Young Sheldon 1x01: Geni si nasce?

Il protagonista di The Big Bang Theory si sdoppia per questo prequel/spin-off che ne racconta le esperienze giovanili nel Texas....

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Mentre ci sono coloro che sostengono, e non proprio a torto, che The Big Bang Theory potrebbe anche giungere al termine (arrivati all'undicesima stagione, il pilota automatico è più o meno inevitabile), la CBS è visibilmente in disaccordo poiché la sitcom creata da Chuck Lorre e Bill Prady continua ad avere un pubblico fedelissimo, ancora innamorato delle disavventure quotidiane di Leonard, Penny, Bernadette, Howard, Raj, Amy e soprattutto Sheldon. E proprio l'insopportabilmente adorabile genio di origine texana è al centro del primo tentativo di espandere il fenomeno al di là della serie madre: Young Sheldon, un prequel il cui arrivo era facilmente intuibile, per quanto non totalmente ovvio (stando alle dichiarazioni dei diretti interessati, l'idea iniziale sarebbe venuta a Jim Parsons, interprete di Sheldon, anziché agli showrunner o al network). Eccoci quindi dinanzi all'infanzia del protagonista dall'intelletto prodigioso, in una serie che cerca comunque di discostarsi abbastanza dal format di The Big Bang Theory: non siamo più in California, bensì in Texas, e la struttura della sitcom classica con tre macchine da presa e pubblico presente in studio è stata sostituita dall'approccio più moderno a base di macchina singola e assenza di risate esterne. Una trasformazione per certi versi radicale, piuttosto inconsueta in materia di spin-off (l'esempio classico rimane Lou Grant, dramma di un'ora nato da una costola della sitcom The Mary Tyler Moore Show), con un lancio-evento che ha visto il primo episodio andare in onda il 25 settembre mentre il resto della serie debutterà il 2 novembre.

Tutto in famiglia

Traendo spunto dalle informazioni forniteci nello show principale, Young Sheldon mette in scena la famiglia Cooper al completo (o quasi, poiché nel pilot manca all'appello Annie Potts nei panni della nonna), puntando soprattutto sul carisma del giovanissimo Iain Armitage nel ruolo del futuro coinquilino di Leonard (con Parsons a fungere da narratore) e sulla verve comica di Zoe Perry che eredita la parte di Mary Cooper, interpretata nella serie originale dalla vera madre dell'attrice, Laurie Metcalf. Attorno a loro si crea quell'aria di familiarità che sicuramente attirerà i fan del personaggio principale, mentre le differenze formali tra questa serie e The Big Bang Theory dovrebbero far sì che, sempre secondo i diretti interessati, lo spin-off possa avere un'identità propria (soprattutto se continuerà ad andare in onda dopo la conclusione del genitore). Un intento lodevole, che lascia però qualche dubbio in questa prima sede poiché siamo al cospetto di una serie ibrida, alla ricerca di un proprio percorso narrativo ma allo stesso tempo legato a eventi e stilemi di quanto visto prima (con l'inconfondibile voce dello Sheldon adulto a ricordarci che abbiamo a che fare con un franchise e non un prodotto isolato). Viene quasi da pensare che il nuovo show sarebbe stato più interessante senza appartenere al brand di The Big Bang Theory, cosa che la serie stessa sembra voler confermare suggerendo che in questo contesto uno degli elementi più discussi dai fan - il presunto autismo di Sheldon, a cui Lorre e compagnia bella hanno più volte alluso negli episodi senza mai parlarne apertamente - potrebbe avere un ruolo esplicito...