The Marvelous Mrs. Maisel 3: prime impressioni sulla nuova stagione

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Nei primi istanti della terza stagione di The Marvelous Mrs. Maisel ritroviamo Midge e Joel dove li avevamo lasciati un anno fa. Però, con una sorta di parallelismo all'episodio pilota, Amy Sherman-Palladino ci ricorda subito che Midge è una persona diversa. È sempre lei la prima ad alzarsi dal letto, ma questa volta per andare a esibirsi presso una base dell'aviazione americana, indicativo di come abbia deciso di dedicare tutta sé stessa alla carriera di stand up comedian, nonostante il rischio di un futuro "da sola" (All Alone), come cantava l'amico, collega e mentore Lenny Bruce.

Dopo una seconda stagione che si è presa del tempo per approfondire anche gli altri personaggi, la carriera di Midge sembra infatti assumere una nuova centralità, con l'imminente tour al seguito del celebre cantante Shy Baldwin, che toccherà diverse città degli Stati Uniti e dell'Europa.
Abbiamo visto in anteprima cinque episodi (su otto totali) della terza stagione, in arrivo il a dicembre su Amazon Prime Video: scopriamo insieme se sono riusciti a confermare quanto di buono visto in passato, con dialoghi eccellenti, attori brillanti e un mondo sì sognante, ma dove non mancano le problematiche.

I rischi del mestiere

La nuova stagione si apre con un carico di aspettative sulla carriera di Midge, arrivata a un momento di svolta grazie all'offerta di Shy Baldwin. Si tratta di un aspetto dalla natura ambivalente; da un lato la soddisfazione di vedere riconosciuto il proprio talento e l'orgoglio di vedere il proprio nome sui cartelloni dei locali in cui ci si esibisce, dall'altro le difficoltà dovute al farsi strada in un mondo prettamente maschile, in cui risulta strano che una donna voglia dedicarsi alla comicità da club, spesso sboccata e irriverente, invece di cantare, danzare o semplicemente occuparsi della casa, dei figli, del marito.

In più, aprire per una star come Baldwin significa doversi confrontare con un pubblico che non è lì per te e questo porta a esibizioni difficoltose, in cui bisogna trovare un modo per catalizzare l'attenzione. Midge ha il talento necessario per farlo, ma il suo percorso non è tutto rose e fiori, per quanto sia difficile non amarla, con le sue manie in fatto di organizzazione, il bisogno di presentarsi sempre con un outfit nuovo, le battute pronunciate alla velocità della luce e la forza accettare di vivere fuori dagli schemi della società degli anni 60.

Inoltre ci viene confermato quanto sia stata giusta la scelta di Rachel Brosnahan per la parte di Miriam. In uno show in cui gli spettacoli di comedy sono una delle colonne portanti, era fondamentale avere un'attrice capace di offrire prestazioni convincenti mentre racconta le sue disavventure o prende di mira qualcuno del pubblico. Brosnahan è perfetta per la parte, i suoi monologhi hanno un ottimo ritmo e la giusta intensità, non hanno nulla da invidiare ai veri stand up comedian. Ne guadagnano tutti: la credibilità della serie e il divertimento degli spettatori.

Rispetto a Glow, altra serie che parla di donne che lavorano in un campo prettamente maschile (quello del wrestling degli Anni 80, ben lontano dai recenti sviluppi del mondo del wrestling femminile), The Marvelous Mrs. Maisel compie un'operazione diversa. Laddove la prima si ferma a Las Vegas, che diventa teatro di uno spettacolo che si ripete quasi sempre uguale, a dispetto di una disciplina caratterizzata proprio dal portare in tour gli show, la seconda si allontana sempre più da New York.

Già con la seconda stagione avevamo avuto le prime avvisaglie, con l'episodio parigino e le vacanze sulle Catskill Mountains, ma in quel caso si trattava di deviazioni dalla carriera di Midge. Questa volta, sono gli impegni lavorativi a portarla in giro per gli stati Uniti, e una delle prime tappe è proprio a Las Vegas. Le esibizioni, poi, non sono il frutto dello stesso canovaccio, bensì dell'ispirazione del momento, il che garantisce una certa varietà per chi guarda lo show.

Immancabile, al fianco di Midge, Susie. Il rapporto tra le due, però, non è idilliaco e ci sono diverse incomprensioni da risolvere per tornare a essere sulla stessa linea d'onda. Come se non bastasse, nell'aria incombe l'offerta di Sophie Lennon, la nemesi di Miriam che ha chiesto a Susie di diventare sua agente. Quest'ultima si troverà in mezzo a due fuochi e dovrà cercare di capire cosa fare con la sua, di carriera. Concentrarsi solo sul talento emergente o allargare la propria cerchia di clienti.

Mentre Midge è impegnata con le prime tappe del tour, le cose si muovono anche a New York. La famiglia Maisel è alle prese con alcune difficoltà economiche e, dopo che Abe ha lasciato il lavoro alla Columbia, c'è il serio rischio di dover dire addio all'appartamento in cui hanno vissuto per tanti anni. Sia Abe che Rose provano a mettere in pratica quanto appreso dai comportamenti della figlia e dalle discussioni avute con lei. Entrambi cercano di capire il proprio ruolo nel mondo e vogliono dimostrare di non essersi adagiati. Abe vuole rivivere i suoi tempi da attivista; Rose vuole sentirsi più indipendente, ma anche più rispettata.
Joel, invece, è alle prese con il suo sogno di diventare il proprietario di un club. Trova anche un posto che potrebbe andare bene, ma non tardano a sorgere diversi problemi a complicare il tutto. Anche in questo caso, il rapporto con la protagonista è ben lontano dall'essere perfetto. I due hanno la caratteristica di allontanarsi e riavvicinarsi di continuo, faticando a prendere una decisione definitiva. C'è tensione, ma provano a mitigarla adottando comportamenti più maturi, pur non essendo infallibili.

Purtroppo, quando ci si allontana da Midge, le cose funzionano meno, con l'eccezione delle vicende che coinvolgo Susie. Quelle degli altri personaggi, invece, sembrano essere tornate in secondo piano rispetto a Midge. In più, c'è la sensazione di vedere alcuni personaggi parcheggiati in attesa di una svolta nel loro arco narrativo. Le disavventure dei coniugi Maisel o i problemi del nuovo locale di Joel a volte sono una semplice ripetizione che non aggiunge nulla di nuovo nella caratterizzazione dei personaggi. Non manca poi una scelta di trama (non possiamo anticiparvi quale) che non ci ha convinto molto perché sembra ricalcare un cliché visto fin troppe volte. Per ora non è nulla di problematico, la storia non è ancora conclusa e prima bisogna valutare il peso che tale scelta narrativa avrà nel complesso della stagione.

The Marvelous Mrs. Maisel Il ritorno di The Marvelous Mrs. Maisel è decisamente convincente. Vengono riproposti i punti forti dello show e il cast si conferma molto ispirato. C’è tanta musica, complice la presenza di Shy Baldwin, i toni sono leggeri e l’interesse è tutto intorno all’ascesa di Midge nella stand up comedy, così come sulle sue vicende personali. I personaggi secondari brillano soprattutto quando interagiscono con la protagonista, mentre per il resto sembrano averci rimesso. Mancano, però, ancora tre episodi e siamo fiduciosi che il risultato finale si confermerà all’altezza delle stagioni passate.