The Walking Dead 9x08: bilancio di metà stagione

Tiriamo le somme della prima parte della nona stagione della popolare serie zombie, che va in vacanza fino a febbraio.

half season The Walking Dead 9x08: bilancio di metà stagione
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Con Evolution, titolo tutt'altro che casuale, si conclude la prima metà della nona stagione di The Walking Dead, che si congeda per un paio di mesi in vista della consueta pausa natalizia (i nuovi episodi andranno in onda a partire dal 10 febbraio 2019). Una pausa che arriva dopo due mesi di promesse, false partenze e speranze concrete per il futuro dello show, la cui nuova gestione a cura di Angela Kang sta progressivamente riaggiustando il tiro nel tentativo di ritrovare le atmosfere più efficaci delle primissime stagioni (evocate anche tramite il ritorno di alcuni volti noti in occasione della dipartita di Rick Grimes). Avendo messo in piedi una tabula rasa dietro l'altra, tra modifiche del cast e salti temporali, la nuova showrunner ha ora a disposizione tutto il materiale necessario per ridare allo show la vitalità che era venuta a mancare da tempo, e tempo a sufficienza per valutare i passi falsi di queste prime settimane del "nuovo inizio." Attenzione: l'articolo contiene spoiler.

Alti e bassi


Dopo una premiere all'insegna del rinnovamento, la stagione è andata avanti proponendo nuovamente i principali punti deboli della scrittura dello show negli ultimi anni: scarsa attenzione a gran parte dei personaggi, uso maldestro di figure altresì promettenti come Negan (il cui ruolo è stato ridimensionato, ma non senza sbavature), episodi strutturati per allungare il brodo in vista di quei pochi eventi attorno ai quali si concentra la pianificazione dei singoli cicli di puntate.

Nella fattispecie, parliamo del quinto episodio, quello con cui Andrew Lincoln ha salutato definitivamente la serie (ma solo quella, poiché tornerà in tre film TV incentrati sulle avventure di Rick dopo la sua morte apparente) ed è stato introdotto, complice un salto temporale di sei anni, un nuovo gruppo di personaggi, finora tutt'altro che essenziali. Una puntata clou impostata male, al punto che la stessa AMC si è scusata per come ha venduto l'addio di Rick in termini di marketing, e posizionata in modo confuso all'interno della stagione stessa, lasciandoci con altri due episodi piuttosto vacui prima del finale midseason, un residuo dell'organizzazione delle annate precedenti che speriamo venga eliminato nei prossimi mesi, restituendo alle puntate "intermedie" la forza che avevano ai tempi di Frank Darabont e Glen Mazzara.

Eppur si evolve (ATTENZIONE: SPOILER!)

Evolution, come titolo, si rifà principalmente a un elemento introdotto in precedenza e approfondito in questa sede: l'idea che gli zombie siano in grado di evolversi, poiché alcuni dei nostri li hanno visti comunicare tra di loro. Una nozione molto intrigante, ma anche l'unico elemento veramente debole dell'episodio dato che difficilmente chi segue ancora la serie, ed è presumibilmente informato sui vari annunci tra una stagione e l'altra, avrà pensato che questa fosse una vera possibilità. Si tratta, in realtà, dell'atteso debutto dei Sussurratori, che sopravvivono in mezzo ai morti viventi usando la loro pelle come travestimento (con qualche piccolo dubbio sulla praticità della cosa, dato che gli zombie, per natura, si deteriorano progressivamente).

Un concetto ricco di potenziale, soprattutto quando incontreremo la leader del gruppo (interpretata da Samantha Morton), che per ora arriva a chiudere in modo efficace un episodio che, salvo qualche ricaduta a livello di vizi di scrittura (vedi la morte telefonata di Jesus), va dritto al punto e consegna una storia completa, dove l'immancabile cliffhanger è comunque parte integrante di una costruzione narrativa che non si perde in inutili digressioni. A tal proposito, Negan che scopre di poter evadere è un segnale positivo che lo si legga in un modo o nell'altro: un ritorno in libertà, forse al fianco di Daryl e soci per affrontare la nuova minaccia, o un'uscita di scena definitiva, forse la soluzione più auspicabile per un personaggio che la serie non ha mai saputo sfruttare al meglio. Con questi pezzi disposti sulla scacchiera, la prossima mossa della showrunner si farà aspettare per qualche mese. E per la prima volta da anni quell'attesa non è maggioritariamente accompagnata da timori.