Timeless: prime impressioni sulla seconda stagione

La serie fantascientifica della NBC torna con nuove avventure, grazie alla decisione di revocare la cancellazione lo scorso anno.

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È stato uno dei piccoli casi televisivi un anno fa: Timeless, serie della NBC incentrata sui viaggi nel tempo e nata dalla collaborazione fra Eric Kripke (Supernatural) e Shawn Ryan (The Shield), dopo la prima stagione è stata cancellata. O almeno così sembrava, perché pochi giorni dopo la notizia, grazie a nuove trattative fra il network e la casa di produzione Sony Pictures Television, è stata annunciata la realizzazione di un secondo ciclo di episodi, una grazia inattesa per un prodotto che, nonostante gli inizi un po' schematici e gli ascolti non entusiasmanti, aveva tutte le carte in regola per continuare in modo promettente. Questo soprattutto dopo il cliffhanger conclusivo, che rovesciava tutto quello che pensavamo della premessa e poneva le basi per una continuazione incentrata maggiormente sull'elemento personale, sfruttando ancora di più il fattore di maggiore successo, ossia l'alchimia tra gli interpreti principali Abigail Spencer, Malcolm Barrett e Matt Lanter. E così ci troviamo davanti a un ritorno che ha un che di miracoloso, e mantiene le promesse dell'ultimo episodio andato in onda lo scorso anno: la Rittenhouse ha trionfato (o almeno così sembra), e il trio centrale non è più lo stesso.

Madri e figlie

Sono passate sei settimane dalla distruzione di Mason Industries e Lucy Preston (Spencer) ha accettato di lavorare con la madre (Susanna Thompson), che ha rivelato di essere al soldo di coloro che vogliono alterare il passato. Insieme alla misteriosa Emma (Annie Wersching) si recano nel 1918, dove la missione di turno vanta anche la partecipazione di Marie Curie, ma qui non si tratta di una storia elementare elevata dalla presenza del personaggio storico della settimana, come capitava più di una volta nella stagione precedente. In questa sede la posizione centrale la occupano il rapporto umano tra i personaggi, consolidatosi nel corso degli episodi passati, e una trama orizzontale che ha finalmente il giusto spazio per respirare ed evolvere a proprio piacimento, senza sottostare per forza alle regole del network (pur trattandosi di una season premiere che va in onda a oltre un anno dalla conclusione del ciclo precedente, non vi è alcuna logica da "secondo pilot" nel tentativo di conquistare nuovi spettatori). Saltando tra epoche e realtà si aprono nuovi scenari che vanno oltre il "caso" settimanale, giustificando la fede inaspettata che emittente e casa di produzione hanno avuto nel progetto resuscitato. A questo punto, indovinare dove - e quando - possa andare a parare la serie è davvero tutto da scoprire.