The Outsider: la miniserie HBO tratta dal libro Stephen King

Il romanzo del Re dell'Orrore prende vita in una trasposizione di carattere e confezione eccezionali con protagonista uno straordinario Ben Mendelsohn.

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Stephen King è una penna letteraria sempre gravida e per questo osservata speciale. Gli affamati lettori appassionati di thriller a sfondo horror o fantascientifico si saziano ormai annualmente - da decenni - del puntuale "nuovo romanzo" del Re dell'Orrore, mentre i produttori di Hollywood fanno a gara per accaparrarsi i diritti di adattamento di questo o quel libro dell'autore del Maine. Dargli torto è impossibile: è dai tempi di Shining che le trasposizioni di King attirano infatti importanti fette di pubblico grazie a nomi altisonanti e contenuti affascinanti che si trascinano dietro, e anche se è vero che il maestro dovrebbe interessarsi molto più alla carta che alla pellicola, le sue storie hanno sempre e comunque una certa attrazione cinematografica o televisiva di significativa rilevanza.

Alcune di esse sembrano persino nate per avere miglior vita sul grande o piccolo schermo, come è poi il caso dell'ottimo The Outsider: un romanzo pienotto e sufficientemente riuscito, che plasmato però dalle mani di Richard Price (The Wire, The Night Of), Jason Bateman (Ozark) e dalla HBO è divenuto un crime di ricercato spessore e misurata compostezza. Talmente ben realizzato e con un'idea di adattamento nobilitatoria che ha davvero poco o nulla da invidiare agli altri raffinati cugini del canale. Visti i primi sei episodi della serie in arrivo su Sky Atlantic il prossimo 17 febbraio, proviamo a spiegarvi il perché.

La parte oscura

The Outsider prende piede a Cherokee City, in Georgia, una tranquilla comunità di provincia la cui pace viene interrotta con il ritrovamento del cadavere di un bambino, Frank Peterson, devastato dalle ferite, ricoperto di sangue, morsi e graffi. A indagare sull'omicidio viene messo il pragmatico detective Roy Anderson (Ben Mendelsohn), ancora in fase d'elaborazione del lutto del figlio quindicenne morto di cancro pochi anni prima.
Inaccettabile per lui vedere una vita tanto giovane seviziata, distrutta e abbandonata in quel modo nel bosco, tanto da mettere subito anima e corpo nella cattura dell'assassino o presunto tale, che per Roy e i suoi colleghi è Terry Maitland (Bateman), un mite professore d'inglese del liceo e coach della squadra di baseball di Cherokee City. Le prove contro l'uomo sembrerebbero inoppugnabili, motivo che spinge la polizia ad arrestarlo in modo eclatante davati a mezza comunità e tenerlo poi in custodia.

Il problema è che Terry non era in città il giorno dell'omicidio, ripreso anche da telecamere delle tv a più di 100 km di distanza, in Ohio. Eppure testimonianze, impronte e DNA combaciano alla perfezione con Maitland, le stesse prove trovate nell'altro Stato che per altro lo scagionerebbero. Chi ha ucciso allora Frank Peterson? E com'è possibile trovarsi in due posti contemporaneamente?
Un mistero avvincente, questo di The Outsider, che si prende tutto il suo tempo per svelare ogni tassello di un mosaico molto più complesso di come appare.

Nella prima metà di stagione è chiaro come Price abbia cercato di rielaborare la sceneggiatura del romanzo per adattarla a un contesto molto più vicino al crime-thriller che all'elemento fantasy-horror, avvicinando sostanzialmente The Outsider a produzioni di alto livello come appunto la sua già applaudita The Night Of o anche a True Detective.

I dialoghi non vengono mai lasciati al caso e contemplano un solido approfondimento emotivo dei personaggi, quando non asservono un compito strettamente narrativo. Price conosce il genere e sa scrutarlo attraverso una rigorosa lente d'ingrandimento drammatica, addentrandosi con circospezione nella distruzione delle famiglie protagoniste della vicenda e in una caratterizzazione psicologica dei personaggi incisiva e misurata.

C'è inquietudine, senso di colpa, paura e tormento in The Outsider, che mostrando la fragilità dell'Uomo davanti al dolore della perdita (reprimibile ma intramontabile) mette in risalto la parte oscura dell'identità emotiva della persona, che può trasformarsi in vittima, carnefice o mostro. Esattamente come i media o le forze dell'ordine, a cui viene rimesso il racconto pubblico di un evento assolutamente cataclismatico per un'intera comunità di cittadini.

Una serie imperdibile

Buona parte della fredda, angosciante e sofisticata atmosfera della ministerie HBO viene comunque dalla regia, curata tra gli altri da un superlativo Jason Bateman e da Andrew Bernstein, che nei primi episodi tracciano la via del successo tecnico-stilistico del progetto.
Inutile giocare con dei caldi virtuosismi per raccontare una storia tanto gelida da attaccarsi alle ossa, e infatti il comparto visivo risulta apparentemente molto classico, nonostante vi sia una cura ineccepibile per le immagini e la fotografia, che risulta asettica e d'impatto esattamente come quella di Chernobyl o della serie HBO citate poco sopra. Per questo tipo di produzioni sembra anzi un marchio di fabbrica che in pochi sanno imitare o che risulti visivamente diegetico al senso del racconto. In The Outsider succede proprio questo: primi piani e campi lunghi, movimenti macchina e zoom ci accompagnano dentro Cherokee e la storia di Roy e Terry, nei loro sentimenti, nel penetrante e rigido clima mortifero che permea ogni protagonista e ogni evento della storia.

Non si può poi soprassedere sul talento interpretativo di Ben Mendelsohn, che proprio qui regala probabilmente una delle sue più sofferte performance degli ultimi anni, furiosa nel tratteggiare rabbia e disperazione del personaggio ma anche umana e delicata nel sapersi equilibrare. In generale l'intero cast della serie regala delle prove attoriali assolutamente valide, e forse insieme a Mendelsohn ugualmente degna di nota è la sempre più brava Cythia Erivo (Harriet) nei panni del Detective Privato Holly Gibney, che rispetto al romanzo cambia etnia per diretto volere di Price e Bateman, che volevano avere a tutti i costi l'attrice in questo ruolo.

The Outsider è insomma l'ennesima produzione di rilievo della HBO a cui è bene accostarsi con fiducia e pazienza, consapevoli di potersi ritrovare davanti a una delle migliori novità dell'anno. Ci preme comunque sottolineare che la linearità della narrazione e della realtà dovrà per forza fare i conti con l'elemento fantastico alla King negli ultimi 4 episodi, che proprio nei finali esplode in tutta la sua potenza e inghiotte completamente il resto. Vedremo come Price sia riuscito a gestire con competenza anche questa sfida, così da poter sentenziare la bontà definitiva di una miniserie accattivante e davvero imperdibile.

The Outsider - Stephen King The Outsider è una serie di grande impatto crime e drammatico grazie al talento di Richard Price e Jason Bateman, grandi storyteller del piccolo schermo. Prendendo parte delle vibrazioni di The Night Of o True Detective, qualche frammento da The Killing, una manciata di Ozark e le sensibilità fantasy-thriller del Re dell'Orrore, il team creativo è riuscito a confezionare un prodotto estremamente appassionante, curato in ogni dettaglio e con un look volutamente asettico e angosciante. Il cast è ottimo, da un superlativo Ben Mendelsohn e una sempre più brava Cynthia Erivo, ulteriori segno di grande impegno e cuore per una delle migliori trasposizioni televisive dell'anno.