Il Miracolo di Niccolò Ammaniti: 'Come la serie mi ha strappato alla solitudine'

Abbiamo incontrato a Roma Niccolò Ammaniti, i registi e gli interpreti de Il Miracolo, su Sky Atlantic HD dall'8 maggio.

intervista Il Miracolo di Niccolò Ammaniti: 'Come la serie mi ha strappato alla solitudine'
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Negli ultimi anni, sarebbe ridicolo non ammetterlo, il colosso americano Netflix ha cambiato radicalmente il mondo dell'intrattenimento. Il cinema ha perso gran parte del suo classico potere e le serie TV sono diventate di moda, di qualità e di successo; non a caso HBO, Amazon, persino Apple ne stanno studiando di ogni pur di partecipare al banchetto, di spartirsi quella succulenta preda chiamata pubblico. Anche in Italia la grande N ha un rivale più che accanito, che ormai da diverso tempo propone ai suoi abbonati prodotti originali ed esclusivi: parliamo ovviamente di Sky, che dal prossimo 8 maggio porterà in onda e on demand una nuova serie nostrana co-prodotta insieme a Wildside, Il Miracolo. Nato da un'idea dello scrittore Niccolò Ammaniti, anche firmatario della sceneggiatura e della regia insieme a Lucio Pellegrini e Francesco Munzi, il progetto tocca con decisione alcuni temi assoluti come la fede, la politica, i sentimenti, lasciando partire il tutto da una scoperta alquanto insolita: una statuetta della madonna che lacrima sangue.

Un evento che arriva come un fulmine a ciel sereno nelle vite di Fabrizio Pietromarchi, premier del governo italiano, della first lady Sole Pietromarchi, di un parroco di periferia e di una biologa romana di 37 anni. Quattro personaggi chiave che si ritrovano a fronteggiare un'emergenza inaspettata, insolita, pronta a mettere in discussione ogni loro convinzione; sullo schermo queste quattro figure hanno i volti e le voci di - rispettivamente - Guido Caprino, Elena Lietti, Tommaso Ragno e Alba Rohrwacher, che abbiamo incontrato a Roma in compagnia dei tre registi.

Una storia insolita

Spesso film e serie TV nascono da opere letterarie, da libri di successo; questa volta invece parliamo di un progetto nato appositamente per prendere forma e vivere sullo schermo. Com'è nato dunque Il Miracolo? "Ogni giorno riceviamo sulle nostre scrivanie centinaia di storie" ci hanno raccontato i produttori di Sky e Wildside, "con Il Miracolo però abbiamo avuto pochi dubbi, abbiamo incontrato Niccolò e dopo dieci minuti eravamo sicuri che avremmo sviluppato l'idea. Inoltre è una di quelle rare storie che non riesci a incasellare in alcun genere, e questo fattore vista la saturazione del mercato ci ha colpito molto. Ci ha anche stuzzicato l'idea di far lavorare Niccolò a qualcosa di nuovo per lui; per noi sarebbe stato più facile e veloce prendere un suo libro e adattare una serie, invece abbiamo preferito rischiare e metterlo di fronte a qualcosa di originale all'estremo. Lui è stato eccezionale e ci ha ripagati con un impegno incredibile, ha dedicato a Il Miracolo davvero anima e corpo nel corso degli ultimi due anni. Non abbiamo mai visto nessun altro talento dedicarsi in questo modo a un determinato progetto, supervisionando ogni aspetto della produzione. Siamo rimasti piacevolmente colpiti."
Per Niccolò Ammaniti è stata dunque un'esperienza inedita, anche se lo scrittore non è certo nuovo al mondo del cinema e della TV: delle sue sette opere letterarie cinque sono state riadattate per lo schermo, inoltre è un grande esperto di serialità e conosce alla perfezione il mercato attuale. Che esperienza è stata scrivere una sceneggiatura e girarla scena dopo scena?

"Innanzitutto stare qui è alquanto incredibile. Quando ho iniziato a scrivere Il Miracolo ho pensato che magari un giorno mi sarei trovato in una sala a parlare con dei giornalisti e suonava alquanto strano, oggi invece è tutto reale, sta accadendo. Questo significa che bisogna avere fede, pazienza, le cose prima o poi avvengono. Passando al mio lavoro, io sono uno scrittore, scrivo libri e quando li finisco non mi importa se diventeranno un film o meno. In questo caso ho avuto l'idea originaria ma non mi faceva affatto impazzire il pensiero di abbandonarla a qualcun altro, sono fatto così, quando inizio una cosa devo seguirla fino alla fine. Avrei potuto farne un libro, però l'occasione di farne una serie era molto interessante, era uno di quei rari casi - per me - in cui l'immagine 'fisica' avrebbe forse rappresentato meglio la visione che avevo in mente. Per questo motivo ho deciso di gettarmi nel vuoto. Certo non ho lavorato da solo, aver avuto Lucio e Francesco accanto è stato un grande onore. La serie è il frutto del lavoro di tutti e tre, non ci sono scene mie, scene loro, ci siamo sempre confrontati, il risultato è d'insieme. Poi sono arrivate anche le musiche, la fotografia, è stato bello trovare una linea comune."

Premier e first lady

Gran parte del lavoro dei registi riguarda il dirigere gli attori sulla scena, motivo per cui passiamo il microfono a Guido Caprino, un premier preoccupato, arido, che rischia di perdere il controllo della sua vita su più fronti, da quello sentimentale a quello politico: "Non dirò nulla sulla storia, ovviamente, non voglio anticipare niente, però voglio raccontarvi il primo impatto che ho avuto con questo progetto. Ero a Siracusa impegnato a teatro, interpretavo Eteocle, e mi è arrivata la sceneggiatura per affrontare poi il provino. Il contesto e il momento influenzano sempre la lettura di un libro, di un testo, e in quei giorni Fabrizio mi sembrava vicinissimo alla figura mitologica greca che stavo interpretando. Questa connessione mi ha dato forza, mi ha aiutato a costruire un personaggio egocentrico, anche perché altrimenti non diventi premier. A muoverlo era una semplice domanda: perché arrivava proprio a lui questa madonna? Questo quesito mi ha smosso per tutta la serie."
A colorare il personaggio di Fabrizio ci pensa Elena Lietti, una first lady che si sente alquanto scomoda nella sua posizione di facciata: "Sole non è certo l'angelo del focolare, è una first lady fuori ruolo, non aspetta mai il ritorno del marito a casa a sera. Non ha alcuna passione o ambizione politica, è una donna irrequieta e lo si capisce sin dalle prime battute. Possiamo definirlo un animale in gabbia ma lo era già sulle pagine di Niccolò, era viva già sulla carta, non mi sorprenderebbe incontrare per strada la vera Sole Pietromarchi pronta a farmi i complimenti per l'interpretazione, proprio come fosse una persona esistente. È una donna complessa, profondamente umana."

Crisi esistenziali

Una donna che certamente sta vivendo una crisi implicita, incapace di amare con naturalezza i propri figli, il proprio marito, costantemente in tempesta. Come costantemente in burrasca è il personaggio ambiguo di Tommaso Ragno, di cui non vogliamo svelarvi troppo per non rovinare qualsivoglia sorpresa: "Il mio Marcello è un personaggio incastrato nell'ombra, pieno di toni oscuri, del resto anche da piccolo le persone sempre vestite di nero mi trasmettevano inquietudine. Per costruirlo ho sfruttato tutta la mia curiosità, ho tempestato Niccolò di domande, ho capito che cosa lo abbia portato a cambiare profondamente nel corso della sua vita, cose che il pubblico scoprirà con il procedere della serie."
Se Marcello cambia con il tempo, la biologa Sandra ha un terremoto interiore improvviso dopo l'incontro con la madonna che lacrima sangue, come ci ha raccontato la sua interprete Alba Rohrwacher: "Come il mio personaggio anch'io come persona e attrice sono stata smossa da questa storia. Ricordo che stavo viaggiando in treno e avevo con me la sceneggiatura di questi otto episodi, li ho letti tutti d'un fiato e il mondo di Niccolò mi ha travolto. Ho attraversato l'Italia in compagnia delle sue immagini, delle sue visioni, con questi personaggi che sono rimasti con me. Quando poi li ho visti in carne e ossa sul set, sullo schermo, mi hanno sorpreso ulteriormente, compresa la mia Sandra. Lei è una donna di scienza, molto razionale, che impatta però con un evento che non ha spiegazione, che ha appunto del miracoloso. Questo la cambia profondamente e diventa per lei un'ossessione, i suoi stessi occhi diventano ossessivi, occhi che ho ritrovato proprio in quelli di Niccolò (sorride e fa sorridere i giornalisti); la sua passione morbosa verso il lavoro che stava facendo mi ha aiutato a costruire il personaggio."

Orizzonti

Il Miracolo arriverà dunque su Sky Atlantic HD il prossimo 8 maggio, con un inizio e una fine ben precisi, ma c'è spazio di manovra per una possibile seconda stagione? "I produttori sono rimasti molto contenti dal lavoro che abbiamo svolto" ci ha detto Niccolò Ammaniti in chiusura, "e mi hanno già espresso la voglia di collaborare ancora per un'altra serie (Non puoi sfuggire Niccolò, mi hanno detto), non so però se ce la faccio (sorride amaramente). Non ho mai lavorato tanto come in questa occasione, all'inizio il set mi ha strappato dalla solitudine della scrittura, alla fine dell'avventura però ho pensato non fosse così male tornare a scrivere nel silenzio, nella quiete più assoluta. Purtroppo sono un perfezionista e ho supervisionato ogni aspetto della produzione, ho fatto spendere un sacco di soldi scegliendo musiche importanti, ho passato giorni e settimane a cercare una statuetta che fosse di mio assoluto gradimento, di una piscina che potesse essere la location che io avevo sognato in fase di scrittura. Mi sono stancato davvero tanto, penso però che il risultato abbia ripagato tutto l'impegno. Per ora non voglio impegnarmi ancora ma probabilmente accadrà fra qualche tempo, è stato interessante, in fondo è bello lavorare con gli umani..."
(Foto conferenza: Aurelio Vindigni Ricca)