The Society: un primo sguardo alla nuova serie Netflix

Lo sceneggiatore Christopher Keyser torna sul piccolo schermo, grazie a Netflix, con un nuovo progetto in chiave teen.

first look The Society: un primo sguardo alla nuova serie Netflix
Articolo a cura di

Il 12 settembre 1994 debuttò su Fox la serie Party of Five (Cinque in famiglia in italiano), a cura degli sceneggiatori Christopher Keyser e Amy Lippman. Un dramma solido e apprezzato da critica e pubblico, che fece anche da piattaforma di lancio per i percorsi professionali di Matthew Fox (Lost) e Neve Campbell (Scream). Col passare degli anni i due sceneggiatori hanno cominciato a lavorare separatamente, ed è in solitario che Keyser, a venticinque anni dal suo primo successo seriale, torna sul piccolo schermo grazie a Netflix. Siamo sempre in territorio giovane, con dei protagonisti costretti a diventare improvvisamente adulti, ma il contesto è decisamente più sinistro, accostabile a storie di genere. Parliamo, ovviamente, di The Society, nuovo progetto in dieci parti a cura di Keyser.

Dove sono finiti tutti?


Il primo episodio, scritto da Keyser e diretto da Marc Webb (500 giorni insieme, The Amazing Spider-Man), si intitola "What Happened". Un'apertura equamente suddivisa tra allegria e terrore, con diversi giovani (tra cui Kathryn Newton, attualmente nelle sale in Detective Pikachu) che fanno baldoria in assenza dei genitori, salvo poi dover fare i conti con una dura, inattesa realtà il giorno dopo, quando l'intera popolazione adulta sembra sparire senza lasciare traccia.

Un mistero presumibilmente avvolto in un alone di paranormale, ma che nella prima ora, sfruttando le migliori doti registiche di Webb (il quale in televisione si è fatto notare anche con il pilot di Crazy Ex-Girlfriend), cede lo spazio necessario alle interazioni tra i giovani protagonisti. Paranoie e insicurezze si fanno avanti tra dialoghi e sguardi che danno allo show un'identità tematica e visiva molto classica (dieci anni fa l'avremmo sicuramente visto nel palinsesto della CW), ma non per questo priva di interesse.
Resta da vedere se lo stile di Keyser, tradizionalmente associato a storie più contenute e autoconclusive, con gli archi dei singoli personaggi ben definiti già nella puntata inaugurale, sarà compatibile con la formula netflixiana del binge-watching, e se il mistero della premessa abbia abbastanza carne al fuoco da giustificare dieci episodi, o di più qualora si decidesse di andare oltre questo primo squarcio di una nuova società. A giudicare dal primo episodio, l'ostacolo principale sarà il solito: il rischio di anonimato generale nell'algoritmo di Netflix, in mezzo ad altri prodotti dalla premessa o dal look simile.