The Flash 6: le impressioni sulla prima parte di stagione

Facciamo il punto sulla prima parte della sesta stagione di The Flash. La crisi è arrivata: quali conseguenze avrà per Barry e tutti gli altri?

half season The Flash 6: le impressioni sulla prima parte di stagione
Articolo a cura di

"La fine è inevitabile". E, quando si è l'uomo più veloce del mondo, probabilmente, il tutto assume un peso diverso. L'avvicinarsi ad una Crisi è un po' la chiave di volta di tutta la prima parte della sesta stagione di The Flash che, proprio con l'ultimo frame del midseason finale, apre le porte a quello che sarà uno degli eventi più attesi dai fan della DC: Crisis on Infinite Earths. Il mega crossover, ormai ampiamente preparato da The Cw è pronto a sconvolgere la vita di Barry, Iris, Cisco e di tutti gli altri personaggi dello show creato da Greg Berlanti, con modalità e intensità diverse ma fondamentalmente sconosciute.

Ciò su cui non sembra esserci alcun dubbio è, purtroppo, sull'epilogo dello stesso velocista scarlatto la cui scomparsa, come già ampiamente preventivata, avverrà proprio durante la Crisi. Con una spada di Damocle ben posizionata sopra la testa, il percorso di Barry appare piuttosto segnato. Per tal motivo, questa prima metà di stagione, che segnerà per lui il passaggio di testimone nel ruolo di "leader" dell'Arrowverse dopo la conclusione di Arrow, si è concentrata su un aspetto ben preciso: un passaggio di consegne. Barry, infatti, è pronto ad accettare in modo tutto sommato passivo il suo destino.

Ritmo lento, storie veloci

Lo avevamo già accennato dopo il primissimo contatto avuto con la serie ad ottobre. The Flash 6 sembra viaggiare su ritmi diversi, in termini sia di narrazione sia di gestione e progressione degli episodi e, col passare del tempo, questa sensazione ha via discorrendo trovato conferma.

Già delle prime battute, infatti, si avverte pesantemente quanto gli eventi siano destinati ad assumere connotati ben più drammatici del solito, seppur in realtà la serie ci avesse in precedenza abituati a tematiche tutt'altro che idilliache. Barry (Grant Gustin) è sempre più convinto di dover preparare il team a ciò che avverrà dopo che la sua dipartita diventerà realtà, e dopo un inizio difficile fa di questo proposito quello che potremmo definire la sua ultima grande missione.

Seppur il focus principale sia incentrato sulla marcia di avvicinamento verso l'imminente crisi, la serie non manca di "mordente" dal punto dei contenuti. Si entra subito in un meccanismo profondamente riflessivo, che coinvolge un po' tutto il parterre di protagonisti. Non soltanto Barry, dunque, ma anche elementi come Caitlin/Killer Frost (Danielle Panabaker), Ralph (Hartley Sawyer), Cisco (Carlos Valdes) e tutti gli altri, sono alle prese con una sorta di fase di maturazione necessaria, decisiva.

Nel computo generale spicca in particolare il personaggio di Cecille (Danielle Nicolet), sempre più centrale nell'economia della serie, e di Caitlin, che diventa fondamentale anche nella fase introduttiva di quello che sarà il villain principale di questa prima parte di stagione: il Dottor Ramsey Rosso (Sendhil Ramamurthy).

L'uomo, ex compagno di corso della bella dottoressa Snow, è afflitto da una forte instabilità mentale, quasi impossibile da non notare, rivelandosi rapidamente una minaccia importante per tutta la città. Mosso dalla volontà di trovare una cura per la sua malattia, il dottor Rosso perde completamente il controllo, trasformandosi, passo dopo passo,in una macchina di distruzione di massa. La nemesi principale, in questa stagione, finisce col rubare la scena - in modo predominante - un po' a tutti i vari "cattivi" che man mano vengono introdotti. Un'ulteriore testimonianza del peso diverso attribuito a questa prima parte di stagione, il cui finale si lega sia alla crisi sia, appunto, alle azioni dello stesso Rosso, che intacca la fragile mente di Barry, esposta ad ovvi rischi a causa proprio della nefanda situazione che lo attende a braccia aperte.

Volti vecchi e nuovi

Come da tradizione, la nuova stagione non si dimentica di introdurre nuovi personaggi, compresa una nuova versione dell'ormai intramontabile Harrison Wells, interpretato dall'altrettanto "immortale" Tom Cavenagh. La sesta tornata delle avventure del velocista scarlatto ha infatti introdotto una variante molto particolare del Dottor Wells, Nash, una sorta di esploratore in stile Indiana Jones che, manco a dirlo, sembra sapere molto di più di ciò che lascia trapelare.

Per stessa ammissione dello showrunner, Nash Wells ricopre un ruolo fondamentale negli avvenimenti riguardanti Crisis on Infinite Earths, e ciò lo si capisce, in particolare, dalla scena finale dei vari episodi degli show a sè stanti, uguale per tutti i vari esponenti dell'Arrowverse. Wells è infatti in procinto di entrare in contatto con forze misteriose, legate direttamente alla profezia di Novu, ma le cui intenzioni appaiono ancora avvolte nel mistero.

Di Nash Wells si sa che ha aiutato, a suo modo, il Team Flash durante le vicissitudini della stagione, con un occhio particolare rivolto proprio al destino dello stesso Barry. Sin da subito, il nuovo Wells lascia chiaramente intendere di sapere come fare per salvare Flash dal suo futuro, e per fare ciò si avvale dell'aiuto della vera new entry di stagione, Allegra (Kayla Compton).

La giovane, dotata di poteri molto particolari, viene "salvata" da Cecille e si integra perfettamente con il resto della squadra, avvicinandosi molto ad Iris (Candice Patton) e allo stesso Barry, fino a risultare fondamentale nel momento del bisogno. L'introduzione di alcune new entry si conclude con una resa "maggiore" data ad un volto in realtà già visto nella precedente stagione, ma ora affermatasi maggiormente e decisamente più importante nell'economia generale dello show. Parliamo di Kamilla (Victoria Park), partner di Cisco, diventata ormai a tutti gli effetti, pur senza alcun super potere, un membro del team e parte integrante della vita dei protagonisti dello show.

Storie da raccontare

Come dicevamo anche in apertura, questa stagione ha il merito di tentare un approccio più "maturo" e riflessivo. Ciò si avverte pesantemente non soltanto nei momenti difficili o nelle situazioni più oscure, ma più in generale nel ritmo complessivo della storia.

Ogni evento, che sia secondario o primario, si avverte in una maniera diversa rispetto al passato, anticipando quasi quello che sarà il ruolo (da leader) futuro dello show all'interno dell'Arrowverse. Come conseguenza si ha un ritmo generale molto più lento rispetto alle precedenti stagioni, ben mascherato comunque da una trama di fondo che funziona e che getta benzina sul fuoco in continuazione, facendo sì che lo spettatore non accusi il colpo di una direzione generale meno ritmata e più introspettiva.

Durante gli episodi finora distribuiti, dobbiamo ammettere che ci siamo annoiati molto poco, seppur alcuni passaggi abbiano certamente vissuto cali qualitativi complessivamente vistosi. Buona parte di ciò è anche merito (o demerito) di un villain principale affascinante, ma anche banale, lontano dal fascino imponente di Anti-Flash(Matt Letscher) o Devoe (Neil Sandilands).

The Flash - Stagione 6 Il midseason finale della sesta stagione di The Flash ha condotto gli eventi verso l'inevitabile e ampiamente annunciata Crisi. Barry ha cercato di preparare il team alla sua scomparsa, in modo che Cisco e gli altri siano preparati a ciò che verrà, riuscendoci soltanto in parte. Il forte legame che unisce i protagonisti del Team Flash si avverte dal primo all'ultimo minuto di una prima parte di stagione molto “drammatica”, riflessiva e introspettiva, in cui c'è meno spazio per l'azione a discapito della programmazione e della riflessione. Questo momento intimo viene in parte spezzato dal villain principale di turno, il dottor Rosso, che però sembra meno profondo di quanto ci si potrebbe immaginare. Complessivamente, comunque, dobbiamo ammettere che abbiamo apprezzato questo leggero cambio di rotta e, in tutta onestà, non vediamo l'ora di scoprire come i pezzi di puzzle andranno a comporsi. Per saperlo, però, dobbiamo attendere ancora un po'. La Crisi, comunque, è arrivata!