Black-ish su Disney+ Star: abbiamo intervistato Anthony Anderson

In occasione dell'arrivo del catalogo Star, abbiamo intervistato il protagonista della sitcom che dovete assolutamente (ri)scoprire su Disney+.

intervista Black-ish su Disney+ Star: abbiamo intervistato Anthony Anderson
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Oggi è il grande giorno: Star sbarca su Disney+. Tantissimi nuovi film e serie tv attendono gli abbonati, che vedranno il catalogo del servizio streaming della Casa di Topolino lievitare a dismisura, offrendo contenuti più adulti e differenziando così la propria offerta. Le uscite Disney+ di febbraio ci portano alcune novità succulente, mentre non possiamo fare a meno di riconoscere alcuni classici intramontabili come Lost e How I Met Your Mother, accompagnati da show cult che godono di una fanbase di nicchia nel nostro Paese.

È il caso di Black-ish, la serie creata da Kenya Barris che affronta in maniera comica l'identità e i vari problemi che affliggono la comunità afroamericana negli Stati Uniti e il rapporto che quest'ultima ha con il resto della società, il tutto filtrato dalla visione del capofamiglia Andre "Dre" Johnson, interpretato dallo scoppiettante Anthony Anderson, che comprende ovviamente la moglie Raibow (Tracee Ellis Ross) e i figli.

Le prime cinque stagioni dello show - sette in tutto - saranno disponibili da oggi e per l'occasione Everyeye ha avuto la preziosa opportunità di sedere ad una tavola rotonda con un selezionato gruppo di giornalisti per un'intervista esclusiva proprio con Anthony Anderson. Il risultato è stata una piacevole e soddisfacente chiacchierata che vi riportiamo qui fedelmente.

Uno show da (ri)scoprire!

Black-ish ha avuto una distribuzione e una programmazione scadenti in Italia, quindi molti italiani vedranno questo show per la prima volta grazie a Disney+ Star. Abbiamo chiesto ad Anthony se, data la situazione odierna, Black-ish possa rappresentare per loro una boccata d'aria fresca e cosa dovrebbero aspettarsi dalla prima esperienza con questa serie.

Penso che sarà sicuramente una boccata d'aria fresca. Gli spettatori possono aspettarsi una grande narrazione, una lezione di storia, una commedia e tanto intrattenimento. Tutte queste cose vanno di pari passo. Possono aspettarsi di imparare qualcosa che non avevano imparato prima e che non conoscevano. C'è questo episodio, "The Nod", relativo ad un cenno col quale all'interno della comunità nera ci riconosciamo a vicenda; una storia nata quando Kenya un giorno, camminando per caso con alcuni dirigenti dello studio, ha visto un altro fratello che gli passava accanto e gli ha fatto un cenno, un semplice gesto di riconoscimento che abbiamo nella nostra cultura. I dirigenti bianchi erano tipo "Wow, conosci un sacco di persone, perché tutti ti conoscono? Sai chi era quello?" Kenya non ne aveva idea.

Con episodi come questo scostiamo il velo, rendendoti partecipe di cose che non sono necessariamente segreti, ma che ti fanno capire come interagiamo l'uno con l'altro all'interno della nostra comunità. Così facendo, si spera che tu possa comprendere meglio chi siamo e come puoi avere una conversazione con qualcuno nella vita reale su qualcosa che non hai mai discusso prima, perché non l'avevi mai capita. Così potresti andare da uno dei tuoi amici neri e instaurare un dialogo, perché ora comprendi cosa sia l'intera faccenda del cenno e questo è quello che puoi aspettarti dal nostro show.

Il discorso vira poi su quanto possa essere difficile diffondere un messaggio e parlare di argomenti importanti attraverso la commedia e la satira, ma quanto sia al tempo stesso fondamentale intrattenere.

Per noi è importante prima di tutto essere uno show divertente e far ridere la gente riguardo qualcosa. Se possiamo condire il tutto con una lezione è ancora meglio e applaudo i nostri sceneggiatori e i nostri produttori per aver camminato su quella linea sottile ed essere in grado di raccontare una storia di questo tipo nei 22 minuti a disposizione. Dobbiamo intrattenere ed essere commoventi, essere comici, attuali e significativi allo stesso tempo ed abbiamo un cast eccezionale che è in grado di veicolare tutto ciò al pubblico.

Ma abbiamo uno staff ancora più numeroso di sceneggiatori e produttori che ci danno la il materiale per farlo.È sempre stato importante per noi essere in grado di darti un cucchiaio con un po' di zucchero per renderlo appetibile con dell'umorismo, perché puoi discutere e avere una conversazione difficile molto più facilmente se ridiamo tutti insieme della stessa cosa. Quindi questo è il nostro comune denominatore, ed è sempre stato parte della nostra missione essere in grado di insegnare e imparare in quel modo.

Sullo schermo è palese la complicità tra Anthony e Tracee Ellis Ross, che nello show interpreta sua moglie Rainbow. L'interprete di Dre ci parla così della grande chimica che vige tra i due.

Tracee e io ci conosciamo da quasi 20 anni e abbiamo lavorato insieme due volte prima di Black-ish. La prima in un programma di premiazioni, mentre poi ho recitato come guest star in una sua serie precedente per un solo episodio. Ma quando Tracee si è presentata al provino e abbiamo fatto la prima scena ho capito subito che lei era la persona che avrei assunto per interpretare mia moglie e perché la chimica era innegabile. E sette anni dopo è ancora innegabile. Penseresti che io e Tracee siamo i migliori amici e lo siamo, siamo grandi amici, ma c'è una chimica che non può essere spiegata e che raramente trovi in giro.

Lei mi fa lavorare sodo, mi rende un attore migliore e non c'è nessuno con cui preferirei lavorare quotidianamente. Non dobbiamo nemmeno necessariamente dire qualcosa, possiamo darci solo un'occhiata e sapere esattamente cosa succederà dopo e cosa deve essere detto. E questo è una testimonianza della sua professionalità e del suo talento come attrice, in particolare come attrice comica.

Tra palco e realtà

È il momento di capire quanto c'è di Anthony Anderson in Andre "Dre" Johnson.

Mi identifico molto in Dre; il personaggio di Andre Johnson è basato su Kenya Barris e sul sottoscritto, sulle storie in cui abbiamo vissuto, che condividiamo e che abbiamo condiviso nelle ultime sette stagioni dello show. Quindi porto molto della mia sensibilità personale nella creazione e nello sviluppo di questo personaggio che amo. Quindi ci sono molte cose in Dre che provengono dalla mia vita.

Il discorso si sposta poi sul problema della discriminazione e del razzismo e quanto le esperienze personali in tal senso abbiano influito sul processo di scrittura.

Ti dirò, essendo un uomo di colore in America, la stragrande maggioranza di noi ha dovuto affrontare la discriminazione e il razzismo. Quindi ci sono stati momenti nella mia vita dai quali ho dovuto attingere per raccontare una storia specifica o una situazione in cui Dre stava rivivendo situazioni della mia vita personale o di Kenya, come quelle che stiamo ancora scrivendo nel nostro show. Ora, è vero che abbiamo attinto alla nostra esperienza, ma - non mi stanco mai di dirlo - è per questo che il nostro show ha questa risonanza con il pubblico a livello globale; proprio a causa dell'autenticità con la quale queste storie vengono raccontate.

Tutti questi momenti condivisi in ogni singolo episodio che hai visto sono un qualcosa nel quale sono abbastanza sicuro che tu ti possa identificare, perché queste sono storie che sono realmente accadute in situazioni che appartengono alla vita di tutti i giorni, non importa il credo o il colore della pelle; le esperienze che questa particolare famiglia condivide in televisione sono storie universali e con le quali tutti possiamo identificarci.

Black-ish potrebbe essere essenziale per comprendere il razzismo su scala globale, soprattutto alla luce degli eventi dello scorso anno (il movimento Black Lives Matter); un fenomeno che sperimentiamo ovunque nel mondo. A tal proposito chiediamo ad Anthony quale sia il modo per convincere gli eventuali spettatori a guardare la serie su Disney+.

Non penso di aver bisogno di dire nulla per convincerli a guardare lo show, a parte il fatto che hai colpito nel segno quando hai detto che parla di una famiglia che racconta le proprie storie. È una famiglia che condivide le proprie esperienze ed è così che cresciamo ed è così che comprendiamo le altre culture e le altre persone: guardando, ascoltando e imparando dalla loro esperienza condivisa. Ora, l'esperienza che potremmo avere potrebbe essere diversa dall'esperienza che hai avuto e che stai vivendo proprio tu in particolare, ma sono le stesse, sai che sono le stesse perché c'è qualcosa in cui puoi identificarti, entrare in empatia e con cui puoi simpatizzare.

Quindi si tratta di queste esperienze che stanno accadendo a tutti noi su scala globale. Forse non allo stesso modo, ma lo capisci, e quindi si tratta di noi che ci incontriamo, dialoghiamo e ci comprendiamo meglio l'un l'altro, parlando delle somiglianze e delle differenze e di cosa possiamo fare per sradicare questi problemi. Si tratta di noi che ci uniamo e le storie raccontate in questo show appartengono a questa famiglia, ma è qualcosa con cui tutti possiamo identificarci. Abbiamo tutti amici o altri famigliari che hanno vissuto situazioni simili, se non le abbiamo vissute noi stessi.