The Walking Dead 8x01: Guerra Aperta, uno sguardo al primo episodio

La serie zombie torna con un ottavo ciclo, inaugurato dall'attesissimo centesimo episodio, con un occhio rivolto verso il futuro.

first look The Walking Dead 8x01: Guerra Aperta, uno sguardo al primo episodio
Articolo a cura di

Mercy, il primo episodio dell'ottava stagione di The Walking Dead, e centesimo capitolo della serie tout court, si chiude con una doppia dedica nei titoli di coda, allo stuntman John Bernecker, morto durante le riprese, e al cineasta George Romero.
Quest'ultima scritta ha un che di involontariamente beffardo: se da un lato l'influenza dell'autore de La notte dei morti viventi è innegabile (a cominciare dall'estetica monocromatica del fumetto originale, un chiaro omaggio al padre degli zombie cinematografici come li conosciamo oggi), dall'altro lo stesso Romero, stroncato da un tumore ai polmoni lo scorso luglio, difficilmente apprezzerebbe il fatto di essere ricordato da un programma di cui è sempre stato apertamente un detrattore, criticando soprattutto la scarsa importanza dei morti viventi nella struttura da soap opera della serie. Siamo effettivamente lontani anni luce dalle considerazioni sulla società che il regista di Pittsburgh portava sullo schermo con i suoi amati zombie, ma anche dalle intenzioni originarie dello show sotto l'egida di Frank Darabont, che ormai hanno ceduto il posto a una formula basata sulla ripetizione costante.
Questo centesimo episodio, che secondo le dichiarazioni dello showrunner Scott M. Gimple pone le basi per i prossimi cento (presupponendo quindi che la serie duri almeno fino alla quindicesima stagione), dovrebbe in teoria rimescolare un po' le carte, ma dopo la delusione legata all'altra grande promessa, ossia Negan, è difficile non avvicinarsi a questa nuova apertura di stagione con un minimo di scetticismo.

Scontro a quattro

Eccoci dunque al cospetto di tre gruppi - quello di Rick, quello di Maggie e quello di Ezekiel - schierati contro Negan, con l'intenzione di invadere la sua roccaforte e sterminare la sua armata una volta per tutte. Il tutto gestito registicamente da Greg Nicotero, storico creatore degli effetti speciali pratici e del look degli zombie nonché produttore esecutivo della serie.

In mano a lui lo scontro è effettivamente spettacolare, ma anche annacquato da un ritmo discontinuo che, tra conversazioni trite e ritrite e visioni del futuro che stonano in più di un modo con il presente (soprattutto per la scelta infelice di una canzone di Weird Al Yankovic come accompagnamento musicale), rimuove una parte non indifferente dell'impatto viscerale che questa guerra più volte rimandata vorrebbe avere. E questo senza dimenticare il problema sempiterno legato a Negan, intrappolato in un circolo vizioso di scrittura che non può renderlo troppo minaccioso e quindi lo riduce a macchietta, come ci ricorda la parte finale dell'episodio. Se questo è veramente il preludio ai prossimi cento capitoli dello show, i motivi per preoccuparsi rischiano di aumentare.