Recensione 24 - Stagione 6

Il sesto giorno sarà forse il più difficile per la serie

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Il difficile cammino di 24

Mentre 24 spopola in patria e non solo, in Italia ha sempre avuto qualche difficoltà a decollare, principalmente per questioni di palinsesto. La trasmissione in tarda serata da parte di Rete 4 non è stata una mossa vincente, così come quella di spostarlo poi al sabato sera (sempre tardi), considerato che il target è abbastanza giovane. Tralasciando le immani censure che affliggono tuttora la trasmissione in chiaro, questa sesta stagione ha comunque beneficiato della messa in onda da parte di Italia 1, e quindi di una visibilità maggiore rispetto alle precedenti. Speriamo che questo si traduca in un aumento del seguito di quello che ormai è quasi universalmente riconosciuto come uno dei migliori telefilm mai prodotti e che, nonostante lo sciopero degli sceneggiatori di mezzo, promette ancora spettacolo con il film per la TV e la conseguente settima stagione.

L'alba del sesto giorno...

Il quinto giorno per Jack Bauer non si era concluso nel modo migliore: nonostante tutto sembrasse, per una volta, andato per il verso giusto, nelle ultime scene assistevamo al suo rapimento da parte del governo cinese, per vendicarsi dell'attacco al consolato del Day 4. Probabilmente si tratta del finale più sconvolgente finora e di certo creava una certa aspettativa per la sesta stagione, che riprende esattamente da dove si era interrotta. Gli Stati Uniti d'America vertono in una situazione critica; potrebbe non sembrare una grande novità, ma questa volta una serie di mini attentati, distribuiti sull'intero territorio e da parte di mediorientali, ha messo davvero sotto scacco tanto la popolazione, che comincia a soffrire di psicosi xenofobe, quanto il governo, privo di strategie vincenti per fermare l'ondata dinamitarda. Come se non bastasse, uno degli uomini collegati agli attentati, Abu Fayed, chiede, in cambio di un'informazione sulla presunta posizione del comandante delle cellule, la consegna di Jack Bauer, colpevole di aver torturato e ucciso suo fratello. Per questo motivo il CTU, dopo l'approvazione del nuovo presidente, Wayne Palmer, si occupa dello scambio con i cinesi e all'aeroporto ritroveremo un Jack provato nel fisico e nello spirito. Frastornato e ricoperto di segni di torture di vario genere, accetterà il suo fato (ovvero una probabile morte nelle mani del suo nuovo carnefice) quasi come una liberazione. Inizia così il sesto giorno, e come sempre in pochi minuti si entra nel vivo dell'azione. La formula del serial, ovviamente, resta invariata e così i soliti scambi veloci di dialoghi che vanno dritti al punto, uniti ad una sceneggiatura e regia che annullano i tempi morti, portano lo spettatore nel cuore della vicenda in una manciata di secondi. Se lo stile è sempre il solito, funzionale ed efficace, e di fatto rappresenta uno dei punti forza di 24, quello che varia sono i personaggi e l'intreccio, come sempre complesso, della storia. Accanto a Jack (Keifer Sutherland) troveremo alcune vecchie conoscenze ormai diventate pietre miliari del cast, come Chloe O'Brian (Mary Lynn Rajskub), una dei pochi veri amici del protagonista, e Bill Buchanan (James Morrison), probabilmente il miglior direttore del CTU e personaggio che è stato e sarà di grande aiuto a Bauer. Accanto a loro, e ad altri comprimari già noti, troveremo Morris O'Brian (Carlo Rota), introdotto brevemente nel Day 5 e qui riproposto in pianta stabile: sarà uno dei nuovi elementi cui sarà dato più spazio, anche alla personalità, soprattutto nel rapporto con sua moglie Chloe. Il carattere e il modo di fare un po' fuori dagli schemi lo rendono una delle new entry più interessanti della stagione. Altra vecchia conoscenza, ma che molti non ricorderanno, è invece Milo Pressman (Eric Balfour), protagonista di un piccolo cameo al termine della prima serie e ora capo tecnico del CTU. Infine, come nuovo elemento in seconda sotto Buchanan troviamo la bella Nadia Yassir (Marisol Nichols), la quale si dimostrerà personaggio decisamente indovinato in più di una occasione.

Ancora straordinari per Jack!

Gli elementi ci sono tutti, e infatti la serie parte con il solito ritmo: Jack è sempre Jack, i nuovi comprimari sono adatti al loro ruolo e in breve si viene catapultati in questa nuova avventura che metterà a dura prova un po' tutti i protagonisti, per un motivo o per l'altro. Si potrebbe obiettare che la tematica mediorientale è già stata utilizzata diverse volte, ma d'altronde anche la fantapolitica ha dei limiti di credibilità e pertanto, arrivati alla sesta stagione, bisogna cominciare ad aspettarsi qualcosa che sa di già visto. Questo purtroppo è un problema intrinseco della serie e a cui difficilmente si può porre rimedio. Ciononostante, la bravura degli sceneggiatori ha fatto si che il tutto fosse trattato in maniera differente, ad esempio, dal Day 2, focalizzandosi spesso sulla gente comune e sulle diverse reazioni che la paura di una minaccia di tale tipo può provocare. Ci sarà quindi chi comincia a molestare i vicini, chi viene deportato ingiustamente, chi crede che il prezzo da pagare per la sicurezza sia il sacrificio e così via, un caleidoscopio di situazioni credibile, intelligente, e in cui gli autori non spingono mai verso una o l'altra soluzione come a voler dare la loro opinione, ma mostrando sempre le due facce della stessa medaglia. La grandezza di 24 sta anche in questo.
Tralasciando il discorso islamico, comunque, il problema del "deja vu" comincia a farsi sentire anche sotto altri aspetti, tipo quelli complottistici o riguardo a eventuali talpe; certo tutto viene riarrangiato secondo una diversa filosofia, ma alcune cose si inizia ad aspettarsele, non fosse per il fatto che alla fine abbiamo sempre gli stessi environment (CTU e ambiente presidenziale). Sarà per questo che nel Day 7 si è deciso di sconvolgere un po' tutto?
Difficile comunque considerare quanto sopra delle vere critiche; quello che invece effettivamente fa storcere il naso sono alcuni punti della sceneggiatura, verso metà serie circa, e in particolare l'introduzione di un personaggio, tutte cose che si sarebbero potute gestire meglio, a partire dalla scelta del cast. Si tratta quindi di un ingranaggio che non si incastra alla perfezione con gli altri, stridendo un poco, per quanto, nelle fasi successive la cosa passi in secondo piano, in un climax che riassesta il Day 6 sui consueti livelli. Negli ultimi episodi assistiamo a dei momenti davvero mozzafiato, e nell'ultima puntata ci si toglie anche qualche soddisfazione, benché, come del resto piace molto agli sceneggiatori, restino alcune porte aperte e un paio di questioni irrisolte che non saranno di certo lasciate a metà nelle prossime serie.

24 - Stagione 6 24 - Day 6 non è probabilmente la miglior stagione, a causa di una struttura che comincia ad invecchiare e ad un paio di elementi non perfetti come al solito. Ciò non toglie che complessivamente è sempre un serial di altissimo livello, il carisma del protagonista (ma anche di alcuni comprimari) trascina lo spettatore e, alla fine dei conti, è di gran lunga una delle cose migliori che si possano vedere in TV. Non resta quindi che attendere il film che farà da prequel alla settima stagione, previsto per questo autunno.

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