The Morning Show: prime impressioni sulla serie Apple

Apple dà il via alle danze del suo servizio di streaming con, tra le altre serie, The Morning Show, produzione che, tra ombre e luci, farà discutere

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È ufficialmente guerra aperta, non c'è altro modo per descrivere questo novembre. Lo streaming è ormai il campo di battaglia su cui verrà deciso il futuro del medium seriale stesso, poiché ai noti colossi quali Netflix e Amazon Prime Video (qui le uscite Netflix di novembre e qui le uscite Amazon Prime Video di novembre) si affiancheranno nel giro di poche settimane Disney+ e, ancor più rilevante per quest'articolo, Apple TV+. Senza contare l'incognita del servizio proprietario della HBO che vedrà la luce nel 2020. Un conflitto che probabilmente non vedrà né vincitori né vinti, ma questo lo dirà solo il tempo e per adesso non ci resta che posare gli occhi sulle prime produzioni sfornate dalla società di Cupertino. E una delle più interessanti e attese era sicuramente The Morning Show, serie incentrata nel mondo del giornalismo ed interpretata da nomi del calibro di Jennifer Aniston, Reese Witherspoon e Steve Carell. Tralasciando un discutibile sistema di rilascio delle puntate, 3 ora e il resto a quanto pare settimanalmente, The Morning Show si presenta subito come un telefilm rischioso e destinato a far discutere.

La quantità e l'attualità delle tematiche trattate, nonché il loro peso, richiede un'attenzione minuziosa ad ogni dettaglio, una certa finezza nella sceneggiatura e una visione coerente e unitaria delle vicende. Il rischio? Scadere nel più becero moralismo e dipingere un quadro degli eventi unilaterale, a senso unico. Un rischio che, almeno nelle prime battute, è purtroppo reale.

Rinunciare a tutto pur di avere quel lavoro

Al centro di tutto c'è, ovviamente, il The Morning Show, un telegiornale che va in onda di prima mattina reso celebre dall'alchimia e dalla simpatia dei due conduttori, Alex Levy (Jennifer Aniston) e Mitch Kessler (Steve Carell). La situazione sembra crollare quando Mitch viene accusato anonimamente di diversi stupri, rumors che spingono il network a licenziarlo all'istante. Sullo sfondo, nel frattempo, assistiamo alla scalata al successo virale di Bradley Jackson (una sontuosa Reese Witherspoon), giornalista molto impulsiva e magari un po' troppo incline a farsi sopraffare dai suoi sentimenti, specialmente di rabbia. Inutile girarci intorno, andiamo direttamente alla nota dolente: si, è una serie che apertamente affronta di petto tutte le questioni relative al movimento MeToo e ai vari scandali che si sono susseguiti negli ultimi anni. Il punto nevralgico deve certamente essere la condanna di qualunque atteggiamento di molestia, ma bisogna inquadrare anche l'altro lato della medaglia, ovvero che nel mondo iperconnesso di oggi, dove gli scontri si svolgono a colpi di tweet, ci si lascia guidare spesso e volentieri da rumor privi di fondamento.

A volte basta davvero scrivere un brevissimo post a caso su Facebook, Instagram o Twitter per distruggere la carriera e la vita di una persona. Questo non significa in alcun modo giustificare un molestatore, quanto un non dar sfogo a quella che è diventata una caccia alle streghe. È bastato inoltrarsi un minimo nelle tematiche che The Morning Show vuole trattare, eppure si intravedono possibilità e una forza concettuale infiniti, se svolti nel modo giusto. Cosa che al momento non accade, perché le tematiche sono portate su schermo in maniere piuttosto banali e superficiali, dove l'esito è già stato scritto, il cattivo è stato mandato via e adesso si va solo avanti. C'è tuttavia un'intera stagione per migliorare e sviluppare degnamente questi argomenti, si vedrà.

Dove, invece, The Morning Show brilla di luce propria è nella caratterizzazione dei personaggi e, soprattutto, nel delineare certe grandi criticità del giornalismo odierno. Alex e Bradley fin dalla prima scena sono protagoniste capaci di bucare lo schermo grazie al loro carisma e il confronto tra i modi differenti in cui intendono il fare giornalismo è meravigliosamente duro.

Non si discute solo di come oggi si possa ancora fare questo mestiere quando chiunque può ricevere tutte le news che desidera nel palmo della mano, è solo l'inizio. In The Morning Show è in gioco persino l'etica del giornalista, su fin dove possa legittimamente spingersi pur di trasmettere la verità al pubblico, quando schierarsi e quando non e infine l'immenso giro delle pressioni - economiche, sociali e politiche - cui si è sottoposti. Qui la serie dà il suo meglio. Basterà?

The Morning Show The Morning Show è inevitabilmente un prodotto che farà discutere e a lungo. Da questo punto di vista non è una scelta cosi folle da parte di Apple voler inaugurare il suo servizio di streaming con una serie capace di aggredire tematiche attuali e delicate. Non siamo sicuri che però il gioco sia riuscito interamente, almeno nelle prime battute: da un lato, infatti, viene messo a fuoco un discorso meravigliosamente profondo sul ruolo e sull'etica del giornalista nel mondo odierno, grazie anche a personaggi ben caratterizzati e interpretati ottimamente; dall'altro l'intero blocco delle tematiche legate allo stupro e alle molestie sembra invece soffrire di una certa banalità e superficialità di fondo, in cui tutto è semplicemente bianco o nero con troppa facilità. Bisognerà vedere in che direzione si orienterà The Morning Show nel prosieguo della stagione.