What We Do in the Shadows 2: torna la serie che unisce vampiri e comicità

Dopo una prima spassosa stagione, tornano i vampiri più buffi di sempre, con nuove strampalate avventure e una nuova minaccia!

first look What We Do in the Shadows 2: torna la serie che unisce vampiri e comicità
Articolo a cura di

Film e serie tv ci hanno abituati a vedere i vampiri come mostri assetati di sangue - o come affascinanti rubacuori -, ma c'è una versione ancora poco esplorata e altrettanto intrigante. What We Do in the Shadows ha scelto la via della comicità presentandoci - in una prima stagione davvero ben riuscita - un gruppo di vampiri tutt'altro che spaventosi. Costretti a vivere in un Paese che non è il loro e in un'epoca storica nella quale faticano ad integrarsi, Nandor, Laszlo, Nadja e Colin tornano per una seconda stagione, accompagnati dal fido famiglio Guillermo. What We Do in the Shadows rappresenta senz'altro una delle più succose uscite Sky di maggio e, dopo aver visto i primi due episodi, possiamo finalmente riportarvi le nostre impressioni!

Una nuova minaccia tra i protagonisti?

Creata da Jemaine Clement e Taika Waititi, What We Do in the Shadows è lo spin-off (assieme alla serie Wellington Paranormal) del film Vita da Vampiro del 2014, nel quale sono gli stessi Waititi e Clement a recitare nei panni dei vampiri protagonisti. Dopo un'ottima prima stagione, capace di presentare i vampiri in una veste sia tradizionale che moderna, la serie propone agli spettatori nuove avventure, una più buffa dell'altra, nelle quali i secolari vampiri Nandor, Laszlo, Nadja e il vampiro psichico Colin Robinson - trovata geniale della prima stagione - devono fare i conti con le insidie moderne. La serie, nuovamente strutturata su singoli episodi di "vita quotidiana", deve la propria comicità ai continui tentativi dei suoi protagonisti di mescolarsi alla realtà umana, tra convenzioni sociali sconosciute e abitudini moderne incomprensibili. Accanto a questi eventi What We Do in the Shadows segue anche una trama orizzontale, che prosegue gli avvenimenti della prima stagione e sembra coinvolgere il famiglio di Nandor (Kayvan Novak), Guillermo (Harvey Guillén).

Il giovane, desideroso di diventare un vampiro, proprio come il suo idolo di Intervista con il vampiro, è molto affezionato al padrone Nandor, ma viene preso poco in considerazione dai vampiri. Dopo aver scoperto, nella scorsa stagione, di essere un discendente di Van Helsing, Guillermo inizia a sospettare che il suo destino sia proprio uccidere i vampiri.

Questo inaspettato colpo di scena, affrontato nei primi due episodi di What We Do in the Shadows, permette alla serie di svilupparsi su una nuova interessante trama principale, mai uguale a se stessa, se non per quanto riguarda lo stile fresco e ironico. Il dramma interiore di Guillermo sembra essere il tema principale di questa stagione e fa intendere che ci sia una nuova minaccia tra i vampiri.

Il famiglio umano, per forza di cose il meno bizzarro tra i protagonisti, ha finalmente l'occasione di crescere come personaggio e di sviluppare una storia autonoma, che potrebbe dare molte soddisfazioni nel corso della stagione. Guillermo seguirà davvero il proprio destino di cacciatore di vampiri o lo rinnegherà? Non resta che divorare tutte le dieci puntate per scoprirlo!

Accanto alla vicenda del famiglio, sempre più vicino alle proprie origini, non mancano le avventure che già nella prima stagione hanno fatto ridere gli spettatori. Nandor, Nadja, Laszlo e Colin Robinson si affannano nuovamente per fare i conti con la realtà di tutti i giorni. Nei primi due episodi, in particolare, affrontano un bizzarro zombie (interpretato dalla guest star Haley Joel Osment) e scoprono l'esistenza dei fantasmi. Non sono dunque solo i vampiri ad essere al centro della serie, ma una realtà sfaccettata che intreccia sapientemente mondo umano e mondo soprannaturale, per dare vita ad avventure assurde caratterizzate dall'irresistibile comicità di Waititi e Clement.

Antichi vampiri in una realtà sconosciuta: un paradigma che torna ad essere vincente!

Come in Vita da Vampiro e nella prima stagione di What We Do in the Shadows è l'equilibrio tra l'inquietante mondo vampiresco e la normalità ad essere protagonista di questa seconda stagione, nonché fulcro della comicità dei suoi creatori. La serie punta tutto sugli opposti, per creare un'ironia spiazzante, nella quale è impossibile non riconoscersi in qualche modo, per quanto irrealistica sia la trama. Abbiamo a che fare con dei vampiri secolari, è vero, ma ogni puntata ce li presenta quasi come individui comuni. Nandor è il più sanguinario tra tutti, un vampiro ottomano dai tratti molto simili a Dracula. Risulta però tenero quando si entusiasma per le piccole cose di tutti i giorni in un atteggiamento che mette quasi in ridicolo la sua fama di antico devastatore; come dimenticare l'ambizione di brillare come i vampiri di Twilight, grazie ai glitter, nel corso della prima stagione o l'interesse per i portachiavi a forma di targhetta con il nome, in questo primo episodio.

Nadja e Laszlo (Natasia Demetriou e Matt Berry) sono sposati da molto tempo e presentano i tipici problemi coniugali degli umani, conditi da affascinanti questioni soprannaturali, ma comunque incredibilmente realistiche. Colin Robinson (Mark Proksch) sembra incarnare quell'amico che annoia tutti quando parla, dote che sfrutta per nutrirsi delle energie degli altri, ma che lo rende quasi il più normale tra i protagonisti.

Questo buffo gruppetto di succhiasangue (ed energia) vive ancora in un'antica villa dall'aspetto lugubre, veste con gli abiti d'epoca e parla come se ancora si trovasse nel passato, ma ha ormai dovuto dimenticare i fasti del loro mondo perduto. Inseriti in una realtà fin troppo normale, Nandor, Nadja, Laszlo e Colin non possono che risultare comici.

Vita da vampiro - What We Do in the Shadows In questi due primi episodi non sono mancati i momenti divertenti. La prima puntata, seppure un po' sottotono, ha permesso a Guillermo di avvicinarsi ancora di più alle proprie capacità di cacciatore di vampiri, mentre la seconda si è allineata nuovamente alla spontanea comicità della prima stagione, introducendo l'esistenza dei fantasmi dei protagonisti, legati al mondo terreno da questioni in sospeso. In questo esordio il fattore comico non è ancora stato spinto al massimo delle potenzialità, ma What We Do in the Shadows potrebbe riservare molte piacevoli sorprese, proprio com'è avvenuto in una prima stagione davvero divertente!