Utopia, prime impressioni: il remake targato Amazon è all'altezza?

Gli episodi iniziali del remake di Utopia perdono lo smalto della produzione originale, privandola di quelle qualità che l'avevano resa grande.

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Nel 2013 non erano in molti a conoscere Utopia, la serie di Dennis Kelly che aveva appena debuttato su Channel 4 con i sei episodi della prima stagione. Ben presto però questa serie avrebbe goduto della fama di cult, soprattutto in seguito all'inaspettata cancellazione dopo la seconda stagione. L'idea di un remake di Utopia iniziò a circolare già da quegli anni e le speranze dei fan trovarono un'insperata ancora di salvezza in HBO e David Fincher, il cui progetto di remake si scontrò però con screzi relativi al budget di produzione.

Ad affiancare Fincher alla sceneggiatura ci sarebbe stata Gillian Flynn (Sharp Objects, Gone Girl), che continuò a sviluppare gli script per anni, fino al decisivo pitch con Amazon, che commissionò la serie. Ora che questa nuova versione di Utopia è uscita su Prime Video è il caso di riportarvi le nostre prime impressioni su quella che è di fatto una delle più attese uscite Amazon di ottobre. Ma non è tutto oro quel che luccica.

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I remake non sono mai facili da realizzare e spesso nemmeno da digerire. La Utopia di Dennis Kelly era una serie fresca, dall'estetica accattivante e pervasa in diversi frangenti da un sottile humor inglese. La storia di un gruppo di ragazzi che entra in possesso delle tavole originali del seguito inedito di un fumetto che anticipa le epidemie e i grandi disastri della contemporaneità, in fuga da spietate forze antagoniste che puntano a mettere le mani sull'opera, aveva affascinato e colpito il pubblico inglese prima, quello internazionale poi, pur creando diverse controversie relative all'elevata dose di violenza che scorreva tra i fotogrammi. Se la serie inglese poteva contare su una scrittura sfaccettata dei personaggi e su uno stile dinamico e allo stesso tempo perturbante, la stessa cosa non si può dire del remake, per lo meno basandoci sui primi episodi visti in anteprima.

Togliamo subito l'elefante dalla stanza: sì, il remake di Utopia contiene per ora gli snodi fondamentali di trama della serie originale, pur modificandone in parte la struttura narrativa. Quello che cambia a livello di scrittura è il lavoro sui personaggi, che vengono in gran parte omologati tra loro, nel caso del gruppo di ragazzi protagonisti. La chiave complottista che era la cifra originaria di Wilson Wilson viene qui espansa al quadrato e applicata su livelli differenti a tutti i protagonisti.

Laddove originariamente c'era un percorso di scoperta e di accettazione che vedeva proprio in Wilson Wilson - che rimane il personaggio più interessante ad ora - l'involontario catalizzatore degli eventi, i personaggi di questo remake di Utopia si presentano come le pallide ombre dei loro omonimi inglesi, svuotati di una caratterizzazione che si era rivelata vincente ai tempi e appiattiti in una versione mainstream e patinata di se stessi.

Più interessante il lavoro sugli antagonisti, merito anche di interpretazioni più solide e di una scrittura più in sintonia con l'opera originaria, oltre ad un casting azzeccato. Resta l'incognita John Cusack, che per ora non entusiasma, ma che potrebbe risultare un valore aggiunto nel prosieguo della narrazione.

Distopia

Fare uscire nel 2020 una serie che parla di epidemie, cospirazioni ed intrighi politici potrebbe rivelarsi un'arma a doppio taglio, soprattutto per quell'America che sta vivendo sulla propria pelle le conseguenze della disinformazione e della cattiva amministrazione spacciata ai cittadini come difesa della propria identità. Sta di fatto che non è questo a diminuire la portata di una serie come Utopia, ma forse l'essere arrivata fuori tempo massimo ne inficia senza dubbio l'impatto. In questi ultimi anni, e soprattutto negli ultimi mesi, abbiamo imparato a fare i conti con fake news, contagi, morti e restrizioni; siamo arrivati ad un punto in cui la realtà ha superato la fantasia e una narrazione indebolita e appiattita come quella di questo remake non è certo un valore aggiunto sulla scala dell'intrattenimento per un pubblico che sta cambiando anche nelle prospettive.

Da un punto di vista squisitamente tecnico, il remake Amazon è un clamoroso downgrade della serie originale. Laddove la regia di Marc Munden sperimentava nella gestione dello spazio e dei colori, avvalendosi di lunghezze focali estreme e giocando con la palette Technicolor in un processo che trovava fondamento stesso nel concept della serie, su Prime Video ci troviamo di fronte a colori desaturati, a contrasti sfumati, ad una palette scialba quanto la regia, che in pochissime occasioni mostra di divertirsi e di sfogarsi creativamente con il materiale a sua disposizione.

Insomma, questi primi episodi di Utopia non rendono affatto giustizia al materiale d'origine e il sospetto nemmeno troppo velato è che, se le premesse sono queste, i capitoli successivi faticheranno a sorprendere o per lo meno a fidelizzare lo spettatore.

Utopia Remake - Stagione 1 Le prime impressioni sul remake made in Amazon di Utopia non sono per nulla confortanti. Viene in gran parte tradito lo spirito originario del racconto, appiattito nel suo sviluppo e nella resa dei personaggi, sebbene gli snodi fondamentali della trama siano ancora gli stessi. Laddove Utopia 2013 doveva gran parte della sua identità allo stile colorato e irriverente che la caratterizzava, la serie di Gillian Flynn smorza la palette dei colori e la regia, trasformando questo remake in un prodotto nella norma, che non sfigura nel catalogo, ma che nemmeno brilla di luce propria. Diciamo che se Amazon avesse deciso di aggiungere la serie originale a Prime Video, quest'ultima avrebbe senza dubbio fatto sfigurare