Half season The Bible - Stagione 1

La Bibbia adattata per il pubblico televisivo non convince e non emoziona

half season The Bible - Stagione 1
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Adattare per il piccolo schermo quanto viene narrato nella Bibbia non è certo una novità. Nel corso degli anni sono stati innumerevoli i progetti ispirati ai testi sacri; ora negli Stati Uniti History Channel ha provato a condensare in 10 ore i passaggi più significativi dalla Genesi al Nuovo Testamento. Un progetto ambizioso che ha già raccolto aspre critiche, ma anche buoni ascolti, e dato vita a una serie di libri scritti dagli stessi produttori di The Bible che dovrebbero replicare, secondo le dichiarazioni degli autori, gli stessi scopi educativi-divulgativi della miniserie.

Promesse non mantenute

L'inizio a sfumature epiche ambientato sull'arca di Noè durante il diluvio universale prometteva bene. Gli effetti speciali sembravano ben curati, e visivamente la ricostruzione della creazione dell'universo e della cacciata di Adamo ed Eva dal Paradiso terrestre possedevano un certo fascino. I primi problemi della miniserie iniziano subito dopo, quando ci si accorge che la storia della costruzione dell'arca non è stata approfondita in nessun modo, pur essendo un passaggio interessante del Vecchio Testamento e gli autori si sono limitati ad accennarne solo attraverso alcune immagini spettacolari e d'effetto.
Archiviati in pochi minuti molti passaggi, The Bible passa quindi ai capitoli successivi mostrando gli aspetti di maggior impatto sul potenziale pubblico, sorvolando quelli che forse avrebbero avuto bisogno di una maggiore attenzione per il loro valore simbolico e per la descrizione di costumi e tradizioni ormai distanti da quelli contemporanei.
Nei segmenti dedicati ad Abramo, ad esempio, la scelta di avere un figlio dalla serva Agar e in seguito di allontanarla con il piccolo Ismaele, dopo che la moglie Sara mette al mondo Isacco, avrebbe potuto essere mostrata anche dal punto di vista della donna usata per generare la discendenza eletta che Dio aveva promesso all'uomo. Una presenza muta e un paio di sguardi non possono bastare a far comprendere nel migliore dei modi una situazione complessa come quella narrata.

Uno svolgimento troppo discontinuo

Le scene di lotta e battaglia, inoltre, sono gestite come se ci si trovasse di fronte a un film d'azione con tanto di sequenze al rallentatore, combattimenti coreografati alla perfezione, esagerazioni di ogni genere. La distruzione di Sodoma con i due angeli che mettono alla prova Lot prima di mettere in salvo la sua famiglia ne è uno degli esempi più evidenti, con passaggi che potrebbero risultare perfetti all'interno di un film di arti marziali.
L'enfasi sulle emozioni non manca, ma anche in questo caso l'effetto è altalenante tra la credibilità e la totale irrealtà delle situazioni. Se la disperazione di Sara di fronte alla paura che il marito abbia sacrificato il figlio Isacco colpisce ed emoziona, l'intero capitolo dedicato a Mosè e le piaghe di Egitto, al contrario, risulta artefatto e surreale. Nonostante una certa attenzione nel ricreare l'acqua che si trasforma in sangue, l'angelo della morte che uccide tutti i bambini maschi, o il passaggio del Mar Rosso, le scenografie sono piuttosto ridicole, così come i costumi e il trucco degli attori.
The Bible non smette mai di procedere a ritmo e qualità altalenanti, tra momenti ben diretti e realizzati, e altri che scivolano ben al di sotto della mediocrità. La recitazione si adegua al clima generale, e nemmeno le composizioni di un maestro come Hans Zimmer possono risollevare una serie che procede confusa spostandosi senza una guida ferma e sicura tra i testi religiosi.
Il contesto storico, infine, è quasi del tutto assente e questo particolare rende ancora più difficile non provare un po' di perplessità di fronte ai momenti più violenti o alle lotte per il potere.

La somiglianza involontaria

Satana assomiglia a Obama? Il dubbio è stato sollevato via Twitter dopo la messa in onda del primo episodio, ma i produttori hanno subito smorzato ogni possibile polemica. "Chi ha interpretato Satana, Mehdi Ouzaani, è un acclamato attore del Marocco. E ha già recitato in diversi progetti biblici, anche nella parte di Satana, molto prima che Barack Obama venisse eletto Presidente", hanno dichiarato Mark Burnett e Roma Downey ribadendo il proprio amore e il rispetto per il lavoro di Obama che, inoltre, condivide con loro la fede cristiana.

The Bible The Bible non sfrutta nel migliore dei modi il materiale a sua disposizione, suddivide troppo nettamente (anche attraverso l'aspetto fisico degli interpeti) il bene dal male, e predilige eccessivamente la spettacolarità degli eventi al messaggio che gli stessi dovrebbero trasmettere. L'eccessiva frammentazione delle storie spezza il ritmo narrativo e la miniserie patisce questa sua mancanza di fluidità. I creatori di The Bible Mark Burnett, già autore del reality Survivor e del talent show musicale The Voice, e sua moglie Roma Downey sembrano essere animati da una fede sincera, ma il risultato finale del loro lavoro ha l'aspetto di un semplice tentativo di attirare l'attenzione del pubblico piuttosto che di uno strumento per diffondere il messaggio biblico. In attesa di assistere alle cinque ore dedicate a Gesù, per ora The Bible sembra un progetto penalizzato da ambizioni al di sopra delle effettive capacità dei suoi realizzatori.