The Marvelous Mrs. Maisel: intervista ad Amy Sherman-Palladino e al cast

Abbiamo incontrato la creatrice della serie comedy Prime Video che ha fatto incetta di premi: abbiamo parlato di tv, comicità e... di draghi.

intervista The Marvelous Mrs. Maisel: intervista ad Amy Sherman-Palladino e al cast
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Amy Sherman-Palladino ci ha detto che non tornerà mai più alla televisione tradizionale. E perché dovrebbe? The Marvelous Mrs. Maisel, la sua serie comedy Prime Original, ha debuttato su Amazon Prime Video lo scorso dicembre e da allora ha fatto incetta di premi, tra cui due Golden Globe e otto Emmy. La storia della giovane casalinga degli anni ‘50 che viene mollata dal marito e scopre un innato talento per la stand-up comedy ha conquistato davvero tutti, e non è difficile intuire perché: fa ridere sul serio, la regia è di alto livello, la scrittura è brillante e arguta, gli interpreti sono formidabili. Soprattutto, però, la serie della creatrice di Una mamma per amica brilla per la sua protagonista, Miriam "Midge" Maisel (interpretata da una strepitosa Rachel Brosnahan).
È inutile girarci attorno: Midge è una delle migliori protagoniste femminili della realtà televisiva contemporanea perché è così complessa e sfaccettata da essere quasi reale. Ha un'estrema fiducia in se stessa, le piace il rosa, è divertente, pragmatica e non ha paura di dire la sua - è, insomma, una donna vera, e nella seconda (strepitosa) stagione, disponibile su Prime Video dal 5 dicembre, continua a dare il meglio di sé. Proprio in occasione del debutto dei nuovi episodi abbiamo incontrato Amy Sherman-Palladino (che è energica, brillante e logorroica come le sue protagoniste), il marito Daniel Palladino (sceneggiatore, co-regista e produttore esecutivo della serie) e le interpreti Rachel Brosnahan e Alex Borstein (nella serie è Susie, la manager di Midge). Abbiamo parlato di amicizie femminili, dei limiti della tv tradizionale e di... draghi. Ecco cosa ci hanno detto.

"Girls supporting girls": quella tra Midge e Susie è un'amicizia femminile finalmente realistica, non basata sulla competizione come invece vediamo spesso in tv. Com'è per voi portare sullo schermo un'amicizia del genere?

Alex: Non è un'esperienza nuova per noi perché è così che ci comportiamo tra noi e con le nostre amiche, ma era ora che qualcuno permettesse di mostrarlo in tv. Ed è fatto con cura: è reale, ci supportiamo ma siamo anche brutalmente oneste l'una con l'altra, ed è una cosa che si vede raramente. Di solito vediamo le donne che parlano di un uomo, si dicono "dai, provaci, non arrenderti, troverai l'amore". Qui è diverso, qui c'è qualcuno che dice "Perché c***o ne avresti bisogno? Vai a casa, masturbati e concentrati sulla tua carriera".

Rachel: C'è questo tipo di intimità e quasi di confusione che rende molto reale la loro amicizia. Ed è incoraggiante che sia qualcosa che si vede sempre più spesso in tv: è una delle cose che mi piacciono di più di Insecure e che ho visto anche in GLOW. Non dovrebbe suonare come una novità come invece accade, e spero che il fatto che così tante persone apprezzano questo lato della serie faccia capire alla gente che si tratta di un elemento prezioso, anzi del fondamento della vita di così tante donne.

Alex: L'intrattenimento televisivo sta diventando un po' più autentico e reale. E lo dico in generale, non solo per quanto riguarda le storie di donne: stiamo cercando sempre più verità nella nostra narrazione. Amiamo ancora Game of Thrones e queste grandi produzioni, ma la gente cerca show che catturino aspetti reali della vita.

Un elemento che contraddistingue le serie di Amy Sherman-Palladino sono i dialoghi lunghi e rapidissimi, ma in The Marvelous Mrs. Maisel c'è anche parecchio movimento, e soprattutto in Midge vediamo una fisicità che accompagna il ritmo dei dialoghi. Com'è essere Midge?

Alex: Be', in effetti si è fatta male!

Rachel: Sì, non sono poi così aggraziata, soprattutto sui tacchi, quindi questa è stata una vera e propria sfida per me e una frustrazione per Amy, che era una ballerina e deve sopportare il mio continuo inciampare e cadere [ride]. È impegnativo, non sono una ballerina. Mi so muovere un pochino, ma il movimento è uno degli aspetti più difficili dello show, e uno di quelli più gratificanti quando funziona. Durante il primo episodio mi sono ritrovata spesso senza fiato, tanto che spesso devo ridoppiarmi perché sono senza fiato per quanto cammino o corro, o per quanto veloce mi muovo. Midge è una trottola e anche per questo è diversa da tantissimi altri personaggi che ho visto in tv, e la trovo una vera novità. In più io arrivo da prodotti drammatici in cui l'inquadratura è così ristretta che reciti solo con gli occhi. Quindi una delle parti più terrificanti di girare il pilot è stato avere Amy che mi incoraggiava a dare 27 volte più di ciò a cui ero abituata. E ora quel continuo muoversi lo vedo come una risorsa e non come un ostacolo.

Molti hanno detto che la serie ricorda un po' le atmosfere di un musical, non tanto per la colonna sonora quanto per la sua aura un po' fiabesca. Tu come la vedi?
Rachel: La vedo come un misto di fantasia e realtà, e questa combinazione crea qualcosa di unico. A scuola mi dicevano sempre che i musical che coinvolgono di più il pubblico sono quelli in cui i personaggi cantano perché parlare non è sufficiente a trasmettere le emozioni che provano. Non possono parlare, quindi devono cantare. Ed è un po' ciò che sento in merito alla nostra serie, per come bilancia realtà e fantasia.

Scrivere una serie comedy è una cosa, scrivere stand-up comedy è tutto un altro paio di maniche. Come avete approcciato la cosa e come vi siete preparati in merito?

Amy: Non avevamo deciso che tipo di comicità volevamo fare, ma sapevamo che molto probabilmente avremmo preso un'attrice e non una comica. La stand-up comedy è un'arte molto specifica, è molto diversa dalla recitazione ed è estremamente difficile. Richiede anni e anni di lavoro e perfezionamento, e per far sì che la nostra Midge riuscisse a salire su quel palco e dominarlo aveva bisogno di qualcosa a cui aggrapparsi. Così abbiamo scelto uno stile di comicità tipo flusso di coscienza, per cui Midge prende qualunque cosa le succede quel giorno o poco prima di salire sul palco e ne parla.

Daniel: Ed è proprio questo che Susie nota in lei nel palco. Vede questa persona autentica, vede l'immagine di una bella donna dell'Upper West Side che dice le cose come stanno, è onesta in un modo che nessun'altra donna come lei sarebbe.

Amy: E per questo per noi è stato più facile scrivere i suoi monologhi: sono una storia, un'emozione, e alla fine se uno rilegge i copioni di Una mamma per amica si accorge che in effetti Lauren Graham fa un monologo di venti minuti ogni volta che ordina un caffè, semplicemente perché quello è il suo modo di parlare. Invece è più difficile per noi quando abbiamo comici esterni - non Lenny Bruce ma gli altri che si vedono sul palco di tanto in tanto, e ora ne abbiamo sempre di più perché Midge sta iniziando a girare per i club. Quindi in questo caso abbiamo un paio di comici professionisti che ci aiutano molto sotto questo aspetto. Perché è una forma d'arte particolare a cui vogliamo rendere giustizia.

Dalla tv tradizionale allo streaming. Quanto è diverso?
Amy: Questa è una serie che non potrebbe esistere sulla tv tradizionale. È un personaggio troppo complicato e mi farebbero un sacco di commenti sul suo livello di apprezzamento, tipo che dovrebbe badare ai figli ventiquattr'ore al giorno. E poi naturalmente ci sarebbe l'aspetto pubblicitario, che è ciò che davvero comanda nei network tradizionali. Non ho intenzione di tornare alla tv tradizionale. Non c'è ragione per farlo, non ora che ci sono così tanti altri servizi in cerca di altre voci e storie, e la cosa meravigliosa di essere su un servizio streaming - e la ragione per cui non tornerò in tv - è che vogliono farti realizzare ciò che hai in testa. Sono interessati ai difetti, al percorso della storia: vogliono che sia come un film, non vogliono solo vendere assorbenti. Anche perché Amazon già ne vende parecchi, li ordini e il giorno dopo ti arrivano!

Daniel: La verità è che le serie comedy non ottengono lo stesso rispetto di quelle drammatiche. Prendi gli Emmy, anche lì i titoli drammatici arrivano per ultimi. Annunciano i vincitori per le comedy e poi dicono che i più grandi premi della serata, cioè quelli per i titoli drammatici, stanno per arrivare. Noi pensiamo che dramma e commedia siano uguali, e pensiamo che ciò che facciamo sia drammatico, solo che in più dobbiamo aggiungerci le battute.

Amy: Se avessimo i draghi, dovrebbero essere divertenti, c***o! Quindi dai, prova un po' a fare dei draghi divertenti, eh Khaleesi?