Star Trek Picard: abbiamo intervistato Sir Patrick Stewart

Durante Lucca Comics & Games 2019 abbiamo scambiato quattro chiacchiere con il leggendario Patrick Stewart: finalmente possiamo raccontarvela.

intervista Star Trek Picard: abbiamo intervistato Sir Patrick Stewart
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Quando incontri una Leggenda le gambe ti tremano, il cuore ti esplode in petto, non sai dove trovare le parole giuste. Ma tutto questo, con Sir Patrick Stewart, non accade. L'intramontabile Picard di Star Trek (ma anche Charles Xavier, il Professor X degli X-Men sul grande schermo) ha incantato Lucca Comcis & Games durante un panel di Star Trek: Picard, in arrivo il 24 gennaio su Amazon Prime Video. L'attore, monumentale e intramontabile interprete, ha lasciato la platea a bocca aperta intonando alcuni passi shakesperiani e dando prova del suo incredibile estro recitativo.

In seguito a questo momento indimenticabile di applausi e riverenza abbiamo avuto l'occasione di incontrare Sir Stewart da vicino in un'intervista che Prime Video ha concesso ad un gruppo ristretto di giornalisti. Noi eravamo lì, ammaliati dalla cultura e dalla flemma di un uomo e un attore di un altro pianeta. Un signore d'altri tempi, educato e composto, così genuino da essersi dispiaciuto quando il tempo per le domande era ormai esaurito, così rispettoso da aspettare che gli interlocutori raggiungessero l'uscio della porta per tendere personalmente la mano a ciascuno dei presenti.

Un volto raro, al giorno d'oggi, ma pronto a guidare le giovani leve del panorama attoriale moderno: insieme a Patrick Stewart abbiamo scambiato qualche chiacchiera anche con Isa Briones, a sua volta nel cast di Star Trek: Picard. Una ragazza che ha già l'esperienza e il carattere per affiancare Sir Stewart in un dibattito sulla recitazione, sul teatro e sull'importanza culturale che il suo ruolo (Isa è di origini asiatiche) riveste nel franchise.

A tu per tu con Picard

Viene da chiedersi, spontaneamente, qual è il segreto dell'energia di Sir Patrick, da dove ha trovato la volontà e l'ispirazione per tornare nei panni di un ruolo che l'ha consacrato nella cultura pop. L'attore dice di credere ancora nei progetti che sono in grado di raccontare qualcosa di diverso rispetto a una saga che, in apparenza, ha già detto tutto:

"La ragione principale per cui sono tornato a vestire un'ultima volta i panni di Picard sta nel fatto di voler chiudere questa pagina della mia carriera con qualcosa di diverso. Un discorso molto simile a quanto fatto con me e Hugh Jackman in Logan, un film che ha chiuso definitivamente il viaggio dei nostri personaggi pur portandoci in un mondo completamente diverso rispetto a quello canonico.

Creare un mondo differente è stato ciò che ha convinto i producer a realizzare Star Trek: Picard. Io, personalmente, ero affascinato dalle strade che avrebbe potuto percorrere il mio personaggio dopo gli avvenimenti delle ultime incarnazioni del franchise. Nella mia carriera, quando possibile, ho sempre cercato di affrontare i contrasti e i cambiamenti. Per questo motivo non me la sento di incarnare la figura di un professore nei confronti di attori più giovani: tutto quel che mi sento di dire, piuttosto che insegnare, è di essere coraggiosi. Io ho cercato di essere un attore diverso. Di essere, anzi, diverso".

Isa Briones, comunque, non è stata da meno. Sicura e decisa, ma anche sensibile: abbiamo avvertio una profonda commozione in lei quando ci ha raccontato cosa significa il suo traguardo per la comunità asiatica d'America: "La comunità asiatica in America ha un'identità molto forte, quando vediamo che uno di noi ha successo ci entusiasmiamo molto.


Credo che questo valore sia la base del progresso. Tutto questo significa molto per me: ho ricevuto messaggi di congratulazioni da tante ragazze asiatiche (anche di Paesi diversi) che mi hanno detto 'è come vedere me stessa sullo schermo'. Tutto questo è indescrivibile... per me è qualcosa di completamente nuovo, ma sono orgogliosa di aver ricevuto questa sorta di eredità culturale
".

Dal teatro allo schermo

Sia Isa che Sir Patrick hanno avuto una formazione teatrale. Due approcci in apparenza diversi, eppure capaci di fondersi in un rapporto complementare affinché l'uno possa essere il percorso di formazione verso l'altro.

Isa Briones ci ha infatti confessato: "Personalmente sono davvero grata di aver iniziato il mio percorso professionale al teatro. Mi ha formata affinché riuscissi ad avere un approccio creativo alla recitazione, ed è bellissimo. Credo che ti permetta di uscire dal tuo guscio... quando ho avuto questo ruolo ricordo di essere stata molto emozionata all'inizio, ripetevo a me stessa cosa stessi facendo. Ma il background del teatro è importante, ho capito di poter creare qualcosa perché mi è stata lasciata grande libertà nella costruzione del mio personaggio. Senza dubbio è stata una sfida importante, tecnicamente non ho mai avuto prima d'ora un approccio creativo alla recitazione. Non mi era mai successo perché al teatro ho vestito i panni di personaggi già impostati e scritti da qualcun altro".

SirPatrick Stewart è di un'altra formazione, appartenente ad una generazione passata che con il teatro ha avuto un rapporto intenso. La performance sul palco di Lucca Comics & Games 2019, d'altronde, sottolinea la grandezza del protagonista di Star Trek: Picard.

"Il primo ruolo shakesperiano che abbia mai recitato a voce alta è stato quando ero a scuola. Ricordo che l'insegnante ci portò una copia de Il Mercante di Venezia. Mi disse 'Stewart, tu sei Shylock, ora leggi'. Leggemmo. Ci redarguì pesantemente per il modo in cui leggevamo, che era molto naturale. Voleva che recitassimo con un tono consono ad un romanzo drammatico. All'epoca non avevo idea di cosa volesse da me, ma... qualcosa scattò in me. Quell'insegnante oggi è ancora vivo, ha 96 anni. Ne abbiamo riparlato, in seguito, perché nella mia carriera ho interpretato Shylock in cinque differenti produzioni. Questo è indicativo dei testi sheakesperiani: sono colmi di personaggi contraddittori e sfaccettati. Per questo le scelte di un attore possono essere infinitesimali ed estremamente creative".