WWE: intervista a Edge e Bianca Belair, vincitori della Royal Rumble

l'hall of famer e la EST di Smackdown ci hanno parlato del loro percorso, della loro fantastica vittoria e di cosa li aspetta in futuro.

intervista WWE: intervista a Edge e Bianca Belair, vincitori della Royal Rumble
Articolo a cura di

La Royal Rumble è uno degli incontri più iconici del wrestling: 30 atleti che entrano sul ring a intervalli regolari e un solo vincitore, ossia l'unico superstite. Per eliminare un avversario è necessario che esca fuori dal quadrato al di sopra della terza corda e che entrambi i piedi tocchino terra. Chi riesce nell'impresa, inoltre, ha la possibilità di sfidare un detentore dei titoli principali a sua scelta durante l'evento più prestigioso di tutti, Wrestlemania.

L'edizione di quest'anno ha visto trionfare Edge nella Royal Rumble maschile e Bianca Belair in quella femminile. Ebbene, noi di Everyeye abbiamo avuto l'opportunità graditissima di scambiare qualche parola con entrambe le superstar e approfondire l'altalena di emozioni che hanno vissuto in questi giorni e non solo.

The ultimate opportunist

Per gli appassionati di wrestling, Edge non ha bisogno di tante presentazioni. Si tratta infatti di uno dei wrestler più titolati, con ben 11 titoli mondiali all'attivo e 14 come campione di coppia. Nel complesso ha vinto 31 cinture, cui si aggiungono un King of the Ring, la prima edizione del Money in The Bank e ora anche due Royal Rumble. Come se non bastasse, è stato anche il primo Hall of Famer a vincere una Rumble. La storia di Edge è caratterizzata dal terribile infortunio subito nel 2011 (quando gli venne diagnosticata una stenosi del canale vertebrale, che avrebbe potuto portarlo alla paralisi) e che lo costrinse a un ritiro prematuro. Quando l'anno scorso è tornato a sorpresa, proprio alla Royal Rumble, il pubblico è impazzito di gioia e lo ha accolto con uno dei più grandi boati che hanno mai scosso un'arena di wrestling.

Prima di arrivare a questo risultato, però, c'è stato un altro infortunio, quello al tricipite subito a Backlash 2020 durante l'incontro contro Randy Orton, soltanto poche settimane dopo il ritorno:

"c'è stato una sorta di reset, a causa di quell'infortunio al tricipite. Quando sono tornato volevo affrontare Randy Orton, dovevo capire a che punto ero e Randy è la perfetta pietra di paragone. Abbiamo una buona chimica e ci sono molti precedenti tra noi due. Sapevo che dovevo iniziare da lui, ma anche che dopo di lui c'era un oceano di nuovi avversari e storie, ed è molto stimolante. L'infortunio al tricipite ha portato a questa storia in cui esattamente undici anni dopo la mia vittoria alla Royal Rumble ho vinto di nuovo e la seconda serata di Wrestlemania si svolgerà dieci anni dopo che ho annunciato il mio ritiro. Non puoi programmare queste cose. Io non me ne ero reso conto prima che i fan me lo facessero notare sui social media e mi sono detto ‘wow, questo è stato un incidente felice', ha cambiato il racconto perché sono cose che non sarebbero successe se non mi fossi infortunato a Backlash. L'infortunio al tricipite ha fatto schifo, ma ora guardo a tutte le opportunità che ha creato, così ho rivisto i miei obiettivi".

Costretto nuovamente ai box, Edge (il cui vero nome è Adam Copeland e magari lo avete riconosciuto nelle ultime stagioni di Vikings) non ha mai pensato di fermarsi definitivamente:

"Sapevo che non avrei mollato, anche se alla mia età ho dovuto lavorare il doppio per recuperare. Ma sono in un punto della vita in cui non mi dispiace fare tutto questo lavoro, perché rende ancora più gratificanti i risultati raggiunti. Se fosse troppo facile, non ci sarebbe storia".

Il canadese ha infatti ribadito più volte come le storie più riuscite siano quelle che sono più reali e il ritorno a sorpresa di Christian, suo grande amico e compagno di tanti indimenticabili incontri tag team, rappresenta un ottimo esempio:

"Sono quelli i momenti in cui il wrestling è più puro: emozioni reali che non possono essere scritte in un copione. Lo sguardo che avevo mentre Christian si avviava verso il ring, era reale. Ero sia stupito dal fatto che eravamo entrambi nella Rumble dopo che ci era stato detto che non avremmo potuto farlo ancora, ma anche orgoglioso perché so quanto ha lavorato duramente per poter tornare a combattere. C'erano così tante emozioni in quello sguardo, perché io sapevo che era stato dichiarato abile a lottare quindi sapevo che ci sarebbe stato alla Rumble, ma poi quando è successo sul serio sono emerse tutte le cose che ho provato in questi mesi, ed è una bella cosa".

Edge non ha negato che gli piacerebbe tornare a combattere in coppia con Christian: "Ci sono così tante possibilità, per esempio contro gli Usos, i New Day, Street profits, Ziggler e Roode, Reigns e Rollins".

Edge si è detto strabiliato dalle miriadi di possibilità che ha di fronte e ha spiegato di voler assaporare ogni momento che riuscirà a passare sul ring. Per questo non riesce a fare un solo nome su chi vorrebbe affrontare tra i wrestler della nuova generazione:

"È una cosa fantastica, perché ci sono così tanti atleti. Mi piacerebbe McIntyre (qui la nostra intervista a Drew McIntyre), perché anche se ci ho già combattuto, quello di oggi è un altro Drew, completamente differente; poi Cesaro, Sheamus. Non ho mai fatto un incontro singolo contro quest'ultimo. Non so come sia stato possibile, ma deve succedere perché mi piace quello che sta facendo. Poi vorrei affrontare Seth Rollins, Aj Styles, Daniel Bryan, Ricochet, Sami Zayn, Kevin Owens, ma anche Roman Reigns e Jey uso. Mi guardo intorno e vedo tante possibilità, incluso NXT. Insomma, c'è un campo sterminato di possibilità ed è una cosa bellissima, perché possiamo andare in ogni direzione. Per me poi è molto speciale, perché è qualcosa che non mi sarei aspettato prima del ritorno".

Edge ha poi speso qualche parola sulle recenti dichiarazioni di Undertaker, il quale ha definito il prodotto attuale "un po' troppo morbido":

"Ogni commento può essere estrapolato dal contesto e penso che in parte sia successo anche in questo caso e che su un'intervista di tre ore siano state prese le dichiarazioni più piccanti. Io penso che sia dura per chiunque sia salito su un ring, a prescindere dall'epoca. Entri nel settore perché lo ami. Ogni generazione presenta sfide diverse. Noi, per esempio, non avevamo i social media, che sono ottimi per far conoscere il proprio prodotto ed espandere il brand, ma ci sono anche tanti intoppi in cui ci si può imbattere. Noi dovevamo preoccuparci soltanto di salire sul ring e fare il nostro lavoro. Ora le telecamere non si fermano mai, ogni aspetto della tua vita viene osservato con il microscopio e questa è una sfida completamente diversa. Per me, chiunque sia salito su un ring è un duro".

L'ultimo argomento toccato, invece, riguarda quando avrà intenzione di lasciare: "non voglio trattenermi più del dovuto. Voglio che questo periodo sia di aiuto. Non voglio sottrarre agli altri, voglio essere un valore aggiunto. Fin quando potrò dare un contributo andrà bene. Dovrò essere onesto con me stesso. Ho anche la mia cerchia ristretta che è brutalmente onesta con me. Ne ho parlato con Beth (Phoenix, Hall of famer e attualmente telecronista a NXT, con la quale è sposato dal 2016 ndr); un giorno mi dirà ‘è il momento, ti stai rendendo ridicolo' e io non voglio arrivare a quel punto. Mi ritirerò prima. Ma non so quando avverrà".

Non puoi dire Wrestlemania senza EST

Imponendosi alla Royal Rumble, Bianca Belair ha ottenuto la sua vittoria più prestigiosa in WWE, per il momento. Dopo l'ottima prova dell'anno scorso, in cui ha resistito 33 minuti e ha eliminato otto avversarie, Belair si è superata: è entrata con il numero tre e ha stabilito il nuovo record di permanenza sul ring tra le donne, ossia 56 minuti.

Inoltre, è entrata nella storia come prima donna afroamericana a vincere la Rumble femminile e la seconda in assoluto, dopo niente meno che The Rock. La EST di SmackDown (perché è fastest, strongest, best ecc. ndr) si trova a un punto di svolta della sua carriera a circa un anno dall'esordio nel main roster: a Wrestlemania potrà vincere il suo primo titolo in WWE e confermarsi così tra le atlete da tenere assolutamente d'occhio nei prossimi mesi.


Belair ha provato a raccontarci il turbinio di emozioni provate quando è riuscita a eliminare Rhea Ripley, aggiudicandosi la vittoria: "c'è stato un breve momento in cui ho compreso quel che stava succedendo e sono stata sopraffatta dalla gioia di aver vinto la Royal Rumble, poi ho visto il simbolo di Wrestlemania e mi sono resa conto che avrei combattuto lì. È stata una montagna russa di emozioni e sono emerse tutte quando ho fatto l'intervista subito dopo. Non avevo nulla di preparato, ma ho detto quello che avevo nel cuore. Quando sono rientrata nel backstage, ho ricevuto altro amore e supporto, da quel momento sto provando una varietà di emozioni e mi capita di piangere".

Per quanto riguarda l'essere la prima donna con la pelle scura a vincere la Royal Rumble, Belair ha commentato: "è un onore. Penso che la rappresentazione sia qualcosa di molto importante e sono fiera di poterne fare parte. Entrare nella storia è fantastico, ma in realtà non avevo idea di questo aspetto prima che me lo dicessero nel backstage. Ciò che posso dedurre da questo è che non mi ero resa conto di stare a scrivere la storia provando a raggiungere i miei obiettivi cercando di essere chi sono, senza rimorsi. Voglio che sia d'ispirazione per tutti. Non devi rivolgerti sempre ai libri di storia, per trovare la storia. Puoi creare la tua storia, è dentro di te, dentro la tua famiglia".

Belair spera che la sua impresa sia d'ispirazione anche per colleghe e colleghi: "la mia storia dimostra che le possibilità sono infinite. Quando sono arrivata a NXT cinque anni fa non sapevo fare neanche una headlock, quindi spero che gli altri trovino la mia storia come ispirazione. So che bisogna lottare tanto e che ci vuole pazienza, ma è possibile. Sarà dura, ma quando ci riuscirai non avrai rimpianti". Ma chi ha aiutato maggiormente Bianca Belair a crescere e a migliorarsi, una volta approdata al main roster? "è dura rispondere, perché lo spogliatoio di Smackdown è fantastico. Le ragazze sono calorose e collaborative. Tutte vogliono vedere le altre avere successo, augurano loro il meglio e sono pronte a supportarti quando è il tuo momento".

La filosofia dell'EST è quella di voler dimostrare che è di fatto la più forte, la più veloce e la più atletica del roster ed è anche per questo motivo che nelle ultime puntate di Smackdown l'abbiamo vista sollevare un peso massimo come Otis:

"Dico sempre che sono la più forte, quindi dovevo dimostrarlo a tutti. So di essere forte, ma so anche che l'adrenalina è stata molto importante per riuscire a sollevarlo. Penso che sia stato un momento molto divertente. E poi volevo dimostrare che se dico una cosa, la dico sul serio. Voglio costruirmi la reputazione che quando dico che farò qualcosa, tutti mi prendano seriamente".

Nelle sue interazioni con Naomi durante la Royal Rumble, invece, ha voluto mettere in mostra le proprie qualità atletiche, oltre che confrontarsi con un'atleta che stima molto: "L'anno scorso siamo state insieme sul ring per poco tempo. Quest'anno ero entusiasta di poter salire sul ring con lei". Le due hanno combattuto spesso e volentieri durante la rissa reale e sono state protagoniste di un incredibile salvataggio in cui hanno dovuto cooperare per non essere eliminate: "ho amato quel momento. Già solo per essere stata sul ring con Naomi e aver mostrato il nostro atletismo. Si tratta di un momento che ricorderò sempre".

Ora Belair si appresta a lottare per il titolo a Wrestlemania, dove vorrà dimostrare tutto il suo valore ma anche il fatto che, per quanto sia un clichè, "se hai un sogno e resti fedele a te stesso, puoi farcela". Però, nonostante molti fan già pregustino il dream match contro Sasha Banks, Belair non ha ancora deciso chi affronterà: "Contro Sasha sarebbe un incontro fantastico, ma non puoi escludere Asuka e Io Shirai, le quali sono ottime campionesse e atlete. Quindi sì, sarebbe un dream match, ma al momento sono ancora in preda alle emozioni date dalla vittoria della Rumble e devo riorganizzare le idee per prendere la mia decisione".