First look The Good Wife - Stagione 1

Julianna Marguiles nei panni di un'avvocatessa dalla vita personale ingombrante

Articolo a cura di

Nell’autunno dello scorso anno sulla CBS faceva capolino The Good Wife, serie che ha rilanciato la carriera di Julianna Margulies che, in seguito ad E.R., sebbene presente in diversi progetti (televisivi e non), non ha aveva mai avuto modo di bissare il successo della sua “Carol”. L’ attesa però è stata ben ricompensata dal momento che la serie ha ottenuto larghi consensi (è ora in onda, in patria, la seconda stagione) e la stessa attrice ha vinto agli Screen Actors Guild Awards 2009 come “Migliore attrice in una serie drammatica”

Un po’ giudiziario un po’ drama

La Marguiles infatti è particolarmente credibile nel suo nuovo ruolo, ovvero quello di Alicia Florrick, moglie (suo malgrado) dell’ex procuratore Peter Florrick (Chris Noth), ora in carcere per corruzione e coinvolto in uno scandalo sessuale. Alicia, sebbene provata dall’accaduto che ha sconvolto la sua vita, non si dà per vinta e anzi decide di reagire riprendendo il suo vecchio lavoro, lasciato 15 anni prima per dedicarsi alla famiglia. Eccola dunque vestire nuovamente i panni di un avvocato ed eccola dunque alle prese con clienti da difendere, aule di tribunale e, stavolta, anche un altro giovane associato con cui competere. The Good Wife infatti non ci racconta solo della vita privata della Florrick, ma di puntata in puntata ci porta con lei da un caso all’altro. Ed è proprio questa la ragione per la quale la serie è si un drama, ma al tempo stesso anche un vero e proprio procedurale.

Chi troppo vuole nulla stringe?

L’idea di realizzare quest’ibrido è coraggiosa, ma anche degna di nota. Se infatti quando si cerca di conciliare più generi il rischio è solitamente quello di dar vita ad un prodotto mediocre che non è né carne né pesce (sia chiaro però che di eccezioni ce ne sono), è vero anche che spesso i procedurali tendono alla lunga a stancare (certo, se non si è accaniti fan del genere!), somigliandosi l’un l’altro e finendo col ripetersi. Dunque onore a The Good Wife, che ha avuto l’ardire di scegliere l’impervio sentiero della mescolanza mostrandoci anche la vita di questa avvocatessa, che di certo non è fatta solo di processi e caccia alle prove più valide. La nostra Alicia infatti è intenta a gestire la difficile relazione col marito, a proteggere i figli dalle conseguenze che lo scandalo ha prodotto (non ci dimentichiamo che Peter Florrick è un personaggio pubblico e i media con questo tipo di eventi ci vanno a nozze) e a destreggiarsi sul luogo di lavoro dove inevitabilmente le vengono ricordate in ogni momento le malefatte del marito e la sua non più giovane età, che la fa sentire talvolta inadeguata. Tutto questo, descritto così, parrebbe meraviglioso, se non fosse però che alla fine anche The Good Wife, almeno per quanto riguarda i primissimi episodi, fallisce purtroppo nel tentativo di mischiare i generi. I casi proposti nelle prime puntate sono difatti di una banalità sconcertante e sembrano buttati giù a caso. Il coinvolgimento dello spettatore in questi è impossibile, a meno di non essere rimasti in una caverna sino ad oggi e non aver mai visto dunque qualche altra serie di stampo giudiziario. Inoltre, in questo modo, si è finito col lasciare troppo poco spazio alla vicenda personale di Alicia, che è poi l’interessante trama orizzontale che ci accompagnerà per tutta la stagione.

Una serie in rosa

Un altro limite, forse, del telefilm in questione, è quello di strizzare un po’ troppo l’occhio al pubblico femminile, tirando in ballo temi che, per quanto validi, possono coinvolgere di meno lo spettatore maschile. Alicia è infatti una donna tradita e umiliata, arrabbiata col marito che però, da brava moglie, non abbandona (va regolarmente a fargli visita in carcere). E’ una madre attenta e protettiva. Ancora, è una donna che dopo anni di dedizione alla famiglia torna a lavoro dove dovrà fare i conti coi colleghi più giovani. A tingere di rosa la serie contribuiscono inoltre l’investigatrice che affianca la Florrick e soprattutto i casi (delle prime due puntate perlomeno) tutti al femminile, che vedono protagoniste una donna accusata di omicidio la cui unica preoccupazione è riabbracciare i figli da cui è stata allontanata e una ragazza che accusa di stupro un personaggio molto in vista. In tutto questo i personaggi maschili fanno più o meno da contorno.

The Good Wife - Stagione 1 Con tutto questo non vogliamo certo dirvi che The Good Wife è una brutta serie. E’ solo che avendo ottenuto negli USA un grande successo, le aspettative per noi erano enormi; aspettative, purtroppo, almeno parzialmente, deluse. L’impressione che lasciano i primi episodi è quella di un telefilm come tanti, senza infamia e senza lode. Tuttavia, vi sono diversi elementi validi e meritevoli d’attenzione (la trama orizzontale di cui sopra, il personaggio tutto tondo della Marguiles, la stessa commistione dei generi) che, se ben sviluppati, potrebbero rendere la serie davvero un buon prodotto. Non ci resta che stare a guardare ed attendere fiduciosi.