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3% Stagione 4, la Recensione: si conclude la serie distopica brasiliana

La serie originale Netflix a firma brasiliana ritorna per una quarta e ultima Stagione: quale sarà il destino di Entroterra, Offshore e Conchiglia?

recensione 3% Stagione 4, la Recensione: si conclude la serie distopica brasiliana
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Tra le novità Netflix di settembre 2020, il catalogo della piattaforma streaming accoglie un'ultima tornata di episodi di 3%, serie a firma brasiliana pronta a concludersi definitivamente. Con sette puntate dalla durata variabile, compresa tra i 35 e i 70 minuti, il setting distopico e post-apocalittico che ci ha accompagnati sin dal debutto della produzione regala un finale coinvolgente, ma piuttosto frettoloso, in cui non mancano purtroppo di palesarsi diverse forzature narrative.

Stato di guerra permanente

L'esordio della Stagione 4 ci cala sin da subito nel cuore del conflitto che vede contrapporsi l'Entroterra e l'Offshore, riprendendo il racconto esattamente da dove si era interrotto con l'ultimo episodio. Faro di speranza in una società in cui solo il 3% della popolazione viene considerato degno di ascendere a un paradiso in terra in cui vivere una vita agiata, la Conchiglia continua a rappresentare una "terza via" in un mondo dominato da violenza, disperazione e disuguaglianza. Sopravvissuta alle macchinazioni e ai sabotaggi dell'Offshore, la struttura accoglie chi è in cerca di una vita pacifica, ma il conflitto per la ridefinizione del destino di questo mondo devastato è ancora lontano dall'essere concluso.

E a combatterlo non possono che essere i protagonisti riusciti a superare indenni, o quasi, le vicissitudini delle Stagioni precedenti, le insidie del Processo, l'estremismo della Causa. Ancora racconto pienamente corale, la Stagione 4 di 3% pone al centro della scena la complessa umanità che ha infine trovato una casa nella Conchiglia, che prospera sotto la guida di Michele. Rafael, Joana, Marco, Elisa, Natalia, Gloria e Xavier sono i tasselli che andranno a comporre l'evoluzione delle sorti della società, nell'ambito di un piano che punta a distruggere definitivamente l'esistenza dell'Offshore.

Vittima del caos generato dalla prigionia della Comandante Marcela alla Conchiglia e dalla conseguente salita al potere di André, il paradiso tecnologico ammantato nella leggenda della Coppia Fondatrice è più insidioso che mai. Nel tentativo di porre fine alle ostilità, l'Offshore propone a Michele l'avvio di una trattativa diplomatica, che possa garantire la coesistenza e la prosperità per entrambe le fazioni. La proposta proveniente dal Consiglio appare tuttavia eccessivamente generosa, scatenando sospetto e giustificata diffidenza nei protagonisti. Determinato a porre fine alla pratica del Processo, alla separazione delle famiglie e all'oppressione dell'Entroterra, il gruppo deciderà dunque di mettere in atto un piano folle: privare definitivamente l'Offshore della sua tecnologia.

Partiti alla volta dell'area, Rafael, Joana, Marco, Elisa e Natalia scopriranno ben presto che la realtà che si cela dietro l'ascesa di André è molto più complessa di quanto non avessero immaginato e che l'ambizione del fratello di Michele è ormai divenuta incontenibile. Mentre il Processo sta per prendere nuovamente il via, e questa volta con pratiche ancora più brutali che in passato, Michele e Xavier dovranno tentare una strada alternativa per porre fine al dominio dell'Offshore.

Utopia, potere e miseria

Su questa ultima premessa narrativa, si dipanano le battute finali del confronto tra le tre fazioni in lotta, nella tradizionale formula di operazioni sotto copertura, infiltrazioni, sospetti e tradimenti che hanno caratterizzato l'intera evoluzione narrativa di 3%.

Il ritmo dell'azione non rallenta sostanzialmente mai, mantenendo alta la curiosità per quelle che saranno le sorti dei personaggi principali, che si ritroveranno ad agire in diversi scenari in maniera parallela.

Non mancheranno, come ormai d'abitudine, i colpi di scena e i cambi di fronte: questi ultimi, tuttavia, si presenteranno talvolta come piuttosto improvvisati, mal calibrati o incoerenti. In diversi frangenti, infatti, ci si ritrova a domandarsi quali ragioni abbiano spinto uno dei protagonisti ad agire in un certo modo. Particolarmente poco riusciti, a nostro parere, sono in questo quadro i percorsi di Marco e Gloria.

Quest'ultima, in particolare, si renderà responsabile di una serie di imprese a dir poco sconclusionate, le cui motivazioni concrete faticano a palesarsi anche al termine della visione dell'intera Stagione. Perplessità anche per l'evoluzione di André, che rimane fin troppo ancorato allo stereotipo del villain dalla ragione totalmente annebbiata dalla sete di potere. Complessivamente, ad ogni modo, l'ultima tornata di episodi di 3% riesce comunque a offrire un finale, più o meno coerente, a ognuna delle storyline aperte durante l'intera serie.

Elemento interessante, le battute conclusive della Stagione 4 di 3% cercano di spostare il focus della narrazione dal dramma del conflitto alla difficoltà di ricostruire una società dilaniata da decenni di divisioni, soprusi e violenze. Un obiettivo apprezzabile, ma declinato in maniera troppo semplicistica per poter risultare del tutto efficace.

Il modo stesso in cui trova termine lo scontro tra Entroterra, Offshore e Conchiglia non manca in effetti di destare più di una perplessità. L'espediente, per quanto integrato nella narrazione proposta nelle precedenti Stagioni, si palesa infatti come un vero e proprio deus ex machina, il cui dispiegarsi ed esito finale mettono peraltro a dura prova il processo di sospensione dell'incredulità.

3% Al netto di svolte incoerenti nell'evoluzione di alcuni personaggi e di un'eccessiva semplificazione dei temi proposti, l'ultima Stagione di 3% riesce a mantenersi interessante e a chiudere le sottotrame aperte negli episodi precedenti. Nella puntata finale, il conflitto tra Entroterra, Offshore e Conchiglia troverà quindi un vero e proprio epilogo, per quanto l'espediente scelto dagli autori per arrivarvi non possa che essere giudicato come quantomeno discutibile.

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