Half season Hell on Wheels - Stagione 2

Ritorna il western Hell on Wheels: poche migliorie all'orizzonte

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Andata in onda tra il Novembre del 2011 e il Gennaio di quest'anno, Hell on Wheels raccontò dell'immane impresa di collegare tramite una linea ferroviaria la costa Atlantica e quella Pacifica degli Stati Uniti nei difficili anni che seguirono la Guerra di Secessione. Miscelando un western brutale e violento con la regia della serie The Walking Dead, il prodotto televisivo targato AMC riuscì a strappare un faticoso rinnovo. La seconda stagione non si è fatta attendere molto tant'è che la premiere è andata in onda durante il periodo vacanziero! Avevamo una sola richiesta per il prosieguo delle avventure di Cullen Bohannon e dell'imprenditore Thomas Durant: sviluppare una sceneggiatura capace di stuzzicarci costantemente, ricca di colpi di scena e di profonde immagini sulla dura vita di Frontiera. I nostri desideri sono stati esauditi?

Inarrestabile ferrovia

Cullen Bohannon ha militato nell'esercito sudista durante la Guerra Civile e per redimersi delle sue colpe ha lavorato come capo-cantiere alla costruzione della linea ferroviaria transcontinentale. Durante la prima stagione avevamo inoltre appreso che le sue ricerche sull'uomo (nordista) che assassinò sua moglie e suo figlio puntavano proprio nei cantieri ferroviari della ferrovia chiamata Hell on Wheels. Poi tale indagine mista alla vendetta si perse con il prosieguo delle puntate e sul finale di stagione avevano visto Bohannon lasciare il campo e darsi alla macchia.
Hell on Wheels - Stagione 2 comincia in maniera grandiosa con un assalto al treno delle paghe destinate agli operai della ferrovia, ordito nientemeno che dal signor Bohannon nel frattempo aggregatosi ad una banda di reietti sudisti. Sulle sue tracce viene posto Elam Ferguson, afroamericano ben noto agli spettatori della prima stagione e ora nel libro paga dell'impresario ferroviario Thomas Durant come responsabile dell'ordine del cantiere. La vita raminga da pistolero per Bohannon dura, però, appena due episodi: incarcerato in un forte federale, sarà poi rilasciato dietro cauzione pagata dallo stesso Durant in cambio del ritorno alla vecchia mansione là all'Hell on Wheels.
Tutto cambia affinchè nulla cambi. E in effetti dal terzo episodio in avanti gli eventi subiscono una decelerazione: a Bohannon e Ferguson si chiede di sedare piccole rivolte operaie causate dagli stessi motivi già sviscerati nella stagione precedente: colore della pelle e provenienza geografica.
Ben presto il percorso ferroviaria incappa in un terreno sacro per gli indiani Sioux, originando un conflitto armato tra i due schieramenti, ma anche questa trovata non riesce a catturare la nostra attenzione: i nativi americani sono dipinti semplicemente come IL nemico, ma non si conoscono né i nomi dei loro capi, né le motivazioni della loro strenua lotta contro il bianco che sopraggiunge a bordo del "cavallo di ferro". Nella passata stagione avevamo potuto toccare quasi con mano il dramma dei Cheyenne, indecisi su come rapportarsi con gli operai della ferrovia e sconsolati nel vedere un loro simile convertirsi al cristianesimo e abbandonare le tradizioni dei suoi antenati.

Da Hell on Wheels - Stagione 2 ci aspettavamo un ritmo migliore, una maggior grinta, anche un certo ardore nel proporre colpi di scena inaspettati. E invece da quanto visto fino ad ora sembra di trovarsi di fronte addirittura alla brutta copia della prima: di personaggi nuovi all'orizzonte non se ne sono visti, Bohannon si è nuovamente dimenticato della sua sete di vendetta, le minoranze afroamericane e indiane sono ora trattate con superficialità estrema. Essendo la seconda serie un sequel diretto della precedente stagione (nessun salto temporale per intenderci) molti personaggi risentono delle evoluzioni caratteriali apprezzate nel season finale; del nutrito cast gli unici che conoscono apprezzabili cambiamenti sono lo "svedese" Gundersen declassato da uomo di legge a becchino dopo una rivolta popolare contro i suoi metodi violenti e il reverendo Cole caduto in depressione e vittima costante dell'alcool tanto da aver abbandonato il ministero. La figlia Ruth e il Cheyenne Black Moon ora portano avanti la tenda-cappella, mentre meditano un matrimonio impossibile da accettare per la società americana. Non manca in Hell on Wheels - Stagione 2 una certa dose di violenza. Pugni che perforano lo sterno, colpi di pistola esplosi a bruciapelo, ranger crocifissi e epidermide scuoiata. Un vero toccasana per quanti apprezzano il West crudo, violento e perfino macabro, ben lontano dai toni idealizzati che è solito proporci la cinematografia a stelle e strisce.
Tuttavia l'ottima scenografia e fotografia, nonchè una discreta regia (più in forma nella precedente stagione) non sono sufficienti per sopperire a una sceneggiatura e a performance attoriali che fanno acqua da tutte le parti.

Hell on Wheels - Stagione 2 Hell on Wheels stenta a convincerci. Speravamo di trovare nuovi personaggi, nuove situazioni in cui calare i protagonisti, una sceneggiatura più brillante e invece niente di tutto questo è emerso nei primi episodi. Anzi si nota una vistosa involuzione in termini di risorse produttive e attoriali; le principali vicende vengono trattate con banalità e in maniera sbrigativa. Confidiamo in un miglior tenore qualitativo nella restante parte della stagione, magari proprio dallo scontro con gli indiani Sioux finora rimasto in secondo piano.

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