The Nevers: alla scoperta degli effetti visivi della serie HBO

Gaia Bussolati e Rosario Barbera di EDI Effetti Digitali Italiani ci hanno raccontato della realizzazione dei VFX della serie disponibile su Sky Atlantic.

The Nevers: alla scoperta degli effetti visivi della serie HBO
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EDI Effetti Digitali Italiani è nata nel 2001 e si occupa di effetti visivi digitali. Da allora, la società si è costruita un curriculum di tutto rispetto, collaborando alla produzione di opere cinematografiche e seriali, italiane e internazionali, come Il Primo Re, Le Mans '66 - La grande sfida, American Gods, Una serie di Sfortunati Eventi, ZeroZeroZero e Romulus. Di recente, questa felice realtà del nostro paese è stata vittoriosa ai David di Donatello 2021 grazie agli effetti visivi realizzati per L'incredibile storia dell'Isola delle Rose.

Uno degli ultimi prodotti che ha visto la partecipazione di EDI è stata la serie HBO The Nevers, che ricordiamo essere disponibile su Sky Atlantic e Now. Nella nostra anteprima di The Nevers avevamo definito lo show "visivamente impeccabile" poiché colpiti dalla bellezza della Londra tardo-vittoriana e dagli alti valori produttivi; impressioni che abbiamo confermato in fase di recensione della prima parte della stagione. Ebbene, Gaia Bussolati e Rosario Barbera ci hanno gentilmente concesso un po' del loro tempo per parlarci del lavoro fatto in The Nevers, rivelandoci alcuni retroscena del loro lavoro. Prima di passare alle loro risposte, però, segnaliamo che al link seguente trovate il video del making of degli effetti visivi digitali di The Nevers creati da EDI.

Il percorso che porta a The Nevers

Everyeye.it: iniziamo pure con le presentazioni e con il percorso che vi ha portato a lavorare per EDI.
Gaia Bussolati : sono Gaia Bussolati, un architetto, e sono arrivata a occuparmi di effetti visivi perché durante il mio percorso ho pensato di fare la scenografa. Poi ho fatto l'aiuto scenografa in un film di Chiambretti e lì ho conosciuto quelli che facevano gli effetti visivi. Così ho pensato di fare una tesi di laurea sulla progettazione di spazi irrealizzabili, sono entrata in contatto con EDI, che all'epoca stava nascendo, e ho chiesto se potessi fare uno stage di un mese, e poi sono diventati 21 anni.
Rosario Barbera : io ho fatto un percorso un po' diverso. Mi sono laureato in ingegneria del cinema a Torino, in piena crisi economica. Per cui sono stato "costretto" - e d'altra parte molto contento - di spostarmi a Los Angeles a lavorare per un periodo. All'epoca facevo produzione sul set e mi è capitato di lavorare in una società dove c'era gente che ai tempi aveva fatto gli effetti per i primi Star Wars; l'ho trovato interessante e ho buttato un occhio alla post-produzione piuttosto che al set. Tornato in Italia sono entrato in contatto con EDI, e sono qui da circa 11 anni.

Everyeye.it: come descrivereste cosa sono gli effetti visivi digitali?
Gaia Bussolati : in poche parole, sono gli effetti speciali, ma fatti al computer. Sostanzialmente è un ricreare tutto ciò che non si riesce a girare per un qualche motivo - perché non si è avuto il tempo, perché non si è nella location adatta, perché non esiste, come nel caso della fantascienza. Lo ricreiamo a posteriori digitalmente ricreando un'immagine che poi verrà inserita all'interno del girato, o a sé stante.

Everyeye.it: quali sono i vostri compiti?
Rosario Barbera : su un progetto le due metà che compongono il management del team di effetti visivi sono il Visual Effects Supervisor - che in questo caso è Gaia - e il Visual Effects Producer - che è il mio ruolo, che sono al 50% responsabili del progetto. Il Producer si occupa della parte di gestione e di contatto col cliente. Si assicura che il progetto stia nei tempi e nel budget corretto, chiaramente assicurandosi che il risultato visivo sia quello che il cliente si aspetta di ottenere. Di contro, invece, il Supervisor ha responsabilità più sulla parte artistico-creativa e anche tecnica, perché il nostro lavoro è basato principalmente sull'informatica.

Everyeye.it: di cosa vi siete occupati in The Nevers?
Gaia Bussolati : ci siamo occupati dei set extension, quindi di ricreare la Londra vittoriana laddove c'erano palazzi contemporanei o con l'ausilio dei blue screen, per agevolarci nel rimpiazzare le persone e tutto quanto il contorno che passava davanti nel momento in cui si girava principalmente in studio. Quindi nelle scene ricostruite in studio è stata ricreata una parte e poi tutto il resto lo abbiamo esteso digitalmente. In alcuni casi abbiamo cambiato l'esistente, in alcuni casi abbiamo ricreato quello che non era stato costruito.

L'ispirazione e le sfide della pandemia

Everyeye.it: quali sono state le fonti di ispirazione?
Gaia Bussolati : premettiamo che esiste una figura importantissima che è il VFX Supervisor generale di HBO che è John H. Han. Lui è stato quello che ha supervisionato tutto il set e ha coordinato tutti i vendor, noi compresi. Quindi le indicazioni estetiche arrivavano da input principalmente suoi. Avevamo dei riferimenti di libri e di documentazioni fotografiche relativi ai vari tipi di quartiere, da quello benestante a quello più fatiscente o industriale. Quindi abbiamo preso dei riferimenti molto reali, molto fisici.
Rosario Barbera : principalmente l'idea che c'era dietro il nostro lavoro era espandere ciò che in parte era già scenografato. Per esempio, dove c'era un muro ci veniva chiesto di far vedere che oltre quel muro c'era qualcosa, e quindi si apriva la vista su una strada, su un mercato. È capitato più volte di rendere tutto visivamente più ricco e interessante.

Everyeye : quali sono state le tempistiche? E Che impatto ha avuto il Covid?
Rosario Barbera : abbiamo iniziato a parlare di questa serie, quindi a leggere gli script e a discuterne con Jack Geist (Visual Effects Producer per HBO) praticamente sul finire di Cosmos, l'altra serie con cui abbiamo conosciuto Jack. Ci ha chiesto di subentrare su questo nuovo lavoro che stava per partire e quindi abbiamo iniziato dalla fase di sceneggiatura a fare tutte le varie considerazioni, gli studi e i preventivi.

Era aprile 2019, quindi la gestazione è stata molto molto lunga. Durante il periodo di Covid, la produzione si è dovuta fermare, ma per fortuna erano stati girati già tre episodi, tre episodi e mezzo. Durante quel periodo abbiamo continuato a lavorare, ci è servito avere quel cuscinetto per portare avanti il nostro lavoro, in attesa di riprendere le riprese e proseguire con il resto degli episodi.
Gaia Bussolati : poi ne hanno riprese altre tre. La serie doveva essere da dieci episodi, poi è diventata da sei e infatti prossimamente ci sarà la seconda parte della prima stagione. È stato un incastro di riprese, di stop, di riprese, di lavorazioni e di aggiustamenti. L'impatto sulle nostre lavorazioni è stato molto forte. Poi ci si organizza lavorando da casa, si trovano i modi per lavorare insieme collegandosi e parlandosi costantemente, ma l'impatto è stato abbastanza forte.

Everyeye.it: i videogiochi hanno una qualche influenza sul vostro lavoro?
Rosario Barbera : al giorno d'oggi il nostro lavoro ha delle influenze su qualsiasi tipo di media esistente, che sia videogioco, cinema, serie tv, advertising. Qualsiasi tipo di fonte, per noi può essere d'ispirazione.
Gaia Bussolati : C'è anche da dire che i videogiochi settano un po' delle asticelle. Il fotorealismo che si ottiene con i videogiochi contemporanei setta un livello sulla nostra lavorazione, che non deve sembrare videogioco, altrimenti sembra finto.

Il futuro e la soddisfazione nel presente

Everyeye.it: l'arrivo di tecnologie sempre più potenti alleggerisce il lavoro o lo rende più complicato?
Gaia Bussolati : diventa più complesso, più elaborato. Stanno prendendo piede nuove tecnologie, noi cerchiamo di capire se ci possono essere utili e come utilizzarle. È un periodo molto fervente in fatto di nuove tecnologie, ma non è detto che riusciremo a utilizzarle tutte o che ci serviranno. Ovviamente cambia il lavoro, ma non si alleggerisce mai e il gusto degli spettatori cambia anche di conseguenza. Per esempio, i bambini di adesso ti dicono subito se una cosa gli sembra finta o no.

Everyeye.it: tornando a The Nevers, ci sono state difficoltà particolari durante i lavori?
Rosario Barbera : a livello di lavorazione credo che sicuramente le inquadrature full CG sono state quelle più complesse da realizzare, perché dover ricreare tutto da zero e renderlo fotorealistico è una sfida molto difficile. In parallelo anche altri ambienti che invece dovevano avere tutta una componente girata con tutto il resto del fotogramma ricostruito integralmente, e lì nello stesso frame avevi proprio la comparazione visiva tra quello che era girato e quello che era aggiunto in post produzione e le due cose dovevano essere fluide.

Gaia Bussolati : la parte che ho trovato un po' più difficile è stata quella in cui non si era pensato di usare effetti visivi e quindi abbiamo dovuto fare un lavoro aggiuntivo perché non c'era un pensiero progettato per l'effetto visivo. Intendo alcune inquadrature con camere a mano, dove non c'erano blue screen e tutto si muoveva in maniera assurda. La richiesta era fighissima, ma dover mettere insieme tutto quanto con delle persone che si muovono davanti senza blu screen è dura. Ci abbiamo lavorato tanto, perché erano inquadrature difficili ma il risultato finale è particolarmente entusiasmate. È stato anche interessante collaborare con gli altri studi. Abbiamo avuto un po' di inquadrature in collaborazione e vedere il nostro lavoro insieme a quello di tutti gli altri e poi guardare il risultato finale è fighissimo.