Intervista Star Wars: Rebels - I doppiatori

Al Comic-Con di San Diego le voci originali dei protagonisti raccontano il loro rapporto con la saga

intervista Star Wars: Rebels - I doppiatori
Articolo a cura di

Star Wars Rebels è la nuova serie animata realizzata in grafica computerizzata, ambientata nell'universo di Guerre stellari, durante la nascita dell'Alleanza Ribelle.
Gli eventi narrati si svolgono infatti tra i film cinematografici Star Wars: Episodio III - La vendetta dei Sith e Star Wars: Episodio IV - Una nuova speranza.
Nel cast di doppiatori degli episodi ci sono anche gli attori Steve Blum (Zeb), Vanessa Marshall (Hera), Tiya Sircar (Sabine) e Taylor Gray (Ezra)... diverse generazioni a confronto, diverse storie dietro i nuovi personaggi di Star Wars Rebels che si apprestano ad accompagnare il pubblico televisivo nel nuovo progetto realizzato dai produttori esecutivi Dave Filoni, Simon Kinberg e Greg Weisman e prodotta dalla Lucasfilm e dalla Lucasfilm Animation. Sono loro a raccontarci la loro esperienza e soprattutto il loro rapporto con l'Universo di Guerre Stellari, a partire dalle origini...

Il legame con il mondo di Guerre Stellari

Cosa legame avete con il mondo di Star Wars?

Vanessa Marshall: Per me significa il mondo intero! Ed è sempre più vero negli anni, sin da quando ho visto la prima trilogia nel 1977. Mi ha portato in un altro mondo.
Steve Blum: Quando è uscito il primo film, Episodio IV - A New Hope, mi stavo diplomando. In quel periodo ero piuttosto apatico, indifferente, molto concentrato sulla scuola, sulla mia vita. Non ero molto connesso con il resto. Ma ricordo il momento in cui mi son seduto in quel cinema, e ho visto l'incrociatore imperiale attraversare lo schermo... E' stata la prima cosa che ha rapito completamente la mia attenzione di giovane di diciassette anni, almeno in quella parte della mia vita. Mi ha trascinato in quella storia e non ci avevo più ripensato fino a quando ho guardato la presentazione di Star Wars Rebels: mi ha riportato a quel momento
Taylor Gray: Anni fa ho visto la prima trilogia, ma poi non ho mai più continuato con la seconda. Ma quando ho saputo che avrei fatto questa serie li ho recuperati, anche se non volevano che li guardassimo...Regista e produttori volevano che i nostri personaggi fossero il più possibile 'naive'. Come i protagonisti stessi, d'altronde. Ezra non è mai stato nello spazio, in un'altra galassia, ed è tutto completamente nuovo per lui.
Tiya Sircar: Io avevo visto la trilogia originale da bambina e ricordo di aver avuto la consapevolezza che fosse qualcosa di grande, di speciale, sin da allora. Ma forse ero troppo giovane per apprezzarlo davvero. E anche io ho colto questa come l'occasione per riguardarla, e finalmente mi son pienamente resa conto di quanto fosse importante. E poi in contemporanea ho potuto vedere anche The Clone Wars su Netflix, ma perché ne avevo voglia e non perché Dave Filoni fosse diventato il mio capo! So che c'è ancora tanto di Star Wars lì fuori e voglio godermene il più possibile, anche se ci vorrà un po' di tempo.

L'esperienza come doppiatori

E oggi? Cosa significa farne parte? E con dei personaggi così diversi...

Vanessa Marshall: E' qualcosa di talmente profondo per me... Da giovane la principessa Leila era una icona per me, volevo addirittura farmi i capelli come lei! Poi sono arrivati i prequels ed è stato sorprendente scoprire la storia di Anakin. Ho sempre avuto una ossessione per lui e la sua redenzione mi ha sempre affascinato, ma non l'avevo mai condiviso con nessuno proprio perché è sempre stato qualcosa di assolutamente privato. Fino ad oggi. Mi sento finalmente di non essere più sola.
E oggi questi nuovi personaggi ci hanno richiesto ricerche e preparazione per entrare nel loro mondo. In qualche maniera c'è stata una pressione, ma la sceneggiatura ci ha davvero aiutato molto a fare bene il nostro lavoro.
Steve Blum: E' stata come una rete di sicurezza, come quando hai paura che le cose non funzionino o mentre senti di starti lanciando nel vuoto, sapevamo sempre che c'erano quei ragazzi 'dietro al vetro'.
Taylor Gray: Io credo che questi nuovi personaggi siano cosi complessi che alla fine la gente finirà per riuscire a relazionarcisi. Spero più 'prima' che 'poi', ma è comunque sempre l'universo di Star Wars e il pubblico si divertirà sicuramente.
Tiya Sircar: Alla fine Dave Filoni non avrebbe messo il suo nome in questo progetto se non avesse sentito che era al livello della Saga. Io ho fede nel fatto che a lui e Kinsberg Star Wars sia qualcosa che scorre nelle vene. E spero che il pubblico si fidi che non non avrebbero messo in circolazione qualcosa che non valesse.

I punti in comune con i personaggi

Sono, almeno i più giovani, eroi che in qualche modo vi assomigliano?

Taylor Gray: Forse nel senso che è tutto nuovo per lui... Tutto quello che ha, l'ha raggiunto da solo. E' furbo e molto abile. Sa cosa lo aspetta, ma in qualche modo sta cercando di trovare il suo posto. Io credo che in questo caso più che in altri, sia un personaggio che piace a molti fan perché riescono a relazionarcisi. Ed è bello perché molti, e io per primo, non se lo aspettavano.
Tiya Sircar: Anche Sabine è giovane, è una teenager, abile e capace. E' una mandaloriana e, ovviamente, fa neri i nemici, ma è anche un'artista. E' speciale. E questo emerge anche mentre stiamo attaccando l'Impero per distruggerlo...