Star Wars The Bad Batch: abbiamo intervistato gli autori della serie Disney

Abbiamo colto al volo la possibilità di partecipare ad un evento dedicato a The Bad Batch e di chiacchierare un po' con Brad Rau e Jennifer Corbett.

Star Wars The Bad Batch: abbiamo intervistato gli autori della serie Disney
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The Bad Batch è ormai alle porte e, ammettiamolo chiaramente, porta con sé delle aspettative ed un'eredità tutt'altro che agevoli, come scrivevamo nel nostro speciale su The Bad Batch. Se fino ad ora Rebels poteva considerarsi una sorta di ben più che degno erede - sebbene indiretto - di The Clone Wars, portandone avanti molti personaggi e tematiche, adesso la situazione è differente: le avventure della Clone Force 99 sono un vero e proprio spin-off e proseguimento delle Guerre dei Cloni, lo prova anche l'immutato stile grafico, mentre ogni altra serie dedicata all'universo di George Lucas ha sempre proposto differenti tipi di animazione.

Ad aumentare la nostra già spasmodica attesa per l'imminente Star Wars Day, ovvero il 4 maggio, giorno in cui la premiere di The Bad Batch sbarcherà su Disney+ (qui trovate tutte le altre uscite di maggio Disney+), è stata la gradevole possibilità di partecipare ad un evento stampa dedicato proprio alla serie, con la possibilità oltretutto di porre qualche domanda a Brad Rau e Jennifer Corbett, rispettivamente regista e sceneggiatrice nonché entrambi produttori esecutivi.

L'importanza dell'equilibrio

Un evento stampa diviso in due parti, la prima delle quali incentrata su una semplice ricapitolazione su cosa sia Star Wars: The Bad Batch. In una chiacchierata dall'atmosfera molto leggera si è ribadito il legame strettissimo con la serie madre, si sono presentati di nuovo i protagonisti della serie, ovvero i 5 membri della Clone Force 99, si è inquadrato il periodo preciso in cui è ambientata questa nuova epopea, che inizierà con il famigerato Ordine 66 proclamato da Palpatine e ne esplorerà le immediate conseguenze.

Quindi una serie che ci trasporterà immediatamente nell'azione e che con ogni certezza vedrà Hunter, Echo, Tech, Wrecker e Crosshair rimanere molto perplessi da un radicale quanto improvviso cambio di rotta. Sono stati creati e cresciuti per essere soldati della Repubblica, come si comporteranno di fronte al neonato Impero Galattico? Resta da vedere come resisteranno al chip inibitore, ma probabilmente sarà una conseguenza delle loro mutazioni genetiche. In ogni caso il momento clou dell'evento è stato sicuramente l'intervento di Dee Bradley Baker, la voce dei Cloni, che ha dato una prova meravigliosa ed esilarante di come riesca a passare con estrema velocità dalla voce tonante di Wrecker a quella più rilassata e saccente di Tech, ad esempio.

La seconda parte dell'evento, invece, consisteva in un'intervista roundtable con i soli Rau e Corbett e qui qualche piccola sorpresa non è mancata. A sorprenderci in positivo è stato proprio lo spirito di collaborazione e sincero entusiasmo mostrato dai due; l'ennesima riprova che il nuovo corso seriale di Star Wars sia stato studiato, programmato - verrebbe da dire quasi in stile Marvel - e affidato a persone di talento che sono al contempo fan della saga, situazione in diretto contrasto con il caos regnante sovrano nella controparte cinematografica.

Tra le varie tematiche sollevate, una delle più interessanti è stata certamente la questione dell'equilibrio: quanta conoscenza pregressa, in particolar modo di The Clone Wars, bisogna avere per guardare in serenità The Bad Batch? Come si realizza quel bilanciamento necessario a creare un prodotto sia aperto a nuovi appassionati, o comunque non minuziosi conoscitori della galassia lontana, lontana, sia soddisfacente per i fan storici?

"Ne abbiamo parlato molto in fase di pre-produzione, a dire il vero. L'obiettivo che ci siamo prefissati era proprio quello di dar vita ad una serie che non richiedesse una familiarità universale con The Clone Wars; anche chi lo conosce solo parzialmente può lanciarsi su The Bad Batch senza perdersi nulla della trama principale. Al contempo, abbiamo lavorato molto per rendere lo show appagante per i fan più esigenti", ha subito affermato Rau.

Dave Filoni e la chiamata alle armi

"Anche riguardo ai personaggi già noti che abbiamo inserito, la tentazione di usarne il più possibile e giocarci era davvero forte. Ma al contempo era presente la voglia opposta, di crearne di nuovi e introdurli al pubblico. Ci siamo ripetuti di continuo che questa galassia è molto grande, non dobbiamo e non possiamo farla apparire troppo piccola", ha poi concluso giustamente la Corbett. Discussioni in pratica sulla direzione generale che un telefilm ambientato nell'universo di Star Wars deve intraprendere e non poteva mancare di conseguenza l'invocazione di Dave Filoni, un figliol prodigo dello stesso Lucas che ha sempre supervisionato il filone seriale del franchise, nonché scritto e diretto numerosi episodi .

Una guida brillante e necessaria, nelle parole dello stesso Rau, che ha più volte ricordato ad entrambi come il tema centrale, il cuore pulsante della saga in fondo sia sempre e comunque la famiglia, nel senso più libero e allargato del termine - basti pensare a The Mandalorian e al rapporto tra Din Djarin e Grogu.

In chiusura si è provato più volte a far sbilanciare il duo sulla trama e gli eventi che ci attendono; tentativi falliti neanche tanto sorprendentemente, con l'unico risultato di strappare qualche promessa di Rau su una storia più grande che si svilupperà. Volevamo chiudere, però, questo articolo con la vera e propria chiamata alle armi, per così dire, di Jennifer Corbett, con un tono quanto mai sincero ed emozionato. Rispondendo ad una domanda sulla possibilità di altre serie simili o una seconda stagione di The Bad Batch, si è così espressa:

"Possiamo solo sperare! Noi abbiamo diverse idee e persino un numero di episodi ben fissato in testa. Ma per adesso ci auguriamo soltanto che chiunque dia un'occasione a questa serie".