Sara e Marti: intervista alle protagoniste della nuova serie Disney Channel

Il 5 febbraio inizia su Disney Channel una nuova serie italiana in cui la recitazione avviene a braccio, senza copione. Abbiamo parlato con le protagoniste

intervista Sara e Marti: intervista alle protagoniste della nuova serie Disney Channel
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Dalla metropoli alla cittadina di provincia: due ragazze si trasferiscono insieme al padre nel pittoresco borgo umbro di Bevagna dopo aver trascorso tutta la vita a Londra, con tutti i problemi che ne derivano. È questa la premessa di Sara e Marti #Lanostrastoria, nuova serie italiana che debutta su Disney Channel il 5 febbraio (dal lunedì al venerdì alle 20.10). Si tratta di una serie particolare, dal concept decisamente innovativo per lo studio Disney: Sara e Marti è infatti stata girata senza un copione scritto. Gli attori avevano delle indicazioni su cosa sarebbe dovuto accadere in una determinata scena ma non avevano vere e proprie battute da imparare. L'improvvisazione e la recitazione a braccio rendono la serie atipica per gli standard Disney, perché i personaggi parlano in maniera colloquiale, con tanto di inflessioni regionali nell'accento. Per rendere l'improvvisazione più immediata e genuina, i personaggi sono stati scritti con il carattere e le passioni dei loro interpreti come riferimento, creando così una vera e propria sintonia tra attore e personaggio. Abbiamo parlato con le due protagoniste, le giovanissime Aurora Moroni (Sara) e Chiara del Francia (Marti), diciassette e sedici anni. Ecco cosa ci hanno raccontato.

Com'è stato recitare a braccio, senza un vero e proprio copione?
Chiara: All'inizio era una sorpresa, ma alla fine non è tanto difficile perché puoi dire ciò che vuoi, ovviamente rispettando alcune istruzioni. Mano a mano ci si abitua e diveta una questione di sintonia con l'altra persona: sai quello che pensa, quello che potrebbe dire e quindi è un gioco. È come se stessimo parlando, solo che c'è una telecamera che ci riprende.
Aurora: le difficoltà sono state poche e solo all'inizo, perché ancora non conoscevamo gli altri attori, ma appena si entra in sintonia è veramente in discesa, ed è proprio l'improvvisazione il bello di questa serie.

I personaggi sono stati scritti con voi come ispirazione. Ma ci sono delle differenze tra voi e loro?

Chiara: Io sono positiva ma fino a un certo punto, sono più realista di Martina. E questa è una cosa che in Martina ammiro veramente tanto, perché è un bene saper vedere il meglio in tutto. Allo stesso tempo però è un'arma a doppio taglio perché bisogna essere positivi ma non è sempre tutto rosa e fiori.
Aurora: Io invece non sono così esagerata come Sara, anche se forse riflettendoci meglio avrei reagito anche io come lei in quella specifica situazione, perché passare da Londra a Bevagna è una cosa grossa. Solo in quella situazione, però, perché in generale non sono così e non mi sarei sfogata su mia sorella!

Che messaggio vorreste dare alle bambine e ragazze che vedranno la serie?
Aurora: Vorrei dire che non bisogna temere il cambiamento, perché ci sono cose che non ci aspettiamo ma che possono stupirci - e questo è un messaggio più per le tipe come Sara, ecco.
Chiara: Io vorrei dire che bisogna imparare ad accettare la propria crescita perché crescere è importante, e non dobbiamo mai essere pienamente soddisfatti di ciò che abbiamo fatto, perché possiamo sempre fare di più. Dal punto di vista di Martina la cosa importante da ricordare alle ragazzine timide e insicure della propria apparenza è che non devono sentirsi in difficoltà, perché la bellezza è dentro di noi.

Cosa consigliereste ai ragazzini che vogliono intaprendere la vostra stessa carriera?
Chiara: Consiglierei di inseguire i propri sogni senza mai arrendersi. Qualunque sia il tuo sogno, che sia ballare, cantare, cucinare o fare origami, bisogna continuare a fare quello. Se vuoi diventare il campione mondiale di origami fai quello, perché se ti rende felice lo devi fare.
Aurora: Per essere felici nella vita bisogna fare quello che ci piace, non bisogna accontentarsi di qualcos'altro. E, se ci credi davvero, ce la farai.