A Discovery of Witches 2 Recensione: la nuova stagione della serie Sky

Tra viaggi nel tempo e personaggi storici, ecco le nostre impressioni finali sulla seconda stagione della serie tratta dai romanzi di Deborah Harkness.

A Discovery of Witches 2 Recensione: la nuova stagione della serie Sky
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Che cosa hanno in comune serie come Outlander, Bridgerton e A Discovery of Witches? Tutte e tre sono ambientate in un passato accattivante, vantano origini letterarie ad opera di autrici americane contemporanee appassionate di storia inglese, indugiano nell'erotismo e il loro registro è perfettamente in linea con lo stile dei romanzi Harmony. Tuttavia, nella seconda stagione, A Discovery of Witches si dimostra molto più che una mera trasposizione di una serie di romanzi rosa in costume.

Dopo più di due anni dalla prima messa in onda nel 2016, la serie tratta dalla Trilogia delle Anime della storica e scrittrice Deborah Harkness (qui anche in veste di produttrice esecutiva) torna su Sky Atlantic e Now TV con una seconda annata. Come avevamo spiegato nella nostra recensione di A Discovery of Witches, la serie, dopo un inizio promettente e intrigante, ha rischiato di perdersi in un finale stereotipato e melenso, in cui la maggior parte dello spazio era dedicato alla storia d'amore più che all'azione. Una sorte scongiurata dai nuovi 10 episodi, caratterizzati da un balzo temporale che catapulta i protagonisti - il vampiro Matthew e la strega Diana - nella Londra elisabettiana del 1590. Un plot twist che fa di A Discovery of Witches un period drama godibile e originale. Vediamo insieme perché.

Ritorno al futuro

Per sfuggire alle mire delle creature magiche che vogliono catturarli, il vampiro Matthew (Goode) persuade la sua amata, la strega Diana Bishop (Teresa Palmer), a viaggiare indietro nel tempo per trovare rifugio nel 1590. Una volta giunti nella Londra elisabettiana, Diana fa la conoscenza degli accoliti di Matthew e di una serie di personaggi leggendari: dal geniale drammaturgo Christopher "Kit" Marlowe allo scaltro Walter Raleigh, dalla regina Elisabetta I a Mary Sidney, poetessa e scrittrice tra le prime autrici britanniche a godere di una solida reputazione. La giovane strega parte alla ricerca della congrega delle sue simili, grazie ai cui insegnamenti potrà finalmente completare il suo addestramento e prendere consapevolezza dei suoi grandi poteri. Ma il Sedicesimo secolo svelerà anche il lato più oscuro del passato di Matthew, quello di spia di corte e aguzzino nelle segrete della Torre di Londra. Inoltre, Diana dovrà affrontare la diffidenza nei confronti delle streghe da parte dei compagni del marito, in particolare del gelosissimo Kit.

Meno romanzo rosa, più thriller storico

Diversamente dalla prima stagione, in cui viene esplorata la parte romantica dell'incontro tra creature magiche diverse, la seconda stagione di A Discovery of Witches mette in scena una relazione più matura tra i due protagonisti. Vediamo Matthew e Diana alle prese con la quotidianità di un rapporto di coppia, avendo ancora molto da imparare l'uno sull'altra. Finalmente, la serie riesce a uscire dal solito copione in stile young adult, rivolgendosi a un pubblico più adulto. Anche le relazioni tra i personaggi secondari appaiono meglio delineate e non più solo abbozzate.

Questo lascia molto più spazio a ciò che rende la serie davvero interessante: intrighi, cospirazioni, azione, magie, conflitti capaci di creare una trama avvincente che rende impossibile distogliere lo sguardo, fino all'ultimo episodio. Merito anche dell'ambientazione storica: i costumi sontuosi, le escursioni per le stradine anguste della Londra del passato, le visioni aeree di castelli e della capitale dell'epoca ricostruita, il tutto in una fotografia chiaroscurale che sottolinea il dramma presente in ogni scena. Notevole è anche la colonna sonora, che vede la chiusura dei singoli episodi con cover di famosi brani pop, una più bella dell'altra.

Alle vicende ambientate nel passato, si alternano con naturalezza le scene del presente, che tuttavia appare decisamente più incerto e pericoloso. Il salto temporale si rivela come l'espediente più riuscito di questa seconda stagione. Infatti, dividendo l'azione su due linee temporali, si raddoppia la suspense a ogni puntata. Inoltre, ciò permette di lasciare maggiore spazio ai personaggi secondari, che divengono sempre più cruciali e determinanti in vista dello scontro finale: Sarah, una delle zie di Diana (interpretata dalla Alex Kingston di Doctor Who), Ysabeau, la madre vampira di Matthew, e Marcus, il "figlio" dei De Clairmont.

Lo stesso vale per i personaggi storici, che divengono vere e proprie parti attive nel piano dei protagonisti per scongiurare la vittoria del Male. In particolare, spiccano la figura chiacchierata del padre di Matthew, Philippe (James Purefoy), a cui finalmente possiamo dare un volto, e l'invadente Kit Marlowe (Tom Hughes), che si rivelerà essere una personalità ancora più torbida e misteriosa di quanto si è soliti pensare.

Non mancano i difetti. In particolare nei villains, che compaiono troppo di rado e i cui ruoli risultano appena tratteggiati. Giusto nell'ultimo episodi avvertiamo un miglioramento in tal senso, grazie al soprattutto al personaggio di Peter Knox (Owen Teale, il Ser Alliser Thorne de Il trono di spade). Una scelta obbligata, trattandosi dell'antagonista principale. Ma la bellezza di A Discovery of Witches sta anche nel presentare personaggi malvagi di contorno dalla psiche ben delineata, che qui però risultano spesso delle semplici macchiette.

Anche la regia appare problematica in alcuni punti, caratterizzata da una scarsa attenzione per le emozioni dei personaggi. Ciò è evidente nella scelta di non inquadrare (molto spesso) in primo piano i momenti più carichi di pathos, ma di rimanere in lontananza, quasi in disparte. Ne risente il ritmo, molto lento nelle prime puntate, ma che fortunatamente accelera in vista del finale di stagione, che chiude in maniera egregia e senza buchi di trama. Tuttavia, a causa soprattutto delle sviste registiche, la serie si percepisce ancora come un prodotto spiccatamente televisivo, privo di quel je ne sais quoi tipico della quality tv, dall'anima prettamente cinematografica.

Un punto di svolta è rappresentato da un misterioso personaggio, un vampiro, che entra in scena mentre Matthew e Diana sono in missione diplomatica in Boemia. Un interrogativo che vedremo risolversi nella prossima stagione, ma comunque capace di (ri)destare la curiosità dei più scettici. Nonostante tutte le possibili incongruenze, la seconda stagione di A Discovery of Witches rappresenta un notevole passo avanti per la serie. Migliora anche la recitazione, specie da parte di Tersa Palmer, che spesso risultava essere sottotono rispetto al suo partner. Tutti elementi che fanno ben sperare per un'ultima stagione... magica!

A Discovery of Witches - Stagione Due Dopo una prima stagione melensa e stereotipata, A Discovery of Witches riaccelera, anche se lentamente, fino a un finale di stagione completo, capace di mettere le basi per la season conclusiva e senza buchi di trama. Merito della scelta di dividere la linea temporale utilizzando l'espediente del viaggio nel tempo, senza dubbio l'elemento più riuscito della serie, capace di aumentare la suspense lasciando maggiore margine d'azione alle storylines dei personaggi secondari. Restano difetti, soprattutto per quanto riguarda la regia e il montaggio, ma nel complesso si tratta si una stagione godibile, che riesce a sorprendere in positivo.

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