Uno sguardo alla Stagione 1 di Utopia

5 ragazzi, grazie a una graphic novel, si trovano coinvolti in un intrigo di livello planetario

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Cosa accomuna un giovane informatico, una studentessa di medicina, un paranoico con la fissa della cospirazione e un teppistello delle scuole medie? Semplice: essere finiti all'interno di un gioco più grande di loro, diventando così le nuove potenziali vittime di una coppia di sicari professionisti.

Utopia

Che cos'è Utopia? Essenzialmente una Graphic Novel di un certo Mark Dane, uno schizofrenico paranoide morto suicida in una clinica psichiatrica. All'interno della Graphic Novel uno scienziato fa un patto con il diavolo (un ibrido umano-animale dalle fattezze simili a quelle di un coniglio) per ottenere la conoscenza assoluta e rivela così al mondo alcune delle più grandi cospirazioni della storia dell'umanità. La trama descritta da Dane diventa ben presto un cult tra gli appassionati che si incontrano su Internet per scambiarsi idee e pareri. Tutto questo non sarebbe niente di particolare se a un certo punto non saltasse fuori anche la seconda parte di Utopia e se, contemporaneamente, non comparissero due killer pronti a uccidere chiunque pur di entrarne in possesso. E se le cospirazioni e i segreti che Mark Dane ha descritto nella sua Utopia fossero veri? E se la seconda parte di Utopia potesse rivelare al mondo intero i torbidi intrighi che vengono scavati all'interno delle stanze del potere? Inizia così un gioco al massacro, nel quale le parti si confondono e diventa difficile capire da che parte stare. Tra multinazionali farmaceutiche, mafia russa, malattie infettive su larga scala, sicari (mandati da chi non si sa) e le vite andate a piedi all'aria di cinque ragazzi che si sono conosciuti su un forum, si innesca una serie di eventi macchiati di sangue.

Quel che (non) viene detto e come viene detto

La scelta degli sceneggiatori per questo pilot è semplice ma funzionale: dire poco e incuriosire molto. Congiure, complotti e cospirazioni sono sempre ben accetti dal pubblico che in genere si lascia coinvolgere dai voli pindarici degli sceneggiatori. Buttare così tanta carne sul fuoco non può quindi che stimolare l'appetito dei più, ma, d'altro canto, non sarà nemmeno semplice rispondere in maniera convincente a così tante domande intrinsecamente poste.
Quello che è certo invece è che Utopia, come molti serial inglesi, ha un occhio particolare per la fotografia e per i colori. Un po' come per Misfits, dove a dominare erano però le tinte scure, in Utopia i colori acidi la fanno da padrona, rendendo le scenografie sempre di buon impatto. Sembra essere stato fatto anche un gran lavoro sia per la caratterizzazione dei personaggi (dove l'unico che non ci ha convinto appieno è proprio quel Nathan Stewart-Jarrett che avevamo imparato a conoscere in Misfits), sia per la colonna sonora, piacevole e mai invasiva anche se talvolta anonima.

Utopia - Stagione 1 La prima puntata di questo serial butta le basi per qualcosa di davvero promettente. Una trama ricca, fortemente orizzontale, dai toni talvolta comici, talvolta truci, e che lascia intravedere un disegno ampio e complesso alle proprie spalle. L’unico problema che potrebbe sorgere è quello di mantenere questa fumosità iniziale troppo a lungo: far capire poco di quello che succede alla prima puntata può essere una grande idea; dire poco nell’arco di tutte e sei le puntate previste significherebbe mandare a rotoli l’intero progetto.