SmackDown: intervista esclusiva a Jeff Hardy, campione WWE

In esclusiva italiana abbiamo chiacchierato con Jeff Hardy, pittoresco wrestler di SmackDown al quinto regno dell'Intercontinental Championship.

intervista SmackDown: intervista esclusiva a Jeff Hardy, campione WWE
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In occasione dell'imminente serata di SmackDown, in trasmissione la notte del 28 agosto su Ddplay Plus in contemporanea con gli Stati Uniti e con commento originale prima di approdare in italiano martedì 1 settembre su Dmax, WWE ci ha concesso un'interessante chiacchierata in esclusiva italiana con Jeff Hardy, pittoresco e acclamato campione della competizione professionistica di wrestling. Attuale detentore dell'Intercontinental Championship, giunto ormai al quinto regno, e pluripremiato vincitore di una pletora di Championship sotto il marchio di WWE, fresco dell'incredibile vittoria contro AJ Styles che gli è valso proprio il titolo dell'Intercontinental, Jeff si è raccontato ai nostri microfoni sui propri sogni, le passioni e il futuro del pro wrestling. Prima di cominciare, in caso non le abbiate ancora lette, vi proponiamo anche la nostra intervista ad Adam Cole e la nostra splendida chiacchieranta con Triple H, vera e propria leggenda vivente del settore.

A tu per tu con Jeff Hardy

Everyeye.it: Ciao Jeff! È un piacere conoscerti. Di recente hai vinto il titolo Intercontinentale sconfiggendo Aj Styles, che sensazioni hai provato a riconquistare una cintura?
Jeff Hardy: Ciao, il piacere è tutto mio! Beh, mi ritengo estremamente fortunato di essere ancora vivo e vegeto e in grado di fare ancora il mestiere che amo, cioè il wrestling professionistico! E sì, pensare che ora sto parlando in qualità di campione intercontinentale per me è davvero surreale! Ma mi dà anche molta fiducia in merito al prosieguo della mia carriera e alle possibilità che mi si pareranno davanti. Sono davvero emozionato e pronto a tutto.

Everyeye.it: L'incontro è avvenuto all'esordio del WWE Thunderdome, ci racconti com'è lottare in questo nuovo contesto?
Jeff Hardy: è una sensazione davvero onirica, entrare in un contesto del genere e su un palcoscenico come quello è a dir poco incredibile e surreale. Mi riferisco anche alla situazione attuale che stiamo vivendo, visto che dobbiamo rispettare anche delle precise norme di sicurezza. È stato bello tornare al centro del palcoscenico. Credo che sia il prossimo passo verso un ritorno alla normalità, con la speranza di essere nuovamente sommersi dall'adrenalina delle folle e del pubblico dal vivo. Credo che le linee guida adottate sin qui rappresentino davvero la giusta direzione in cui muoversi, nonostante si profili un futuro davvero strano.

Everyeye.it: Prima di arrivare ad affrontare Aj Styles, c'è stato il feud con Sheamus e in storyline ci sono stati riferimenti ai tuoi demoni personali. È stata più una difficoltà o uno sprone?
Jeff Hardy: devo dire, per me è stato a dir poco... terapeutico. Soprattutto per il modo in cui è stato costruito il match, per la sua direzione più cinematografica, sai, quel tipo di incontro. È una cosa abbastanza diversa rispetto ad un normale match sul ring. Non è ciò che facciamo normalmente, sai, soprattutto con narrazioni del genere, in cui ci sono tematiche come l'alcolismo nel mezzo. Ma un incontro del genere mi ha permesso di acquisire più sicurezza e forza, è stato un po' il coronamento di un percorso durato setitmane, e devo dire che sono molto fiero di me stesso e del risultato che ho raggiunto. Soprattutto perché ho vinto contro Sheamus, mettendo fine a quel feud. È stata una storyline molto positiva, credo di avercela fatta.

Everyeye.it: Una delle tue caratteristiche è l'uso di facepaint ogni volta diversi. Dove trovi l'ispirazione? Dipingere è un hobby anche al di fuori del wrestling?
Jeff Hardy: Oh, sì. Dipingere è una passione che ho sin da bambino e il fatto di poterla sfruttare tutt'ora, a questa età, e addirittura nel wrestling, per dare un tocco in più alla mia figura, mi rende davvero felice e mi diverte. Sono cresciuto idolatrando Ultimate Warrior e il suo stile, e imitarlo era praticamente il mio sogno sin da bambino.

Considero il mio volto come se fosse la mia tela personale, e grazie ai miei lavori e alla mia creatività posso dar vita ad una sorta di "galleria" personalizzata! Quindi sì, è una passione che amo. Faccio un lavoro che mi permette di essere me stesso e di esprimere la mia creatività, e che soprattutto mi fa sentire bene con me stesso.

Everyeye.it: Quali pensi siano le differenze maggiori tra il wrestling attuale e quello dell'Attitude era, dei feud contro Dudley Boyz e Edge e Christian?
Jeff Hardy: Credo che il punto sia fissare le differenze tra due stili completamente differenti, un wrestling che oggi è più colorato e quello, per l'appunto, dell'Attitude Era. Quello di oggi viene definito un wrestling della PG-Era, ed è un wrestling come saprete molto più accomodante, è un prodotto che viene concepito per un pubblico di famiglie o di giovanissimi. La storia ci ha regalato match incredibili con The Rock e Steve Austin e Triple H, per esempio. Nomi che oggi sono coinvolti moltissimo, comunque, nella direzione creativa degli eventi.

Ma, appunto, la differenza sostanziale è che il wrestling è diventato un prodotto alla portata di tutti, e io penso che sia davvero figo perché ci permette di avvicinarci anche ad un pubblico più giovane rispetto a prima.

Everyeye.it: Qual è l'incontro o feud preferito della tua carriera? E lo spot più estremo di cui sei stato protagonista?
Jeff Hardy: Beh, direi senz'ombra di dubbio l'incontro con Randy Orton nel 2008, con quel salto da oltre 30 piedi che tutti ricorderanno. Ricordo che ero terrorizzato quella sera, però sai, è una di quelle cose che nella carriera di un wrestler bisogna saper affrontare. Ed è stato uno di quegli eventi, credo, che hanno contribuito ad accrescere la mia fama. E poi ricordo un altro incontro, quello contro Edge in Extreme Rules nel 2009. È stato assolutamente uno dei miei preferiti.

Everyeye.it: Chi vorresti sfidare in futuro, tra main roster e Nxt?
Jeff Hardy: Il bello del wrestling professionistico è che, alla fine, tutto è davvero possibile. Ad esempio ho una suggestione che si chiama Bray Waytt. Ma anche Roman Reigns. Ho sempre voluto lavorare con lui, anche perché ho in testa una storyline specifica che ho sviluppato anni fa, un alter ego di nome Willow, quando siamo entrati in questo business, che mi piacerebbe molto concretizzare. Come dicevo, tutto è possibile nel pro wrestling!