The Handmaid's Tale 4: la nuova stagione in arrivo su TIMVISION

Torna June Osborne, il suo gruppo di ancelle e la loro voglia di libertà nella quarta, avvincente, stagione di The Handmaid's Tale.

The Handmaid's Tale 4: la nuova stagione in arrivo su TIMVISION
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La serie dei record (9 Emmy Awards e 2 Golden Globe), che negli anni ha saputo portare un libro potente come Il Racconto dell'Ancella di Margaret Atwood sul piccolo schermo e trasformarlo in un parallelismo col mondo moderno e l'epoca Trumpiana, torna per una quarta stagione. La domanda che tutti i fan si fanno, è se riuscirà a mantenere alta la qualità di narrazione alla quale ha abituato il pubblico.

Già con l'uscita del trailer i primi di marzo l'hype dei fan si era fatto sentire, June era viva e più combattiva che mai. Nella nostra recensione di The Handmaid's Tale 3 l'avevamo lasciata nella foresta, intenta a fuggire dopo aver compiuto un altro atto eroico, forse il suo più grande, essere riuscita a far scappare 86 bambini in Canada. Di nuovo a un bivio, June non sa se lasciarsi tutto alle spalle o restare. Come sappiamo sceglie di sacrificare la sua libertà e rimanere, e l'ultima cosa che vediamo è lei colpita dal fuoco di un'occhio e portata via dalle altre ancelle. Davvero avevate creduto che potessero in qualche modo fare a meno di lei?

La necessità di June

Sono proprio queste le premesse della quarta serie di The Handmaid's Tale in arrivo su Tim Vision dal 29 aprile: la necessità di June, il suo ruolo come leader della ribellione e quanto si faccia sempre affidamento su di lei, che ora sembra essere pronta a infliggere al sistema autoritario di Gilead lo stesso trattamento riservatole in precedenza. Nell'obiettivo di riuscire a salvare tutti e di portare con lei la figlia Hannah, in questa stagione June viene messa, se possibile, ancora di più alla prova. Si troverà a riflettere su se stessa, sul destino delle altre ancelle, a entrare in conflitto con il suo credo e con il suo amore, per non parlare dell'estenuante trattamento fisico al quale dovrà sottoporsi per poter sopravvivere.

Nei primi quattro episodi della quarta stagione visti in anteprima, alcune cose cambiano. Per primo i nemici, tornano sia Joseph Finnes (Fred Waterford) che Yvonne Strahovski (Serena), ma hanno anche loro la loro dose di problemi da risolvere. Ovviamente June è considerata la minaccia prioritaria, ma chi le darà davvero del filo da torcere sarà Ann Dowd, ovvero la malefica Zia Lydia, spietata e assetata di vendetta. Mentre in Canada si lavora per aiutarla, Alexis Bledel (Emily), Samira Wiley (Moira) e O. T. Fagbenle (Luke) devono anche fare i conti con la realtà che ha comportato l'atto eroico di June, ovvero il benessere dei bambini, che in un primo momento rifiutano il mondo libero e sentono la nostalgia di casa, seppur si trattasse di un regime.

La palette di colori tanto identificativa e amata dal pubblico si tinge di grigio, non solo i vestiti delle ancelle in fuga si trasformano, ma la scenografia assume tutta una serie di sfumature scure volte a identificare la parte della storia nella quale ci troviamo. Nulla è casuale in The Handmaid's Tale e i colori forti tarderanno ad arrivare, delineando un punto di svolta necessario sia per la protagonista che per la narrazione.

Intanto, The Handmaid's Tale è già stata rinnovata per una quinta stagione; a quanto pare il percorso di June non è ancora finito ma inevitabilmente si troverà a dover scegliere, e la dinamica di sceneggiatura che si basa sulla dicotomia vittima/carnefice dovrà necessariamente arrivare ad una conclusione. Come la sua sfera privata e i suoi due uomini, Luke e Nick (Max Minghella); quale dei due sopravviverà? E Nick sarà ancora fedele alla ribellione? Le intenzioni di scrittura di questa nuova avventura sembrano voler portare ogni nodo al pettine per poi assistere ad una resa dei conti nella quinta stagione. Di sicuro la qualità della serie non ha subito battute di arresto e l'episodio diretto da Elisabeth Moss (il terzo) è tra i più emozionanti e difficili da vedere.

The Handmaid's Tale - Stagione4 The Handmaid's Tale torna con la stessa qualità con la quale l'avevamo lasciata; con qualche cambiamento, ma sempre con la sua carica emotiva. La sua voglia di comunicare libertà, seppur piena di insidie e torture, è mai come in questo momento necessaria.