good Place: Prime impressioni sulla quarta ed ultima stagione

Su Premium Stories è da poco iniziata l'ultima stagione di The Good Place, una delle migliori e più innovative comedy del panorama seriale

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The Good Place è, senz'ombra di dubbio, una delle migliori comedy dell'attuale panorama seriale. E non si può, per questo, rimanere impassibili al fatto che si è giunti al quarto e conclusivo atto. Michael Schur ha architettato un piccolo capolavoro: ha costruito una brillante comedy classica in cui ha inserito degli stilemi tipici delle serie più marcatamente drammatiche. The Good Place si trasforma allora in un prodotto dalla trama fortemente orizzontale costellato di numerosi cliffhanger che cambiano spesso e volentieri le carte in tavola.

In aggiunta, la ciliegina sulla torta è rappresentata da un meraviglioso messaggio ottimistico nei confronti dell'essere umano e la sua capacità/possibilità di migliorarsi sempre, mascherato da innocue lezioni di filosofia morale. Rimane solo da scoprire se l'umanità sia davvero redimibile, grazie alla messa in onda in Italia da parte di Premium Stories.

Dove eravamo rimasti

Infatti è proprio questo il punto in cui avevamo lasciato i nostri protagonisti: Eleanor (Kristen Bell), Tahani (Jameela Jamil), Jason (Manny Jacinto) e Michael (Ted Danson), dopo aver scoperto che l'intero sistema dell'aldilà è stato manomesso dalla parte cattiva, sono incaricati di condurre un esperimento per dimostrare la possibilità di migliorarsi da parte dell'umanità.

In sostanza, in un quartiere fittizio come quello della prima stagione, devono incitare 4 soggetti a perdere le loro abitudini nocive e ad acquistarne di nuove. E tra un maschilista dichiarato, una vecchia conoscenza convinta che questo posto sia solo un'invenzione della sua mente in coma, un giornalista interessato solo al gossip e un'apatica anziana, ci sarà molto lavoro da fare. Ma ciò non scoraggia una Eleanor in procinto di onorare il sacrificio del suo amato Chidi (William Jackson Harper), che pur di non mettere a repentaglio l'esperimento ha deciso di farsi cancellare i suoi ricordi.

Qualche dejavù di troppo

In casi simili, il dubbio rimane sempre lo stesso: come chiudere una comedy? Non è facile trovare un preciso punto d'arrivo soddisfacente, anche se The Good Place sembra avere le idee ben chiare, aiutata dalla sua trama orizzontale. Resta però una questione aperta, poiché si ha la sensazione che il messaggio cardine sia già stato sviscerato in ogni modo possibile durante la meravigliosa terza stagione.

Persino la premiere dà questa impressione, appare tutto un dejavù in salsa leggermente diversa. Si tratta comunque di una qualità che la maggior parte delle altre comedy - specialmente quelle al di fuori dei servizi di streaming - può solo immaginare, ma permane un senso di ripetitività. Sarebbe un peccato se precisamente sul fotofinish una serie così originale e meritevole perdesse di forza comunicativa.

Ma è un po' il rischio di qualunque stagione conclusiva. Se non riuscisse a brillare durante l'esperimento in sé, The Good Place potrebbe però sorprendere sul dopo e in effetti potrebbe essere questo l'aspetto più intrigante. Cosa accadrà se l'esperimento riuscisse? O, al contrario, fallisse? Bisognerebbe ridisegnare l'intero sistema dell'aldilà? È paradossale, ma anche dall'incipit appare piuttosto chiaramente che le vere sorprese, i veri fuochi d'artificio finali arriveranno solo dopo la fase iniziale della stagione.

Di per sé, non è la struttura più virtuosa - lieti di essere smentiti ovviamente. In ogni caso, bisognerà solo attendere la conclusione di una serie che, a prescindere, ha segnato l'ultimo decennio televisivo.

The Good Place The Good Place arriva al suo ultimo giro e forse è giunta un po' stanca. Contestualizziamo: si tratta pur sempre di una delle migliori e più innovative, nonché coraggiose, comedy degli ultimi anni, ha una struttura geniale e un messaggio di fondo meraviglioso. Ma persino la creatura di Michael Schur deve scontrarsi con la difficoltà di chiudere un prodotto del genere. E, forse anche a causa di una straordinaria terza stagione, questo incipit non sembra essere perfettamente focalizzato. I dubbi non vertono sulla qualità, che anche in un momento di relativa calma è anni luce avanti alla maggior parte delle concorrenti, ma sulla possibilità di veicolare un'ultima volta quel messaggio in una maniera inedita. Magari sarà solo la situazione iniziale ad essere un po' ripetitiva, e poi tutto esploderà ancora una volta. Lo scopriremo solo nelle prossime settimane.