Half season Once Upon a Time - Stagione 3

La terza stagione prosegue in modo convincente, facendo prendere ai suoi protagonisti scelte importanti

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Il cambio di ambientazione ha giovato un po' a Once Upon A Time che, grazie ai nuovi episodi ambientati a Neverland, ritrova la sua originalità e la carica emotiva necessaria a non ripetersi e a non scivolare nella facile retorica, come accaduto in passato.
La scelta di dividere in due parti distinte la terza stagione sembra essersi rivelata vincente: la prima metà si è dimostrata compatta e senza troppe sbavature narrative, sfruttando bene Peter Pan, rivelatosi un cattivo interessante e dai segreti sorprendenti.

Henry è in pericolo

Henry (Jared Gilmore) è stato rapito e portato su Neverland per volere di Peter Pan (Robbie Kay), che afferma di volerne utilizzare il cuore per ripristinare la magia ormai in esaurimento.
Emma (Jennifer Morrison), Hook (Colin O'Donoghue), Snow (Ginnifer Goodwin), Charming (Josh Dallas), e Regina (Lana Parilla) devono affrontare il leader dell'isola per mettere in salvo il ragazzo prima che sia troppo tardi, mentre Rumplestiltksin (Robert Carlyle) conosce fin troppo bene il nemico che devono affrontare, a cui è legato da un segreto risalente alla sua infanzia.
Neal (Michael Raymond-James), viene intanto aiutato da Aurora (Sarah Bolger), Mulan (Jamie Chung) e Philip (Julian Morris), e trova il modo di raggiungere Neverland.
Henry, intanto, inizia a mettere in dubbio le sue certezze, la vita di Charming viene messa in pericolo, Hook viene sempre più attratto da Emma, Regina dimostra di essere disposta a tutto pur di riavere il figlio tra le proprie braccia e collabora con Rumplestiltksin, chiedendo persino l'aiuto di Ariel (JoAnna Garcia Swisher), o di Tinker Bell (Rose McIver), nonostante abbia rovinato la vita a entrambe.

Il cammino verso la redenzione

I nuovi episodi di Once Upon A Time sembrano essere stati costruiti sul concetto di redenzione e questo elemento viene sviluppato declinandolo in modo diverso per ogni personaggio. I flashback e gli eventi che si svolgono a Neverland raccontano i momenti che hanno rappresentato una svolta drammatica nella vita dei protagonisti: dai tentativi di Tinker Bell di essere una buona fata al rapporto tra Hook e suo fratello, fino alla scoperta di quanto accaduto tra Rumple e suo padre. Un episodio chiave del ciclo di puntate è stato, senza dubbio, Not Quite Ever After in cui si è ripercorsa l'adozione di Henry da parte di Regina, mostrandone il lato più umano e il suo bisogno di amore.
I piccoli tasselli rivelati episodio dopo episodio hanno permesso di arrivare agevolmente al confronto finale tra Peter e gli abitanti di Storybrooke, che ha chiuso definitivamente un capitolo della storia, scrivendo l'epilogo di molte linee narrative con un sacrificio materno un lieto fine che, come è stato sottolineato, nella vita reale non è quasi mai come ci si potrebbe aspettare.

Legami e amori ben costruiti

I legami emotivi tra i protagonisti sono stati esplorati con una certa attenzione sia dal punto di vista famigliare sia da quello più passionale, andando anche incontro alle richieste del pubblico che attendeva nuovi sviluppi tra Emma e Hook, personaggio dalla presenza troppo discontinua e poco incisiva nell'ultima metà della seconda stagione, nonostante l'evidente apprezzamento dei fan dello show.
Il triangolo sentimentale composto da Emma, il pirata e Neal, probabilmente verrà ulteriormente sviluppato, anche se non è poi così difficile capire per chi faranno il tifo i fan della serie, soprattutto dopo aver mostrato il lato più vulnerabile e nobile del personaggio interpretato con fascino e carisma da Colin O'Donoghue.
Once Upon A Time ha poi continuato con una certa originalità a introdurre protagonisti delle fiabe e a modificarne alcuni dettagli importanti delle storie originali, cercando di adeguarli alla società contemporanea, come nel caso di Mulan, o alle esigenze della trama, raccontando ad esempio dell'inganno di Regina ai danni di Ariel. L'espediente, nonostante sia ormai utilizzato da tre stagioni, non perde la sua capacità di sorprendere grazie alle svolte inaspettate create dagli autori.

Qualche dettaglio deludente

Un aspetto che continua un po' a deludere è invece l'utilizzo degli effetti speciali, spesso approssimativo, anche nel presentare l'ombra a cui ha prestato la sua voce Marilyn Manson.
Un peccato, inoltre, che alcuni nuovi volti abbiano avuto uno spazio troppo esiguo per lasciare il segno. Robin Hood (Sean Maguire) è uno di questi e, pur avendo una certa importanza nello spin-off Once Upon a Time in Wonderland, un suo maggior coinvolgimento sarebbe stato auspicabile, portando inoltre avanti l'accattivante parte della storia dedicata a Mulan.
Un altro elemento poco convincente è stato il comportamento di Henry, fin troppo aperto a lasciarsi influenzare in modo ingenuo da Peter Pan.

Once Upon a Time - Stagione 3 La scelta dei produttori di dividere la terza stagione in due parti ben definite in modo narrativamente quasi indipendente, sfruttando la lunga pausa invernale che durerà fino a marzo, sembra essersi rivelata vincente per rendere gli episodi particolarmente densi di elementi e ben ritmati. Il talento degli sceneggiatori ha creato una riflessione particolare sulla capacità di cambiare e redimersi, trasformandosi da fuorilegge a eroi, da nemici in salvatori, facendo compiere a ogni personaggio importanti passi in avanti. La bravura degli interpreti e l'originalità della trama, in cui sono stati ancora una volta nascosti molti riferimenti a Lost (tra cui la fine del midseason finale), mantengono inoltre la visione delle puntate piacevole e scorrevole, senza mai annoiare.