Titans: prime impressioni sulla nuova serie targata DC Comics

Arriva su Netflix la prima stagione della nuova serie supereroistica, con protagonista un Robin più cupo e maturo.

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L'adolescente Rachel Roth, dotata di poteri telecinetici, è costretta a fuggire dopo l'omicidio della madre, cercando la salvezza nella città di Detroit. Altrove, Kory Anders si sveglia dopo un incidente automobilistico, priva di ricordi. Le loro strade incroceranno quella di un poliziotto di Detroit: Dick Grayson, trasferitosi da Gotham City dopo aver tagliato i ponti con Bruce Wayne/Batman. Il passato però non demorde, e di notte Dick sorveglia le strade indossando ancora il costume di Robin e adottando metodi poco ortodossi per assicurare la giustizia...

Poco Teen, molto Titan


Chi conosce i fumetti della DC Comics avrà sentito parlare dei Teen Titans, versione "giovanile" della Justice League solitamente guidata da Robin e composta per lo più da chi funge da spalla agli eroi adulti, tra cui Impulse (nipote di Flash), Aqualad (pupillo di Aquaman) e Wonder Girl (discepola di Wonder Woman). Sullo schermo i giovani eroi sono noti soprattutto come protagonisti di due serie animate, Teen Titans (2003-2006) e Teen Titans Go! (2013-presente), quest'ultima dotata anche di uno spin-off cinematografico. Due incarnazioni molto diverse, ma accomunate da uno spirito avventuroso e un target tutto sommato giovane. Ben diverso è il discorso per Titans, l'adattamento live-action che negli Stati Uniti ha inaugurato la nuova piattaforma di streaming della DC, mentre in Europa è ora disponibile su Netflix. Già togliendo la parola teen dal titolo era intuibile che il pubblico di riferimento sarebbe stato un altro, e questo anche rispetto ad altre serie attualmente in onda: nonostante la firma dei soliti Greg Berlanti e Geoff Johns, che hanno sviluppato il progetto insieme ad Akiva Goldsman, siamo lontani dai fasti dell'Arrowverse, di cui Titans non fa ufficialmente parte. Questo è un mondo brutale, dal tono adulto, a volte forse anche troppo, come si può evincere dalla battuta che ha lasciato il segno già in occasione dei primi trailer.

"Fuck Batman"

Con questaa frase si presenta il Robin interpretato da Brenton Thwaites (Pirati dei Caraibi: la vendetta di Salazar). È un Dick Grayson cresciuto, disilluso e desideroso di staccarsi dal mondo violento del suo mentore, cosa più facile a dirsi che a farsi poiché la frase incriminata (scritta soprattutto per ribadire che il vigilante di Gotham non avrà una vera presenza fisica nella serie) viene detta dopo che Dick ha riempito di botte un gruppo di criminali. Un approccio in parte straniante ma anche affascinante, nonché un test della pazienza dello spettatore poiché, malgrado il titolo dello show, il primo episodio non mostra la squadra al completo e si concentra soprattutto su Dick e Rachel, due persone in fuga che si ritrovano nuovamente al centro di eventi violenti.

Il loro è un mondo sporco e notturno, dove si muore anche in modo particolarmente brutale (la lontananza da canali televisivi tradizionali aggira eventuali problemi di censura), ed è legittimo interrogarsi su quella che, a prima vista, può sembrare una deviazione eccessivamente dark dalle atmosfere tradizionali del fumetto, con tanto di regia affidata a un cineasta horror - Brad Anderson - per i primi due episodi (su undici). Si tratta comunque di un inizio mediamente interessante, anche se il fattore Netflix sminuisce un po' l'impatto che lo show ha avuto sul piano della distribuzione in patria.