Warrior 2: vecchie alleanze e nuovi scontri su Sky

Ritornano gli scontri brutali di Warrior, in una San Francisco insanguinata, dove la corruzione e le guerre tra clan continuano senza sosta.

Warrior 2: vecchie alleanze e nuovi scontri su Sky
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Le uscite Sky e Now di aprile 2021 vanno ad infoltire un'offerta già ricca, portandoci dentro storie e avventure che promettono una primavera coi fiocchi. Ma gli ultimi giorni di marzo ci hanno regalato un'altra serie che è irrotta sullo schermo: Warrior. E dopo avervi portati nel Montana con la nostra recensione di Yellowstone 3, ora cercheremo di trasportarvi a San Francisco, dove seguiremo la lotta di Ah Sahm (interpretato da Andrew Koji). Dopo aver visto i primi due episodi di Warrior 2, ecco cosa pensiamo di questo ritorno che sembra proseguire sulla falsariga del precedente ciclo di episodi.

Ogni pezzo al suo posto

L'arena è gremita e sporca, le scommesse sono partite e il sangue cola dal pugno stretto di Ah Sahm. Davanti a lui si staglia la figura di un energumeno deciso a spezzarlo, ma come spesso accade, più sono grossi più fanno rumore quando cadono. Una volta finito lo scontro, Ah Sahm se ne va, ma la sua lotta è appena iniziata. Questo è l'inizio della seconda stagione di Warrior, che riparte esattamente com'era finita, tra lotte, scontri tra gang criminali, e lo sporco delle strade della città, nella San Francisco del 1878, dove la corruzione dilaga.

In questi due episodi iniziali continua la lotta tra le Tong cinesi, mentre la comunità irlandese cerca di fare pressioni per riprendere la sua leadership. In tutto questo, il nostro Ah Sahm lavora ancora una volta per la Hop Wei, una delle Tong più potenti della città, nonostante quanto successo nel finale della tornata di episodi precedenti. Ritroviamo quindi il nostro protagonista in una situazione simile a quella vista nella prima season, mentre la Hop Wei tenta di risollevarsi dopo la presa di potere del clan rivale, i Long Zii.

In questa ripartenza di Warrior, tra uno scontro e l'altro vengono poste soprattutto le basi per uno sviluppo successivo, riportandoci a seguire le varie fazioni in campo che iniziano a muovere le proprie pedine sulla scacchiera, tra nuove alleanze in costruzione e tradimenti pronti a scattare. Nello specifico ritroviamo il capo del clan irlandese Dylan Leary (Dean Jagger), la velenosa testa della tong dei Long Zii Mai Ling (Dianne Doan), e l'irascibile Young Jun (Jason Tobin). In queste battute iniziali ognuno di loro sembra percorrere una strada precisa, e in questo senso vengono fatte le prime mosse che portano ad un secondo episodio segnato da un finale esplosivo. Tutto questo, in attesa di vedere cosa accadrà nel resto della stagione, che siamo sicuri avrà in serbo molto altro.

Tra conferme e nuovi sviluppi

La serie creata da Jonathan Tropper e Justin Lin, come avrete capito da quanto scritto in precedenza, prova a partire col botto, puntando nuovamente su quelli che erano i punti di forza della prima season. Quello che ne consegue è un ritmo piacevole contornato da scontri rapidi e ben coreografati, riportandoci dentro lotte violente che riescono ad intrattenere. Riguardo la trama principale, questa ancora è nelle sue fasi iniziali, e non possiamo esprimere un giudizio definitivo. Per il momento, è chiaro che gli showrunner stanno puntando a preparare il terreno anche se, vista la presenza di dieci episodi, forse questa scelta può diventare rischiosa e alla lunga stancante.

Analizzando gli aspetti positivi possiamo dire che la scrittura dei personaggi, pur non brillando, è coerente con quanto abbiamo visto in precedenza, caratterizzando in modo preciso i volti principali. Sotto questo aspetto, da segnalare che in questa seconda stagione sembra si voglia dedicare maggiore spazio anche ai personaggi secondari, arricchendo il contesto e creando nuove opportunità. Sul versante tecnico della produzione la regia vive di alti e bassi, alternando ottimi scontri a scelte discutibili che non sempre sembrano azzeccate. Infine, per quanto riguarda l'ambientazione, ritroviamo San Francisco esattamente come l'avevamo lasciata nel finale di stagione precedente, caratterizzata dai tratti distintivi del periodo storico preso in considerazione.

Analizzando i primi due episodi di Warrior 2 possiamo dire che la serie mostra i muscoli in diverse situazioni, ma c'è sicuramente spazio per migliorare in altri aspetti. La storia principale mette in campo tanta carne al fuoco, ma per esprimere un giudizio non possiamo che aspettare di vedere come il tutto si svilupperà nel resto della stagione, sperando che si lasci spazio anche allo sviluppo di trame e personaggi secondari che nella prima season erano appena abbozzati. Nel complesso, sembra che Warrior sia partita bene mettendo le basi per sviluppi interessanti intrecciati a tematiche politiche tutt'oggi rilevanti e, per il momento, non possiamo che consigliare la serie a tutti quelli che avevano già apprezzato il primo ciclo di episodi.

Warrior - Bruce Lee inspired series Se la storia ancora deve decollare, l'azione sicuramente non manca, confermandosi il vero punto di forza di Warrior. L'inizio di questa seconda tornata di episodi è promettente, ma sarà importante capire come verrà sviluppata la vicenda principale, che ad ora non ha riservato grandi sorprese.