Y L'Ultimo Uomo, Prime Impressioni: un mondo di sole donne su Disney+

Qualcosa ha cancellato dalla faccia del pianeta tutti gli uomini e ora il mondo è in mano alle donne. Ma la speranza è nell'unico maschio sopravvissuto.

Y L'Ultimo Uomo, Prime Impressioni: un mondo di sole donne su Disney+
Articolo a cura di

Le novità Disney+ di settembre 2021 si apprestano a regalarci una nuova serie di genere post apocalittico che potrebbe tenerci compagnia nei prossimi anni, dopo che il countdown per The Walking Dead ci condurrà volenti o nolenti per l'ultima volta d'innanzi ai titoli di coda. E le analogie non sono del tutto casuali. Y: L'Ultimo Uomo è infatti l'adattamento dell'omonimo fumetto di Brian K. Vaughan e Pia Guerra, uscito un anno prima di quello di Kirkman, e, al contrario del ben più fortunato zombie drama, è stato al centro di numerosi quanto infruttuosi tentativi di trasposizione nel corso degli anni.

Sotto la guida di Eliza Clark (Animal Kingdom) sembra che ora la serie abbia trovato la sua strada e il 22 settembre riusciremo finalmente a mettere mano sul nuovo progetto FX che racconta le dinamiche umane, politiche e sociali scatenate dall'improvvisa scomparsa di tutti gli umani portatori del cromosoma Y; in buona sostanza tutto il genere maschile. Abbiamo avuto l'occasione di assistere in anteprima ai primi tre episodi che andranno in onda su Disney+ all'uscita e che vedranno avvicendarsi i successivi a cadenza settimanale. Cosa dobbiamo aspettarci da questo nuovo show? Come sempre la risposta non può essere né netta né definitiva, ma sembra che l'ultimo uomo dovrà farne di strada per trovare la retta via.

Potere alle donne!

Yorick (Ben Schnetzer) e la sua scimmia Ampersand sono gli unici esseri viventi di genere maschile sopravvissuti alla fulminea dipartita di metà della popolazione planetaria. Sua madre Jennifer Brown (Diane Lane), membro del Congresso degli Stati Uniti, si ritrova a reggere il peso della presidenza dopo che la linea di successione è stata interamente sterminata e, di conseguenza, deve guidare una nazione di sole donne in un mondo che ha subito la stessa sorte.

Ad aiutarla ci sarà l'Agente 355 (Ashley Romans), un membro dei servizi segreti che risponde solo al Presidente in persona e che si imbarca nella missione più importante di tutte: scoprire perché Yorick e Ampersand siano gli unici maschi sopravvissuti, imbarcandosi insieme al ragazzo in un viaggio per gli Stati Uniti per far sì che il nostro non resti l'ultimo uomo sulla faccia della Terra. Come abbiamo visto, la premessa di Y: The Last Man è di quelle intriganti, potenzialmente esplosive sul piano drammaturgico, ma andiamo subito al nocciolo delle impressioni che hanno suscitato in noi questi primi episodi dello show, perché, paradossalmente, l'elemento peculiare di questa storia sembra essere al momento il meno rilevante all'interno dell'universo narrativo.

A partire dal prologo, nel quale colui che scopriremo essere effettivamente l'ultimo uomo rimasto sulla Terra si aggira per le strade desolate di New York disseminate di cadaveri con la sua scimmia, prima di catapultarci nel pre-apocalisse per fare la conoscenza dei restanti personaggi e delle dinamiche che li connettono. Una scena da manuale, che poco o nulla ci racconta dell'accattivante premise, se non di un contesto post apocalittico sovrapponibile ad innumerevoli altri visti nell'ultima decade. Nulla che abbia la capacità espositiva del superbo prologo di The Walking Dead, per restare nei termini del paragone iniziale.

Una premessa da non trascurare

In fin dei conti lo show FX dà tutta l'impressione di essere una storia che arriva quasi fuori tempo massimo, soprattutto perché passa i restanti primi episodi a costruire dinamiche che potrebbero essere tranquillamente intercambiabili con show simili, senza far emergere a dovere la peculiarità che dovrebbe rendere questo show unico; il fatto che ci troviamo in un mondo di sole donne e che, nonostante tutto, il mondo non è necessariamente un posto migliore, perché permangono i conflitti e le disparità al di là del genere.

Certo, a tal riguardo lo show FX fa qualche passo avanti rispetto al fumetto, risultando più inclusivo sulle tematiche transgender, che aggiungono un ulteriore spessore al contesto sociale di questo peculiare apocalisse. La storyline che però riesce per ora a cavalcare meglio le premesse dello show, in attesa del viaggio di Yorick e dell'Agente 355 per salvare l'umanità dall'estinzione, è quella tra Kimberly (Amber Tamblyn) la figlia del defunto presunto presidente degli USA, che ha perso marito, figli e potere in un solo colpo, e Jennifer, costretta a tenere nascosto il figlio sopravvissuto per evidenti ragioni.

Purtroppo, l'unico uomo della serie non riesce a trasmettere la gravitas del momento, al punto che la sua unica preoccupazione si rivela ritrovare la fidanzata. Diciamo che il lavoro di scrittura sui personaggi non è certo dei più riusciti, perché non coglie il ventaglio di opportunità offerte dallo show, al punto che anche nei frangenti più tragici e in quelli che dovrebbero richiamare l'empatia dello spettatore - come la parentesi al momento cristallizzata di Nora (Marin Ireland), l'ex addetto stampa del Presidente -, la sensazione è quella di stare osservando un curioso esperimento dalla dovuta distanza.

Il rischio concreto è quello di indulgere in alcuni dei difetti di semplificazione e appiattimento evidenziati in situazioni e serie simili (vi rimandiamo alla recensione di The Stand per farvi un'idea) e sarebbe un vero peccato. Speriamo che lo show trovi il coraggio di alzare la posta in gioco non solo sul piano survival, ma distinguendosi dalle altre serie che hanno avuto il vantaggio del tempo, giocando sui conflitti, sui temi e sui valori che rendono importante la sua premessa, ma anche sviluppando in maniera più dinamica con le varie linee narrative.

La speranza è quella di poter così uscire dall'impasse di un prologo troppo compassato e poco denso di emozioni. Soprattutto alla luce del fatto che la messinscena manifesta già un'indubbia qualità, affossata da qualche interpretazione (quella di Schnetzer in primis) sottotono, ma il motivo è da ricercarsi nei problemi di cui sopra.

Y: The Last Man Y: L'Ultimo Uomo non gioca benissimo le sue carte inziali. Sebbene l'ordito della trama sia alle prime battute, è evidente che il focus della serie debba ancora essere centrato per distaccarsi dalla miriade di show post apocalittici ai quali la serie FX assomiglia in questo momento. Confidiamo in un lavoro più approfondito sui personaggi, sui temi e sui valori che una società matriarcale potrebbe stimolare, e che la presenza di un'unica speranza contro l'estinzione dovrebbe generale in maniera assoluta e non fin troppo relativa come accade al momento.