Charlie Cox e Erik Oleson ci parlano della terza stagione di Daredevil

Abbiamo incontrato, alla Milano Games Week, il protagonista di Daredevil Charlie Cox e lo Showrunner Erik Oleson.

intervista Charlie Cox e Erik Oleson ci parlano della terza stagione di Daredevil
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La Milano Games Week quest'anno ha occupato dal 5 al 7 ottobre ben tre padiglioni della struttura fieristica di Rho, distribuendovi numerose attività che vanno dalla possibilità di provare le più attese produzioni di publisher del calibro di Sony, Microsoft, Nintendo e Ubisoft alle più disparate competizioni eSport. Dulcis in fundo, l'evento è servito anche da base per appuntamenti collaterali legati al mondo dell'intrattenimento. A consolidare un'espansione non solo fisica, ma anche d'intenti dell'evento milanese, la presenza dell'attore Charlie Cox, interprete della serie Netflix Daredevil, e dello showrunner Erik Oleson, che hanno tenuto una conferenza stampa sull'imminente terza stagione della serie e, successivamente, un incontro con il pubblico della Milan Games Week.
Daredevil è stata la prima - e rimane per molti aspetti anche la più virtuosa - delle serie Netflix che portano sul piccolo schermo le avventure di eroi Marvel che personalmente ho sempre odiato definire "minori", in quanto piuttosto legate a una dimensione diversa da quella degli Avengers. Le loro storie, i loro poteri, i loro nemici, sono molto più terrene, ma condividono lo stesso immaginario creato dalla casa delle idee. Il prossimo 19 ottobre arriverà su Netflix l'attesissima terza stagione della serie dedicata al diavolo di Hell's Kitchen, di seguito dunque vi riportiamo le anticipazioni che abbiamo carpito dalla conferenza stampa con questi due ospiti d'eccezione.

Intervista a Charlie Cox e Erik Oleson

Charlie, ormai da tempo vesti i panni di Daredevil, come ci si sente a interpretarlo?

Mi sento senz'altro molto fortunato a poter interpretare questo ruolo, ma è appunto un ruolo e come tale ha tante sfaccettature. I supereroi sono protagonisti di infinite storie da decenni, proprio Daredevil esiste nei fumetti dal 1964 e io l'ho solo preso momentaneamente in prestito, per cui ho cercato di documentarmi il più possibile per interpretare al meglio il personaggio, tanto quello con che senza costume.

Qual è allora il valore aggiunto di Charlie Cox a questo personaggio?

Non saprei rispondere in modo puntuale e univico: chi legge i fumetti di Daredevil da tempo sa bene come il personaggio cambi anche in modo radicale a seconda di chi ne scrive e di chi ne disegna le storie, e quando il progetto della serie ha avuto inizio abbiamo discusso a lungo su che tipo di personaggio mettere in scena, scegliendo infine un Matt Murdock caratterizzato principalmente dal lavoro di Frank Miller, Brian Michael Bendis, Joe Quaesada e Kevin Smith.
Un elemento già presente nel personaggio su cui probabilmente ho posto maggior enfasi per mia scelta è stata l'analisi del lato moralmente ambiguo dell'essere un supereroe. Ci sono momenti in cui Matt, pur essendo un eroe che agisce in nome del bene, si lascia sopraffare da sentimenti del tutto opposti, dall'egoismo e dalla violenza, perché in fin dei conti è comunque umano.

Dopo ciò che è accaduto nella seconda stagione e nella serie Defenders, qual è la condizione psicofisica in cui troveremo Matt all'inizio di questa terza stagione?

All'inizio della terza stagione Matt è un uomo spaccato a metà, distrutto sia nel fisico che nello spirito dagli eventi che ci hanno portato fin qui. Dai trascorsi col suo miglior amico Foggy alla perdita di qualcuno che amava davvero, gli è letteralmente crollato il mondo addosso. È molto confuso, sta perdendo la fede e si chiede, se Dio esiste, come possa permettere tanta cattiveria. Ha perso fede persino nel suo scopo, non sa più per quale ideale combatte di preciso e certamente è molto, molto arrabbiato. Quella che dovrà fronteggiare è senz'altro la sua sfida più grande.

Erik, in quanto showrunner della serie, cosa puoi dirci sullo spirito di questa terza stagione?

Senza farvi spoiler posso dire che in un certo senso questa terza stagione riprenderà molti elementi da quanto visto nella prima e li mescolerà con uno stile che si rifà alla serie I Soprano, dal momento che ogni personaggio sarà sviluppato completamente, sia nei lati positivi che negativi; ciascun personaggio sarà a suo modo l'eroe della propria storia, e quando si ricomporrà l'intero quadro ogni storia avrà un significato molto più profondo. Allo stesso modo in cui Miller o Bendis hanno la loro run nel fumetto, anch'io ho voluto dare una mia visione di Daredevil e devo ringraziare tanto Netflix quanto la Marvel per avermi permesso di fare davvero quello che volevo. In questo senso, da vero nerd, ho cercato di dare "ai miei simili" di tutto il mondo quello che hanno sempre desiderato. Per me le storie migliori sono quelle che sviluppano i personaggi completamente, per questo ho citato I Soprano, una delle più grandi serie tv mai prodotte, poiché ogni singolo personaggio ha una sua dimensione, mille contraddizioni e sfaccettature.
E anche in questa terza stagione è tutto connesso, se togliessi dall'equazione anche solo uno dei personaggi comprimari come Karen o Foggy andrebbe tutto a rotoli, si perderebbe un senso logico degli eventi e questo implica che nessun personaggio è mai davvero secondario, tutti sono fondamentali per il racconto. Concludendo, credo che il leitmotiv della stagione sia che le paure ci rendono schiavi, e questo vale tanto per l'eroe, Matt Murdock, quanto per un cattivo come Wilson Fisk, un tiranno narcisista che usa la paura degli altri per dividere le persone e aumentare il proprio potere: personalmente non mi copro gli occhi davanti a ciò che succede nel mondo reale e volevo che la serie potesse anche avere un peso ed essere di denuncia di certe situazioni che esistono anche nel mondo reale.

Erik, ora che la presenza di Bullseye è confermata, cosa puoi anticiparci sul suo personaggio?

Dunque, è stato annunciato proprio nelle scorse ore al New York Comic Con che Wilson Bethel interpreterà il ruolo di Bullseye nella serie, ed è davvero strano parlarne pubblicamente dopo più di un anno in cui abbiamo evitato qualunque riferimento al personaggio arrivando persino a proibire i selfie nella stanza degli scrittori! Non posso dilungarmi su troppi dettagli, ovviamente, ma vi assicuro che tratteremo la sua origin story in un modo molto particolare; il personaggio nei fumetti è decisamente fuori di testa e sopra le righe, mentre nella serie l'abbiamo reso più umano, un ex agente dell'FBI con dei gravi problemi psicologici, un membro buono della società che però degenera e diventa malvagio, questo per mantenere un tono più realistico nella storia.

Charlie, come ti relazioni al fumetto di Daredevil e cosa c'è in comune tra te e Matt Murdock?

In realtà prima di questa avventura non ero un gran divoratore di fumetti, ora lo sono diventato anche per merito del mio free account Marvel! Ad ogni modo, come ho già detto prima, credo che uno stesso personaggio nei fumetti cambi molto in base a chi lo scrive e disegna; mi sono documentato parecchio negli ultimi anni e ho chiaramente delle preferenze, in particolare per le storie di Miller e Bendis, ma in generale quando leggo alcuni passaggi di Daredevil che mi colpiscono particolarmente provo a interiorizzarli e renderli su schermo nella mia interpretazione.

Rispondere alla seconda domanda non è proprio immediato: ci sono elementi con cui ti identifichi subito in un ruolo, come altri in cui non ti riconosci affatto, ma il mio lavoro richiede anche di fare miei aspetti del personaggio di cui non dispongo. Matt Murdock è molto testardo e supponente, il che lo porta ad avere spesso una mentalità più chiusa di quanto non si possa immaginare. Se ha una convinzione ferma va fino in fondo senza voltarsi mai, e in questo in parte mi riconosco anch'io. Un altro aspetto che amo di questo personaggio però è che non da alcun peso a ciò che la gente pensa di lui, e non ha peli sulla lingua nel dire chiaramente ciò che pensa. Io al contrario sono molto, forse troppo legato a ciò che gli altri pensano di me, e in questo vorrei essere più come Matt Murdock.

Charlie, preferisci il costume nero o il costume rosso di Daredevil?

Quello nero è decisamente più comodo da indossare, ma mentirei se dicessi che non mi dispiace non poter utilizzare quello rosso in questi episodi. Da quando ho intrapreso quest'avventura sono diventato ovviamente un grande fan di Daredevil e adoro il costume rosso, per cui per quanto tornare indietro sia stato senz'altro comodo, è anche un po' deludente.