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The Ranch 2x11 Recensione Half-Season: un ritorno difficile

The Ranch, la sitcom sboccata di Netflix, torna con la seconda parte della seconda stagione, caratterizzata dagli stessi problemi della prima stagione.

half season The Ranch 2x11 Recensione Half-Season: un ritorno difficile
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The Ranch è sempre stato un prodotto ibrido, quasi schizofrenico, intrappolato fra la volontà di aderire a un modello classico e quella di andare oltre le convenzioni: da un lato, abbiamo a che fare con una sitcom tradizionale, a base di location limitate e pubblico presente in sala; dall'altro, come in quel curioso esperimento che fu Lucky Louie, i dialoghi sono tutt'altro che edulcorati, poiché Netflix consente agli autori di esprimersi senza censure. Un contrasto straniante che la serie incentrata sulla famiglia Bennett non ha ancora imparato a gestire in modo coerente, proponendo nostalgia (soprattutto a livello di casting, dato che i due protagonisti e svariate guest star provengono da That ‘70s Show) e provocazione allo stesso tempo. A questo si aggiunge la confusione sulla numerazione degli episodi, poiché ogni stagione è divisa in due blocchi da dieci puntate ciascuno ma ogni "parte" dà quasi l'impressione di essere un ciclo a sé, il che crea ulteriori dubbi su quando avrà effettivamente luogo la dipartita dell'attore Danny Masterson, ma ancora presente nei primi dieci episodi che arriveranno su Netflix nel 2018 (prima metà della terza stagione, o "parte 5").

Tutto come prima, oppure no?

La seconda stagione aveva rimescolato le carte in tavola con il ritorno in fiamma tra Colt (Ashton Kutcher) e Abby (Elisha Cuthbert), aggiungendo però un ulteriore stravolgimento tramite la gravidanza di Heather (Kelli Goss), l'ex di Colt. Poi è arrivato il cliffhanger finale, con complicazioni legate all'arrivo del bambino, ed è da lì che riprendiamo per la seconda metà del ciclo. O meglio, è passato un po' di tempo, e sia Colt che Heather sono in difficoltà nel fare i conti con quanto accaduto. Una scelta narrativa coraggiosa che però stona con l'impostazione da sitcom classica, poiché è difficilissimo far ridere in queste circostanze.

È inevitabile non pensare alla terza stagione di Friends, con l'episodio emblematico dove Ross e Rachel si lasciano, come esempio di come possa funzionare una svolta più drammatica nel contesto di una macchina da gag, ma sono casi eccezionali e nell'ambito specifico di The Ranch è praticamente impossibile ottenere lo stesso risultato dal momento che Heather non aveva un'importanza simile per Colt. È pertanto comprensibile la voglia di passare a una nuova trama orizzontale, più apertamente comica: il potenziale acquisto di una nuova fattoria da parte dei fratelli Bennett, scusa ideale per far apparire un altro veterano di That ‘70s Show, l'adorabilmente burbero Kurtwood Smith. La nostalgia è nuovamente al centro di una serie i cui effettivi meriti sono sempre stati discutibili. Resta da vedere se l'allontanamento di Masterson (la cui assenza però non avrà alcun impatto sullo show per un altro anno a livello di episodi disponibili su Netflix) sarà l'ingrediente giusto per esplorare territori davvero promettenti.