The Witcher: intervista con la showrunner e le attrici di Ciri e Yennefer

Abbiamo intervistato Lauren Schmidt Hissrich, showrunner di The Witcher, insieme a Freya Allan e Anya Chalotra, attrici di Ciri e Yennefer.

intervista The Witcher: intervista con la showrunner e le attrici di Ciri e Yennefer
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The Witcher si è mostrato a Lucca Comics & Games 2019. Lo ha fatto con un panel esclusivo e con numerose conferenze (alcune con il pubblico, altre con la stampa) a cui hanno partecipato numerosi ospiti che Netflix Italia è riuscita a portare alla kermesse toscana. Vi stiamo raccontando passo passo tutte le novità inerenti alla serie tratta dai libri fantasy di Andrzej Sapkowski e continueremo a farlo nel corso della nostra copertura lucchese. Questa volta vi proponiamo la nostra intervista a Freya Allan e Anya Chalotra, rispettivamente attrici di Ciri e Yennefer, accompagnate dalla showrunner Lauren Schmidt Hissrich.

Le tre donne hanno concesso una lunga chiacchierata nel corso di una conferenza a porte chiuse con la stampa, ma in seguito abbiamo ottenuto da Netflix un incontro più esclusivo e ravvicinato con le ospiti. Con Anya, Freya e Lauren abbiamo parlato del lavoro di adattamento svolto rispetto ai romanzi dello scrittore polacco, ma anche degli sviluppi che coinvolgeranno i personaggi di Ciri e Yennefer, le due protagoniste indiscusse insieme al possente Geralt di Henry Cavill.

Chi sono Yennefer e Ciri

Una domanda che potrebbe sorgere spontanea nei confronti di chi non ha mai sfogliato le avventure cartacee di Geralt di Rivia. Prima di lasciarvi alle parole delle due attrici, iniziamo col dirvi che Ciri è la principessa di Cintra, una ragazzina vissuta nell'agio e lontano dai pericoli per tutta la vita. Quando un complotto minaccia la sua incolumità, però, la piccola è costretta a scappare e troverà proprio in Geralt una figura su cui fare affidamento. Mentre Yennefer è una potente strega che legherà il suo destino a quello del witcher, intrattenendo con lui un rapporto amoroso. Ciò che caratterizzerà le due donne, in particolar modo Yen, è il ruolo e la posizione delle donne in una società che non accetta in alcun modo l'indipendenza femminile (ma ci saranno anche altri temi, come analizzeremo più avanti).

Anya Chalotra (Yennefer) ci ha descritto così il suo personaggio: "Yeneffer è una maga, è testarda. Nella serie conoscerete le sue origini, all'inizio ha 14 anni, scoprirete la sua crescita e la relazione con Geralt. Ma conoscerete anche il suo potere, cosa significa per lei. E' una donna in gamba, forte, tosta. Ciri è la principessa di Cintra. Quando la incontriamo all'inizio scopriamo che sta vivendo in una bolla, protetta dal mondo esterno. Ma è anche molto curiosa e questo lo noterete subito. La sua curiosità è proprio il motivo per cui chi la ama tenta di proteggerla. Ma è anche testarda. ALl'inizio del suo viaggio c'è un incontro/scontro con tutto ciò che non conosceva fino a quel momento e vedrete anche il suo lato più vulnerabile, ma anche la sua capacità di adattarsi. Di lei amo l'evoluzione che ha nel corso della serie".

Freya Allan (Cirilla), nel corso della roundtable che ha seguito la conferenza stampa, ci ha poi confessato che la sua età (Ciri, nella serie, sarà un po' più grande rispetto alla sua prima comparsa nei libri) modificherà leggermente il rapporto con Geralt, senza tuttavia perderne il fulcro concettuale: "Il rapporto tra Geralt e Ciri, nella serie, sarà più vicino a quello di un fratello maggiore con sua sorella minore piuttosto che un legame padre-figlia, per una questione più che altro anagrafica. L'aspetto più interessante è che il mio personaggi non è ovviamente forte. Non è come Yennefer, che ha dei poteri ed è in grado di combattere, ma mi è piaciuto proprio il fatto che il suo è un percorso di crescita".

Due attrici giovanissime, Freya e Anya, che tuttavia hanno abbracciato il progetto con grande coraggio:

(Freya): "Per me, inizialmente, è stato spaventoso trovarmi sul set di questa produzione mastodontica. Ma è stato anche un grandissimo regalo: ho lavorato ed imparato per 8 mesi, al fianco di colleghi e di una troupe stupenda. Sono stata davvero felice di aver ottenuto questo ruolo e, in egual modo, ho gioito di poter lavorare con un giovane talento come Anya (Yennefer) e un professionista come Henry Cavill, che ha molta esperienza nella gestione di franchise molto seguiti. Anche la produzione è stata emozionante: chi era dietro le macchine da presa era incredibilmente appassionato nei confronti di ciò che stava facendo".

Le due hanno potuto contare, appunto, sulle spalle solide e possenti di un gigante del grande schermo (in tutti i sensi, vista la sua fisicità) come Henry Cavill. Lo ha sottolineato l'interprete di Yennefer: "Per quanto riguarda la mia esperienza sul set con Henry, non avete idea di quanto lui sia appassionato ai romanzi, è davvero coinvolto, curioso e propositivo. Con lui potevamo parlare di qualunque cosa riguardasse i nostri personaggi. Ha svolto uno splendido lavoro con Geralt, come avrete modo di vedere".

Dai libri alla serie TV

Una delle prime curiosità (ma anche uno dei principali miti da sfatare per il pubblico meno informato) riguarda il materiale d'ispirazione da cui la produzione ha scelto di partire per confezionare la serie (The Witcher uscirà su Netflix a dicembre). Negli anni, grazie al lavoro svolto da CD Projekt RED, le masse hanno conosciuto The Witcher grazie alla serie di videogiochi, ma il prodotto curato da Lauren Schimidt Hissrich e con protagonista Cavill sarà in tutto e per tutto una trasposizione dei romanzi, nei confronti dei quali la showrunner ha garantito grande rispetto e fedeltà nei limiti e nelle necessità di una trasposizione televisiva creata per un pubblico più vasto possibile. Questo ha detto, anzitutto, la scrittrice: "La serie è ovviamente tratta dai libri, e in particolare sui racconti. I racconti non hanno un arco narrativo univoco, quello lo abbiamo creato noi. In particolare ho lavorato su un filo conduttore che legasse maggiormente Yennefer e Ciri. Abbiamo anche aggiunto qualche piccolo comprimario per scrivere al meglio il percorso di questi due personaggi. Ciri, ad esempio, incontra qualche individuo in più - rispetto ai libri - sul proprio cammino. Qualcuno con cui possa parlare. La trilogia di videogiochi ha indubbiamente fatto un ottimo lavoro. Noi abbiamo fatto una scelta diversa, puntando su modellini e ambienti naturali. Abbiamo girato in 5 Paesi diversi".

E ancora, in relazione al processo di adattamento e ai temi del racconto:

"Sono da sempre una grande fan de Il Guardiano degli Innocenti, ho amato le origini della storia di Geralt, e un anno prima che iniziasse il progetto di Netflix avevo già incontrato Sapkowski. La sfida, per me, è stata incentrata su come presentare il mondo di The Witcher. Il cambiamento più grande che ho apportato è stato introdurre i personaggi di Ciri e Yennefer molto prima rispetto ai libri. Se mi fossi attenuta ai libri, entrambe sarebbero comparse solo a partire dalle prossime stagioni. Ho invece voluto che la loro forza trasparisse sin da subito. Posso però rassicurare i fan sul fatto che rimane moltissimo del contenuto originale. Ne ho parlato con l'autore, mi ha detto ciò che per lui era importante rimanesse nella serie TV senza stravolgimenti: l'aspetto più importante è che stiamo parlando di tre orfani che cercano il loro posto nel mondo. Sono outsider, credono di non aver bisogno di nessuno, ma il destino li riunirà per fargli capire che non possono fare a meno gli uni degli altri. Ma ci sarà anche un aspetto politico: si parlerà di xenofobia, di sessismo, di cosa significa essere diverso in una società che non ti accetta. Ma ci saranno anche molta magia e molte avventure".

Ma, tra i tanti temi che promuoverà la serie, ci sarà anche il rapporto con il destino:"Uno degli aspetti con cui ho avuto più a che fare è la differenza tra destino e fato. Quest'ultimo è predeterminato e non ti permette di fare altre scelte; il destino, invece, può essere cambiato a seconda di ciò che vuoi fare. In The Witcher questo rapporto si esplica in quella che Sapkowski chiama la Legge della Sorpresa. Consiste nel chiedere un pagamento di cui non si consoce inizialmente la natura. Il premio di Geralt, a un certo punto, è che gli viene affidata Ciri. Non quello che pensava di avere, ma che al tempo stesso cambia il suo destino. E il segreto del destino è anche come ti adatti al cambiamento".

Il ruolo delle donne e la maturità della serie

Quindi, ricapitoliamo: The Witcher è una serie che si rifarà ai romanzi di Sapkowski, che ha sempre descritto (e scritto) magistralmente personaggi forti, carismatici e sfaccettati. Anche figure femminili che, di pari passo con la lotta alla discriminazione che coinvolge soprattutto lo strigo, devono anche affermarsi in un mondo patriarcale. Ed è stata proprio una donna a sceneggiare il prodotto. Ma The Witcher, quindi, racconterà (tra le altre cose) una storia incentrata sull'emancipazione femminile?

La risposta di Lauren Schmidt Hissrich guarda oltre la categorizzazione di genere o di sesso:

"La prima volta che ho incontrato Sapkowski ho voluto subito chiarire con lui il ruolo e la posizione dei personaggi femminili in The Witcher. Mi spiegò la concezione che, all'epoca, c'era in Polonia sulle donne. C'era una cultura molto patriarcale, che si riflette non poco nell'universo dei romanzi. In quanto showrunner, e non semplicemente come donna, ho cercato di scrivere questa storia creando donne potenti allo stesso modo in cui esistono uomini, mostri e creature forti".

Allo stesso modo The Witcher tratterà contenuti con un certo tasso di violenza e temi espliciti, come sesso e nudità. Che, tuttavia, non risulteranno mai invasivi, né si piegheranno al fanservice:

"Si tratta decisamente di una serie per adulti, tant'è che i miei figli vogliono disperatamente vederla ma io credo che non dovrebbero... Nello show ci sono temi piuttosto forti, dalla violenza alla sessualità, senza contare le scene di nudo, ma ci sono anche diversità, conflitto tra bene e male, xenofobia. L'aspetto più importante è che non abbiamo voluto rappresentare la brutalità come un concetto fine a se stesso, né tanto meno utilizziamo gratuitamente il sesso. Non sono quelli i nostri valori sociali".

Perché, in fondo, la vera forza di queste storie sono i personaggi nella loro interezza, come ha detto la Schmidt: "Il bello del fantasy è che ti permette di evadere dalla realtà. Da sceneggiatrice, ma anche da fan prima di tutto, credo che al di là di mondi stratosferici e avventure fantastiche siano i personaggi ad essere fenomenali".

Ed è un lavoro di adattamento, quello di Lauren Schmidt Hissrich, che non potrebbe avere un promotore migliore dello stesso Sapkowski: "Ho incontrato Andrzej in Polonia, ormai, due anni fa. Non avevo ancora iniziato a lavorare alla serie, mi interessava più che altro conoscerlo di persona, capire il suo carattere e il modo in cui aveva gestito le sue storie. In seguito l'ho visto diverse volte, l'ho consultato per la sceneggiatura, e lui è stato molto collaborativo. Anzi, ci ha permesso di prenderci le nostre libertà: per lui non erano importanti tanto gli ingredienti della ricetta, quanto il suo sapore finale. Voleva solo che il sapore ricordasse quello che lui aveva creato. Il suo è stato un approccio davvero virtuoso, credo che chiunque abbia terrore di come verrà adattata la sua opera, soprattutto perché in fase di produzione non hai cognizione del quadro generale, ma soltanto di piccole parti. Eppure lui ha riposto grande fiducia in lui".

Se la ricetta, come l'abbiamo definita poco fa, sia un piatto gustoso e prelibato ce lo dirà soltanto Netflix a partire dal 20 dicembre 2019. Le premesse, però, sembrano decisamente incoraggianti.